Covid, ecco la variante Cicada che si nasconde e poi emerge di colpo
Il Covid torna a far parlare di sé con la variante Cicada, finora identificata soprattutto negli Stati Uniti, in Germania, Danimarca e Paesi Bassi. È caratterizzata da un alto numero di mutazioni (oltre 70) che le permettono di sfuggire più facilmente agli anticorpi. Cosa dicono gli esperti

Chi pensava che ci fossimo ormai sbarazzati del Covid dopo gli anni disastrosi del 2020 e del 2021 è costretto a ricredersi. Non solo il Covid di fatto non è mai scomparso, ma da qualche tempo sta tornando alla ribalta in molte aree del mondo con una nuova aggressiva variante scientificamente riconosciuta come variante BA.3.2, ma ormai nota a livello internazionale come Cicada.
Cicada o Cicala di cosa si tratta
Cicada, in italiano significa Cicala: questo soprannome è stato scelto dagli esperti per via del comportamento abbastanza bizzarro di questa variante. Come le cicale, che rimangono a lungo sotto terra per poi riemergere in massa e dare vita alle loro manifestazioni “musicali”, questa variante - che deriva da un vecchio ceppo Omicron del 2022 - è stata identificata per la prima volta in Sudafrica solo a fine del 2024. È poi rimasta quasi invisibile ancora per molti mesi, per esplodere quasi all’improvviso a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio di quest’anno.
Una variante molto aggressiva anche se non molto pericolosa che l’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, tiene sotto stretto monitoraggio, perché sta facendo registrare un importante aumento di casi, almeno per ora soprattutto negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei.
Dove è diffusa la variante Cicada del Covid
Questa nuova variante Covid è stata isolata in almeno 23 Paesi. Negli Stati Uniti è stata identificata in almeno 25 Stati. Attualmente costituisce una percentuale molto bassa sul totale dei contagi, attorno all’1%, ma la sua presenza nelle acque reflue sembra in costante aumento.
In Europa, finora, si è fatta notare soprattutto in Germania, Danimarca e Paesi Bassi e in alcune situazioni ha rappresentato anche il 30% dei casi positivi sequenziati.
La situazione in Italia
In Italia non si registrano allarmi specifici. Naturalmente è sotto osservazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, nonché dei virologi, ma finora non sono apparse percentuali di rilievo come quelle citate per alcuni Paesi del nord Europa. Naturalmente, poiché viviamo un’epoca contraddistinta da un'altissima mobilità internazionale, è lecito attendersi prima l’arrivo più consistente e poi la diffusione di Cicada anche in Italia.
Tuttavia gli esperti italiani e internazionali sembrano concordare sul fatto che la nostra difesa immunitaria, in particolare le nostre cellule T, fondamentali nel nostro sistema di difesa e che “ricordano” come combattere il virus, sono assai resilienti e operano molto efficacemente anche in questo caso.
Cosa preoccupa della nuova variante
Ciò che preoccupa gli esperti, e di riflesso tutti quanti noi, è l’alto numero di mutazioni che contraddistinguono questa variante. Sono state, infatti, osservate tra le 70 e le 75 mutazioni sulla proteina Spike, quella che il virus usa per agganciare e aggredire le nostre cellule.
Inoltre, sembra essere molto distante dal punto di vista genetico dai ceppi della famiglia JN.1 che hanno “dominato il settore” negli ultimi tempi e questa non è una buona notizia. Infatti questa forte diversità genetica consente a Cicada di sfuggire più facilmente agli anticorpi che abbiamo sviluppato grazie ai vecchi vaccini o guarendo dalle precedenti infezioni di Covid.
Perché non dobbiamo allarmarci
A fronte di tutto ciò, c’è però una buona notizia. Malgrado le mutazioni di cui è capace per aggredire le nostre cellule, dal punto di vista clinico, Cicada si comporta come le altre varianti Omicron e non sembra destinata a provocare malattie più gravi.
Peraltro, ormai, come ricorda la comunità scientifica, la comparsa di queste varianti è ormai ciclica. Cicada preoccupa per la sua forte capacità di contagiare anche chi è vaccinato, ma non per la gravità della malattia.
Quindi, niente panico in generale, ma protezione e richiami vaccinali per i soggetti più fragili e per gli anziani. Peraltro, le nostre cellule T sono allenate e nei Paesi dove si è diffusa, non c’è stato alcun aumento delle ospedalizzazioni.
I sintomi della variante Covid Cicada
I sintomi più comuni con cui Cicada si manifesta sono: mal di gola (in qualche caso con un bruciore piuttosto intenso), tosse, stanchezza diffusa, congestione nasale, mal di testa e febbre.
In alcuni casi si sono registrati anche disturbi gastrointestinali come nausea e diarrea.
Cure e tempistiche
Per le cure si parla sempre dei farmaci antivirali, ma è evidente che va consultato il proprio medico. Come sempre, valgono le buone regole di comportamento: isolamento quando i sintomi sono chiari, scrupolosa igiene delle mani e via dicendo.
Cicada è simile alle varianti che l’hanno preceduta. Quindi la fase più acuta, in generale caratterizzata da febbre e mal di gola, dura tra 3 e 5 giorni. Per la guarigione completa, con la scomparsa di tutti i sintomi residui, come tosse e congestione nasale, bisogna aspettare tra 7 e 10 giorni.

