LA TERAPIA CON L'INOSITOLO
«Ma anche seguendo una dieta bilanciata, molti cibi oggi risultano privi di sostanze utili, tra cui l’inositolo, a causa dei processi di lavorazione industriale», sostiene il professor Unfer. Il punto di arrivo della ricerca dei due studiosi è l’identificazione di due molecole “gemelle”, il Myo-inositolo (si trova nelle noci e nelle carni, myo significa muscolo) e il D-chiro-inositolo. Sono molecole simili, con funzioni diverse, ma hanno un’azione sinergica che rappresenta oggi il miglior approccio terapeutico per le pazienti con PCOS.
Queste sostanze, però, devono essere assunte in una certa proporzione (in particolare una parte di D-chiro-inositolo ogni quaranta di Myo-inositolo). «Il Myo-inositolo è il secondo messaggero dell’ormone follicolo-stimolante e la sua carenza provoca la mancata ovulazione, perché l’ovaio diventa sordo a questo messaggio, non riuscendo a percepire il segnale ormonale per produrre ovociti», spiega l'esperto.
Il D-chiro-inositolo, invece, agisce come un farmaco antidiabetico, aumentando la sensibilità delle cellule all’insulina. Le donne affette da PCOS sono infatti spesso obese e affette da insulino-resistenza. «L’ovaio si trova quindi ‘stordito’ dall’eccesso di insulina, che compromette le sue principali funzioni», continua l'esperto. «Il dosaggio è importantissimo: il D-chiro-inositolo va dato in basse quantità, altrimenti sortisce l’effetto opposto; ecco perché il rapporto tra le due molecole deve essere 40:1», chiarisce il professore.