Dispnea (o mancanza di respiro): 3 step per fare la diagnosi

Ecco il percorso da fare per individuare che cosa provoca la fame d’aria, quella difficoltà a respirare, con la sensazione di non riuscire a inspirare aria a sufficienza



311625

Fame d'aria? Se respirare diventa difficoltoso, con la sensazione di non riuscire a inspirare aria a sufficienza, si ha che fare con la dispnea, un sintomo tanto comune quanto sfaccettato. Nella maggior parte dei casi è risolvibile, ma non va mai sottovalutata. La buona notizia: esiste un percorso, per individuare che cosa la provoca e poi farla scomparire, come ci spiega il dottor Carlo Gulotta, pneumologo del CeMeDi di Torino.

Dopo aver fatto delle domande per capire bene la storia del paziente, il passo successivo per studiare la difficoltà a respirare prevede l’utilizzo di strumenti che aiutano a misurare questo problema in modo chiaro. Scopri, in basso, i tre passaggi principali.


1) Scale: per “misurare” il sintomo

«Durante la visita possiamo chiedere al paziente quanto gli manca il respiro mentre svolge attività quotidiane, come salire le scale o vestirsi», riferisce Gulotta. «Per farlo utilizziamo la scala di Borg o altri strumenti come le Visual Analog Scale (VAS), che permettono al paziente di tradurre l’intensità del sintomo su un livello che, generalmente, va da 1 a 10».

2) Camminare può chiarire

«Un altro esame funzionale molto utilizzato è il test del cammino dei sei minuti, che consiste nel far camminare il paziente a passo libero per un tempo stabilito, osservando la risposta ventilatoria e cardiaca allo sforzo», specifica il dottor Gulotta.

3) Si comincia con gli esami

Dal punto di vista strumentale, di solito l’indagine inizia con la spirometria semplice, un esame fondamentale che consente la valutazione funzionale respiratoria con la misura della capacità polmonare e della pervietà delle vie aeree. In casi selezionati, si può ricorrere a metodiche più avanzate, che comprendono la misurazione dei volumi polmonari statici, il test di diffusione alveolocapillare del monossido di carbonio (per valutare lo scambio gassoso tra polmoni e sangue) e, eventualmente, l’emogasanalisi arteriosa (EGA, utile per defininire i livelli di ossigeno e anidride carbonica indispensabili per la diagnosi di insufficienza respiratoria.



Fai la tua domanda ai nostri esperti

Leggi anche

Yoga, la respirazione per rinfrescare il corpo - Video

Liberati dalle tossine con la respirazione yoga

Respirare bene aiuta a combattere il bruxismo - Video