Unghia incarnita: cos’è, perché si forma, i rimedi

È una condizione piuttosto comune, che crea dolore e disagio quando si cammina. Perché è importante intervenire subito e come curarla. Leggi qui



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Camminare è diventato doloroso? Hai notato perdite di sangue o di pus a lato di un'unghia del piede? Indossare le tue scarpe preferite è ormai impossibile? Basta il contatto con le lenzuola a crearti fastidio? Il problema è piuttosto comune e ha un nome ben preciso: unghia incarnita. Si tratta di un’infiammazione che interessa le dita dei piedi, di solito gli alluci, ed è causata da un’unghia che fuoriesce dai “binari” e inizia a crescere nella pelle circostante, lesionando il bordo cutaneo in cui ha sede.

«Nota anche come onicocriptosi, può causare dolore, gonfiore, ulcere e infiammazione, rendendo difficoltosa se non impossibile una normale passeggiata», spiega il dottor Federico Grassi, podologo specializzato nella cura dell’unghia incarnita. «Con il passare del tempo, se non opportunamente trattata, questa condizione rischia di evolvere in un’infezione localizzata, ma in generale compromette la qualità di vita».


Quali sono le cause dell'unghia incarnita

La principale causa dell’onicocriptosi è l’eccessivo o improprio taglio delle unghie. «Se utilizziamo un taglio sbagliato, la pressione di ogni passo potrebbe far crescere in modo scorretto l’unghia, che rischia di “arpionare” il bordo del dito e di crescere poi sotto pelle», descrive il dottor Grassi.

Anche le calzature che indossiamo possono favorire le unghie incarnite: le scarpe troppo strette, troppo corte, troppo piatte in punta o con la tomaia troppo rigida comprimono le dita dei piedi e finiscono per spingere l’unghia verso la pelle circostante.

«Altri fattori critici sono quelle problematiche posturali che comportano un carico maggiore su piedi e unghie oppure alterazioni anatomiche come l’alluce valgo o l’involuzione ungueale, la cosiddetta unghia a pinza, dove questa cresce incurvata su se stessa».

Non vanno sottovalutati neppure gli incidenti o i traumi diretti alle dita dei piedi, che possono causare un cambiamento nella crescita dell’unghia, così come la pressione costante dovuta all’obesità o alla pratica di attività fisiche che sollecitano ripetutamente i piedi, come calcio, basket e pallavolo.

Quali sono i sintomi delle unghie incarnite

Di solito la sintomatologia delle unghie incarnite varia a seconda della fase in cui si trova la patologia. «Nella prima, quella infiammatoria, si prova un dolore lieve applicando sul dito una pressione laterale: qui l’unghia non è ancora completamente incarnita, ma il dito appare leggermente arrossato», descrive il podologo.

«Nella seconda fase, invece, ci sono perdite di sangue o di pus nella parte laterale del dito, mentre il dolore e l’arrossamento sono aumentati rispetto a prima».

Nell’ultima fase, infine, il dito interessato dall’unghia incarnita presenta lateralmente una crescita di tessuto morbido (detto granuloma) che si estende sulla superficie dell’unghia: paradossalmente, questa fase – la più grave – è la meno dolorosa.


Come si cura l'unghia incarnita

Trattare le unghie incarnite è fondamentale soprattutto per i pazienti con diabete o problemi vascolari, perché un’infezione localizzata può degenerare in ulcere e, addirittura, in cancrena. Ma per tutti è importante prendere i giusti provvedimenti per trovare sollievo dal dolore.

«Nei casi meno gravi, si attua un trattamento conservativo che prevede la rimodellazione del bordo ungueale da parte del podologo, che permette di ottenere un immediato beneficio», assicura il dottor Grassi. «Nelle fasi più avanzate, invece, bisogna ricorrere alla chirurgia. Esistono diversi approcci, ma quello meno cruento e invasivo è la fenolizzazione, che viene eseguito in anestesia locale, cioè solo a livello del dito interessato. E l’anestesia viene eseguita da un medico anestesista, non dal podologo».

Il procedimento dura circa 20-30 minuti: la porzione incarnita dell’unghia viene “scollata” e rimossa, prima di procedere con la disattivazione chimica della matrice (la base dell’unghia) attraverso l’applicazione di fenolo liquido, un composto chimico. Il risultato è che l’unghia non ricrescerà più in quella zona, evitando il problema delle recidive.

«Sono buoni i risultati estetici e non serve una lunga convalescenza: è sufficiente un giorno di riposo, a cui può seguire una vita normale e senza accortezze particolari, ad eccezione dell’attività sportiva per cui occorre pazientare qualche giorno in più», precisa il dottor Grassi.


Come si previene l'unghia incarnita

È importante agire tempestivamente, evitando di sottovalutare il problema o di rivolgersi ai professionisti sbagliati. «È il podologo la figura di riferimento, che può trovare la soluzione più idonea, ma anche educare in un’ottica di prevenzione», evidenzia il dottor Grassi. Per esempio, è fondamentale imparare a tagliarsi le unghie in modo corretto, seguendo alcune regole.

«Per prima cosa, è importante lavare accuratamente i piedi con un sapone neutro o antibatterico e poi asciugarli perfettamente, anche in mezzo alle dita», raccomanda l’esperto. «A quel punto, utilizziamo un taglia-unghie con lama dritta o un tronchese a taglio retto, perché le unghie andrebbero tagliate a forma quadrata, non tondeggiante, a meno che la loro conformazione non lo impedisca».

L’importante è evitare di entrare nel bordo e di lasciare angoli o bordi frastagliati, utilizzando una limetta (possibilmente di cartone) per appianare le zone laterali con delicatezza, senza esagerare.


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