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Meningite: quanto siamo a rischio e perché vaccinarsi

Ogni giorno 600 persone cercano informazioni in rete, ottenendo spesso dati fuorvianti. Facciamo chiarezza

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Ogni giorno, la parola meningite viene digitata almeno 600 volte sui social network. Nell’arco di sei mesi oltre 30mila persone hanno cercato notizie sui contagi (25%) o fatto domande sui vaccini (44%).

Da un’analisi effettuata per Pfizer, emerge fra gli utilizzatori dei social un sentimento diffuso di preoccupazione che sfocia nell’allarmismo, mentre la conoscenza della malattia appare frammentaria e confusa, anche per l’anarchia informativa che regna sul web. Moltissimi i pregiudizi sui vaccini, confermati dagli insufficienti tassi di copertura vaccinale in molte aree del Paese.

Facciamo chiarezza con l’aiuto del professor Paolo Bonanni, professore ordinario di igiene all’Università di Firenze.


Siamo di fronte a un’epidemia. FALSO

«La diffusione della meningite da meningococco in Italia è rimasta costante negli ultimi 5 anni. I dati parlano di circa 200 casi l’anno. L’unica eccezione riguarda il focolaio di meningococco C riscontrato in Toscana nel 2015-2016, che è però rimasto circoscritto ed era in parte dovuto alle migliorate capacità di diagnosticare la malattia».


Si trasmette con tosse e starnuti. VERO

«Il contagio avviene se si hanno contatti ravvicinati con un individuo che ha contratto la malattia, anche nei giorni precedenti l’inizio dei sintomi (il periodo d’incubazione è di 3-4 giorni). Il batterio si inattiva arieggiando i locali. Frequentare la stessa scuola, abitare nello stesso palazzo, essere stati negli stessi locali ma in tempi diversi rispetto all’ammalato non sono situazioni di pericolo. Il periodo dell’anno più critico va dalla fine dell’inverno all’inizio della primavera».


I sintomi iniziali possono essere confusi con quelli dell’influenza. VERO

«I sintomi della meningite, però, si aggravano nel giro di poche ore, con febbre alta, forte cefalea che aumenta in presenza di luci o rumori, vomito, rigidità nucale. È bene recarsi subito al Pronto soccorso: più è precoce l’inizio della terapia antibiotica, maggiori sono le possibilità di sopravvivenza e le probabilità di evitare serie conseguenze».


I vaccini sono gratis per alcune fasce di popolazione. VERO

«Sono gratuite: la vaccinazione contro il meningococco B (il più frequente in Italia e in Europa, insieme al C) nei bambini nel primo anno di vita, quella anti-meningococco C (il più aggressivo) nei bambini di un anno e il vaccino coniugato tetravalente (che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y, sempre più diffusi in alcune aree) per gli adolescenti, anche per chi è già stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo. La vaccinazione è gratuita anche in caso di malattie croniche come diabete, talassemia, malattie cardiache o respiratorie. La vaccinazione contro Haemophilus influenzae tipo b (un altro batterio che può causare meningite) è offerta nel primo anno di vita, così come quella contro lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco), gratis anche per chi ha più di 65 anni e/o soffre di malattie croniche».


Tutti possono vaccinarsi. VERO

«Chi non è stato vaccinato da piccolo può farlo in qualunque momento, rivolgendosi alla propria Asl e pagando il ticket regionale, incluse le donne in gravidanza o che allattano».




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Articolo pubblicato sul n. 11 di Starbene in edicola dal 27/02/2018

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