Sesso: è tempo di cambiare

L’abitudine mette a rischio il desiderio di coppia così sperimentare può rivelarsi utile e divertente



di Lucia Corna

Che la routine remi contro la longevità di ogni coppia ormai è risaputo. Se nei sentimenti si può ribattere che l’abitudine ha un suo risvolto rassicurante, nel sesso la prevedibilità è palesemente la nemica più potente del desiderio. Così può diventare interessante esplorare qualche alternativa fantasiosa al classico lei-sotto-luisopra che tutte conosciamo come “posizione del missionario”.

Negli ultimi tempi poi basta andare al cinema per rendersi conto che sì, forse è ora di dare una rinfrescata alla vita sessuale, visto che perfino film intensi e drammatici come Nessuno si salva da solo (tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Mazzantini) contengono amplessi “dal retro” come quello (alla finestra) tra Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio.

E che in concorso all’ultimo Festival di Cannes è stata ammessa anche una pellicola softcore come Love di Gaspar Noe, con scene di sesso a tre girate in 3D. E l’arrivo in libreria, poche settimane fa, di Grey, seguito della trilogia delle fortunatissime Cinquanta sfumature di E. L. James, ci ricorda che anche il sadomaso è un’alternativa praticabile.

 

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IL SESSO VA ANCHE IN FIERA
La voglia di esplorare qualcosa di insolito tra le lenzuola è dimostrata anche dal moltiplicarsi di fiere dedicate all’eros, come GardaSex (a Lonato del Garda, in provincia di Brescia), Sex in Milan (all’Alcatraz di Milano) e Torino Erotica (i prossimi 27 e 28 novembre al Lingotto).

Kermesse un tempo frequentate solo da un pubblico di nicchia e oggi invase da coppie etero che si aggirano tra gli stand come se fossero al  supermercato. Certo, occorre andare per gradi. E come accade a Tessa e Hardin, protagonisti del romanzo di Anna Todd After, tra i più venduti in queste settimane e di cui la Paramount ha già acquistato i diritti cinematografici, la vostra prima tappa verso qualcosa di meno “solito” potrebbe essere il sesso orale.

PER INIZIARE, QUALCOSA DI FACILE
Se sentirvi in buona compagnia può incoraggiarvi a osare, sappiate che, secondo una ricerca svolta da GFK Eurisko e pubblicata da Il Mulino, il 73% degli italiani pratica con soddisfazione fellatio (lei a lui), cunnilingus (lui a lei) e la combinazione dei due.

«È un’esperienza che crea intimità e una vicinanza particolare, perché permette di conoscere e far conoscere all’altro una forma diversa di piacere », spiega la sessuologa Laura Rivolta. «Le donne che amano mantenere il controllo all’inizio preferiscono la fellatio, ma imparare ad abbandonarsi al partner, lasciando che sia lui a condurre il gioco, può essere un modo per varcare insieme un confine e creare così un contatto davvero profondo e un’intimità molto positiva», sottolinea l’esperta.

LA GRANDE TRASGRESSIONE
 Superare insieme il limite è una componente chiave del richiamo esercitato da molte pratiche “alternative”, tra cui il sesso anale. «In questo caso però i condizionamenti culturali sono fortissimi: per la religione è “contro natura” e in molte persone scatena ancora ansie omofobiche», osserva Rivolta.

«Per non parlare della paura del dolore fisico, visto che in effetti si tratta di un tipo di penetrazione che richiede molta cautela. La donna deve riuscire a rilassarsi completamente, affidandosi con fiducia al compagno, il quale a sua volta deve usare molta sensibilità e sapersi fermare al momento giusto».

Tuttavia, secondo uno studio pubblicato dal Journal of Sexual Medicine, il 40% delle italiane tra i 20 e i 40 anni l’ha sperimentato nel corso dell’ultimo anno, mentre nel 1992 ad averlo provato era stato solo il 16%.«Forse oggi abbiamo meno vergogna ad ammettere certe cose», suggerisce Emmanuele A. Jannini, docente di endocrinologia e sessuologia medica all’Università Tor Vergata di Roma. «Comunque è innegabile che il sesso anale oggi sia sdoganato.

E il fatto che sia più rappresentato nei media, al cinema o nei libri, può spingere chi ha ancora dei dubbi a provarlo». Nel caso siate curiosi, procuratevi una copia del romanzo Quello che sogno con te di Beth Kery e andate direttamente a pag. 199. Ovviamente l’idea di sentirvi dominate non deve mettervi a disagio, altrimenti il genere non fa per voi.

UN FORTISSIMO TABÙ EMOTIVO
Non dovete soffrire di ansia da confronto e nemmeno di gelosia se vi viene in mente l’idea di sperimentare il sesso a tre o lo scambismo. Gettonatissimo nei romanzi di Megan Maxwell, la scrittrice ispanoamericana di gran successo, appena arrivata al terzo capitolo della sua trilogia con il nuovo Chiedimi chi sono, il rapporto a tre può essere parecchio problematico da gestire nella vita veraNon si tratta semplicemente di provare una posizione diversa, ma del venire meno del patto di esclusività su cui si fonda ogni coppia», avverte la sessuologa.

«Per farlo non basta essere d’accordo in linea di principio, ma occorre che entrambi i partner mettano in conto di saper gestire tutto l’insieme di fantasie e immagini mentali che si possono scatenare dopo averlo fatto. Vedere il proprio compagno sperimentare il piacere con un’altra persona può essere molto destabilizzante ».

Nonostante i dati della Federsex, secondo i quali sono più di 500mila le persone che frequentano club privé, gli esperti sostengono che il triangolo può funzionare solo se limitato nel tempo e magari all’interno di relazioni clandestine, in cui si vive già una situazione di illegittimità e quindi il confine tra lecito e illecito diventa più elastico.

IL SADOMASO AFFETTUOSO
Paradossalmente si può rimanere dentro confini più tranquillizzanti, almeno emotivamente, con pratiche di Bdsm (bondage, dominazione, sadismo a masochismo) soft. Lasciate perdere Grey e la sua stanza dei giochi o l’attrezzatura di Monica e Jonathan, protagonisti della serie cult Songs of Submisèsion di C.D. Reiss, e procuratevi un set di corde, o anche solo qualche sciarpa di seta.

«Il bondage non implica affatto il bisogno di provare dolore o di infliggerlo: è una forma di erotizzazione della costrizione che richiede invece grande sensibilità e cura dell’altro», spiega DrFatso, esperto di bondage che tiene corsi in tutta Italia (drfatso.org).

«Chi lega deve stare molto attento a evitare non solo che il partner si faccia male, ma anche che provi sensazioni spiacevoli o perturbanti: non a caso si stabilisce una parola d’ordine, e se chi viene legato si sente a disagio, l’accordo è che la pronuncerà e l’altro lo dovrà liberare immediatamente ».

Può non essere facile da comprendere per chi non ha mai provato, ma gli appassionati del genere giurano che le corde sono come carezze, abbracci che stringono sì, ma fanno anche sentire al sicuro. «In effetti lasciarsi legare richiede una fiducia così grande nel partner», osserva Rivolta, «da non poter prescindere dal piacere di perdere il controllo affidandosi totalmente all’altro». E al giorno d’oggi, ammettiamolo, a noi donne capita così raramente di poterci abbandonare nelle mani di un uomo…

Articolo pubblicato sul n. 34 di Starbene dell'11/08/2015

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