Tutelare gli altri è un gesto naturale: l’esperimento sociale di Intesa Sanpaolo

La nuova campagna di Intesa Sanpaolo si distingue per un esperimento sociale che dimostra la forza del nostro istinto a proteggere il prossimo e il bene comune



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Partiamo da un presupposto significativo: l’88% degli italiani non si assicura. Lo dice la ricerca Ipsos condotta appositamente per la nuova campagna Insurance di Intesa Sanpaolo, con lo scopo primario di rendere la protezione di sé e dei propri cari una scelta sempre più consapevole. Si tratta di una campagna culturale destinata alle nuove generazioni, soprattutto ai Millennials, che devono costruirsi una nuova famiglia, un nuovo lavoro, una nuova casa, in pratica il proprio nuovo mondo.

«Le persone sono cambiate in questi anni», commenta Alessandro Scarfò, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo Assicura. «È mutata soprattutto la percezione del concetto di protezione: c’è un bisogno emergente nella popolazione al quale vogliamo dare consapevolezza. Per esempio i Millennials e la generazione Z sono attenti alla tematica della tutela degli altri, ma meno focalizzati su se stessi. La Campagna offre a tutti un momento di riflessione personale su questi temi, per promuovere una vera e propria cultura della protezione».

Proteggersi per proteggere è quindi il nuovo trend da comunicare per il futuro dei decisori di domani, con Intesa Sanpaolo come fulcro di un nuovo approccio sociale, quello del prendersi cura di sé e quindi degli altri.

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Individualisti o altruisti? Un esperimento sociale

Quando pensiamo a proteggere noi stessi facciamo delle scelte eminentemente razionali, mentre quando dobbiamo proteggere gli altri agiamo molto d’istinto. Lo dimostra l’interessante esperimento sociale condotto a supporto della Campagna, che si può seguire nei video pubblicati sul canale YouTube istituzionale di Intesa Sanpaolo. Protagonisti 3 giovani attori-stunt e i passanti, assolutamente casuali.

Prima scena: la candid camera riprende una ragazza che indossa degli auricolari e che non si accorge di stazionare davanti a un cantiere dove un camion sta facendo una pericolosa retromarcia senza averla vista. Fra i passanti c’è chi fa finta di niente, chi si butta su di lei per spostarla, chi si mette a urlare per avvisarla. Il 79% delle persone ha comunque scelto di agire: la protezione è indubbiamente nella natura di questi individui.

La scena si sposta sulle strisce pedonali: una ragazza, attraversandole, rimane incastrata con una stampella nelle rotaie del tram. Risultato: in 45 minuti l’88% dei passanti è accorso a liberarla dal pericoloso intoppo.

Ultima scena: un ragazzo afferra il ramo di un albero secolare per strapparlo, iniziando a porre in essere un evidente atto di vandalismo. In soli 30 minuti il 71% dei passanti è intervenuto per farlo smettere: in questo caso il coinvolgimento istintuale delle persone è avvenuto per proteggere la natura e un bene comune.

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Una nuova sensibilità da coltivare e costruire

L’esperimento dimostra che è nella nostra natura proteggere gli altri: non siamo individualisti, anzi, dovremmo pensare di più a noi stessi, lavorando su un istinto buono di base che può essere, però, utilizzato anche per noi. Un lavoro tutto da fare, perché in Italia ci assicuriamo solo quando siamo obbligati (vedi RC auto): negli altri casi non lo sentiamo come obiettivo di salvaguardia personale. L’abitazione per esempio, bene primario nell’accezione generale, viene assicurata solo in una minoranza di casi. Ecco allora la Campagna Intesa Sanpaolo: nessuna Banca aveva prima di oggi parlato al suo pubblico attraverso uno strumento come questo, con il solo intento di fare non una iniziativa commerciale, ma culturale e valoriale. Non importa con chi lo fai, l’importante è proteggerti: questo è il messaggio finale.

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