I consigli della ginecologa: 7 mosse vincenti per proteggerti

Dalle due vaccinazioni cruciali alla prevenzione della malattie più insidiose, ecco come tutelare la salute femminile



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Fai adesso qualcosa di speciale per te. Piccoli grandi gesti di prevenzione e cura di te. Nel capitolo del “fallo subito” ha una voce fondamentale e assicura il tuo domani il ginecologo, il medico più frequentato dalle donne. «La prima cosa che mi viene in mente, che è anche la più precoce ed efficace, è il vaccino anti-Papilloma virus, cioè l’HPV, responsabile di malattie sessualmente trasmesse e di tumori», spiega Irene Cetin, che dirige da anni la ginecologia di un ospedale milanese, il Buzzi, che è un centro di riferimento da sempre per le più giovani e le loro madri.

«Si può fare a 12 anni (in sole due dosi se somministrate entro i 18) ed è gratuito in molte Regioni. Io raccomando a tutte, ma non solo io, tutte le Società scientifiche, anche in termini di sicurezza». Una vera “polizza” per la salute che protegge immediatamente e per sempre, e che è stata migliorata, come farmaco, perché oggi include ben 9 sottotipi di HPV, e quindi copre più del 97% delle possibili cause di tumore del collo dell’utero. Una protezione che mima per molti aspetti quella obbligatoria da anni per l'epatite B, che ha cancellato la malattia dal futuro di tutti i giovani.


Quando programmare la prima visita

Altra mossa utile subito e che apre un cammino di salute per tutta la vita: la prima visita ginecologica. «Se il ciclo è regolare ed è arrivato all’età giusta, cioè entro i 15 anni, se la maturazione puberale, quindi il seno, la massa grassa, i peli e la statura sono regolari, non c’è bisogno di fare una visita a questa età», spiega la dottoressa. «Invece è il primo rapporto sessuale, che oggi in Italia si ha nella maggioranza dei casi intorno ai 17 anni, che dovrebbe segnare il primo incontro con il ginecologo. Per fare il punto sulla contraccezione più adeguata, per parlare in modo chiaro e sereno della prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale (Mts) e dei mezzi più idonei per proteggersi, per primo il preservativo».


Pensare già al domani da futura mamma

L'altro snodo importante da prevedere e pianificare nell'agenda delle cose da fare è la preparazione a un’eventuale gravidanza. «Che nel 50% dei casi non è pianificata, cioè avviene senza decisione specifica o desiderio mirato», sottolinea l'esperta.

«Questo oggettivamente è un problema, perché ci si arriva non ben tutelate da eventuali complicazioni: le donne, in genere e per tornare al discorso principale della protezione personale, pensano troppo poco a sé stesse. Quindi magari non programmiamo niente se non è il momento, ma almeno prevediamone la possibilità. E come? Con azioni molto semplici e immediate. Devi essere vaccinata per la rosolia o averla fatta, e quindi avere nel sangue gli anticorpi, questo perché si tratta di una malattia contagiosissima e se la prendi nei primi tre mesi di gravidanza dà, in più dell’80-90% dei casi, malformazioni gravissime al feto (sordità, cecità, difetto mentale e cardiopatie tutte insieme) che ci fanno consigliare, in questi casi, l’interruzione della gravidanza. Una malattia grave che può essere prevenuta banalmente con una vaccinazione».


Acido folico subito, anche se non pensi a un bebè

L'altra misura fondamentale per la donna è l’integrazione con acido folico. In tutto il mondo esiste una carenza di folati nel sesso femminile, cioè di vitamina B9. Nell'alimentazione li troviamo soprattutto nelle verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, lattuga), nei legumi (fagioli, piselli), nella frutta fresca (kiwi e arance) e secca (mandorle e noci). Ma in genere non tutti ne mangiamo a sufficienza e in modo regolare, oppure ci sono possibili interferenze che riducono la quota di vitamina assimilata (come il malassorbimento intestinale o l’uso prolungato di certi farmaci). La carenza di folati può provocare anemia e aumenta il rischio di difetti nell'embrione.

«È stato dimostrato che non c’è modo di risolvere questa carenza con l’alimentazione (cosa sulla quale anche i nutrizionisti in generale sono d'accordo) e quindi ci vuole un’integrazione, soprattutto se non escludiamo l’arrivo di un bambino», spiega Irene Cetin. «Iniziare la supplementazione di acido folico quando il test di gravidanza è positivo non basta perché ci vuole almeno un mese affinché i folati raggiungano la dose giusta nell’organismo. Vanno presi prima, e sfato uno dei timori classici delle donne: i 400 mcg consigliati non creano nessun problema a prenderli per tutta la vita, perché fanno solo bene e la carenza esiste».

Chi usa invece già un multivitaminico deve controllare che la dose di acido folico sia giusta. «Vanno bene anche i cosiddetti multivitaminici “pre-mamma”, che hanno anche altre sostanze utili, ma si pagano, mentre l’acido folico a 400 mcg prescritto anche dal medico di base a fini preconcezionali è gratuito, c’è un codice SSN specifico», specifica la nostra ginecologa.


Attenta all’endometriosi

«L'endometriosi è una patologia molto invalidante che va curata prima possibile», avverte l’esperta. «I sintomi che ci devono allarmare sono: ciclo e rapporti dolorosi, sofferenza a livello pelvico anche lontano dalla mestruazione. Non perdiamo tempo a fare una visita ginecologica».


Dimmi quanto pesi davvero

Si chiama Body Mass Index (BMI), ed è il noto Indice di massa corporea. Tutti lo conoscono ma non tutte lo misurano. E così molte donne che si guardano allo specchio non si rendono conto che c'è una differenza importante (e a volte sottile in termini di chili) fra sovrappeso e obesità di 1° grado.

«Avere un BMI che non va bene fa la differenza per tutta la vita e, all’inizio della gravidanza, è uno dei fattori di rischio più grandi per patologie come la preeclamsia, il diabete e l'ipertensione gestazionale», avverte Cetin. «Così come il sottopeso porta a carenze nutrizionali, parto pretermine e rischio di malformazioni». Quindi prime cose da fare misurare il BMI (anche online o con una app) e risistemare l’alimentazione (raccomandato il dietologo).


Agire subito assicura il domani di tutti

«La tutela di sé e dei propri cari è un aspetto fondamentale nella vita di tutti noi, ma in Italia, a differenza di altri Paesi europei, è ancora poco diffusa la cultura della protezione e la percezione dei rischi», spiega Massimiliano Dalla Via, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Intesa Sanpaolo RBM Salute.

«Come compagnia assicurativa, sappiamo quanto sia importante ed efficace agire in modo preventivo e con consapevolezza, per poter ridurre gli effetti di eventuali difficoltà, o attivare piani per affrontare gli imprevisti e poter gestire situazioni complesse con maggior serenità. Per migliorare il proprio benessere, presente e futuro, è essenziale attivarsi presto. Questo è valido sia se ci riferiamo all’ambito sanitario, nel quale è specializzata Intesa Sanpaolo RBM Salute, che anche per i diversi aspetti della nostra vita, che possono coinvolgere le persone a noi care, giovani o anziani di cui ci prendiamo cura; lo stesso vale per i nostri beni, le nostre attività, le nostre passioni. L’istinto di protezione è innato in ognuno di noi; lo hanno dimostrato anche alcuni esperimenti sociali della recente campagna di comunicazione che abbiamo lanciato sul canale YouTube di Intesa Sanpaolo. Se ci lasciamo guidare oggi da questo istinto, possiamo fare molto per tutelare, un domani, noi stessi, i nostri cari, la collettività».


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