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Febbre: qual è la temperatura corporea normale?

Non sempre un rialzo della temperatura corporea si può considerare febbre. Ecco come valutare correttamente la temperatura

Foto: iStock



di Serena Allevi

Spesso si parla di febbre generalizzando, senza far riferimento alle peculiari caratteristiche della temperatura corporea nell'essere umano. Esistono, certamente, parametri "fissi" di rifermento per poter parlare di febbre oppure di temperatura corporea eccessivamente bassa ma esiste, altresì, una variabilità individuale che può rendere normale una temperatura corporea che invece, per altri soggetti, è percepita come febbre e porta i sintomi della febbre stessa.

Le funzioni e le reazioni metaboliche vitali hanno bisogno che la temperatura corporea resti in un certo "range". Quando ciò non accade, è lo stesso organismo che cerca di ricreare la giusta temperatura. Infatti in caso di febbre, l'organismo cerca di disperdere il calore attraverso la vasodilatazione e la sudorazione. Anche per questo motivo, per esempio, è bene non abusare di farmaci antipiretici. Invece, nel caso in cui vi sia ipotermia, l'organismo tende ad attuare contrazioni muscolari e variazioni del metabolismo cellulare in modo da aumentare la produzione naturale di energia e rialzare, così, la temperatura corporea.


LA TEMPERATURA CORPOREA NORMALE

Diciamo che, pur non esistendo una esatta temperatura standard valida per ciascuno, esiste sempre una sorta di limite oltre il quale si può parlare di febbre. La temperatura corporea "normale" di un essere umano si attesta attorno ai 37° C. Anche il tipo di misurazione ha un'importante rilevanza: la temperatura subisce infatti variazioni significative a seconda della zona del corpo in cui viene misurata.

La temperatura rettale "normale" si attesta attorno ai 37.5°C, così come quella rilevata in vagina o nell'orecchio. Ovvero, la temperatura interna. Invece, la temperatura esterna considerata normale si attesta tra i 36.5° C e i 37° C. La temperatura esterna si puà misurare, per esempio, a livello ascellare o inguinale.


LA FEBBRE

La febbre, quindi, non è una malattia in sé ma è il sintomo di altro. E l'uso di antipiretici dovrebbe essere riservato a una febbre rilevante, per esempio superiore ai 38°C di misurazione esterna. Questo perché l'antipiretico va ad abbassare la temperatura e ad alleviare i sintomi e i fastidi connessi. Ma la febbre in sé è un meccanismo di difesa del nostro corpo: attraverso la febbre, l'organismo cerca di liberarsi di virus e batteri.

Premettiamo che la temperatura corporea non resta costante per tutto l'arco della giornata: di norma, infatti, è più bassa al mattino e si alza di sera. Quindi, è importante tenere sempre conto anche di tali variazioni fisiologiche. La febbre è, invece, un incremento anomalo della temperatura corporea, che si manifesta regolarmente a picchi durante la giornata oppure per più ore o, ancora, per diversi giorni. 


CAUSE  DELLA FEBBRE

La febbre può, quindi, essere causata da: infezioni batteriche o virali, malattie infiammatorie, colpi di calore, interventi chirurgici, uso di determinati farmaci, vaccini oppure da patologie più gravi. Ovviamente, trattandosi di un semplice sintomo, va sempre indagata la causa scatenante l'aumento della temperatura corporea.

La febbre è, quindi, già in sé un sintomo ma si può associare a ulteriori sintomi, quali: brividi, sudorazione, mal di testa, dolori articolari e muscolari, stato di disidratazione (anche importante in bambini e anziani, che per questo vanno regolarmente idratati con apposite soluzioni), spossatezza, irritabilità, allucinazione e confusione. Quando la febbre è davvero molto alta, si possono verificare anche episodi convulsivi (con maggior frequenza nei bambini).


QUANDO CHIAMARE SUBITO IL MEDICO

Innanzitutto, qualsiasi episodio di febbre riguardante lattanti, bambini, anziani e soggetti immunodepressi va riferito tempestivamente al medico.

Poi, vi sono specifici sintomi associati alla febbre che richiedono ugualmente una visita medica e sono: mal di gola, eruzione cutanea, vomito, sensazione costante di nausea, linfonodi gonfi, difficoltà a respirare dolore addominale, senso di oppressione al torace, perdita di coscienza.


COSA FARE IN CASO DI FEBBRE

Se la febbre non è elevata e non si associa a sintomi importanti, è sufficiente aspettare che l'organismo regolarizzi da sé la temperatura, combattendone la causa scatenante. L'uso di antibiotici non cura la febbre, a meno che non vi sia in corso un'infezione batterica ma, in questo caso, la riduzione della febbre è solo effetto secondario e soltanto il medico può stabilire la necessità di terapia antibiotica dopo visita accurata.

Se gli antibiotici, infatti, vengono usati senza necessità (tipico è il pericoloso fai da te), la situazione può addirittura peggiorare perché l'organismo si indebolisce, con ripercussione sull'apparato gastrointestinale e un rallentamento della guarigione.

I farmaci antipiretici (per esempio, il paracetamolo) vanno usati anch'essi con cautela e buon senso. Pur essendo farmaci da banco, è bene che sia il medico a consigliarli. Gli antipiretici vanno ad abbassare la temperatura corporea e possono essere utili anche come analgesici per i caratteristici disturbi associati alla febbre (mal di testa, dolori articolari e muscolari).

In caso di febbre, è importantissimo restare idratati. Quindi, sì all'acqua bevuta a piccoli sorsi ma con frequenza. A risentire del pericolo di disidratazione da febbre alta sono soprattutto i lattanti, i bambini e gli anziani. In questi casi, può rivelarsi necessaria l'idratazione con apposita soluzione idratante. Una temporanea perdita di appetito, invece, non è rilevante e, anzi, va assecondata.

Per aiutare la temperatura corporea ad abbassarsi, è bene scoprirsi il più possibile (al chiuso), restare a riposo in un luogo areato e non troppo caldo, rinfrescare inguine, ascelle, incavo dei gomiti, caviglie e fronte con impacchi di acqua fresca.


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