Sogni di avere più energia e serenità? Con il Tai Chi Chuan riporti in equilibrio corpo e mente

Sui social c’è chi lo pubblicizza come metodo per dimagrire. Ma un docente di arti marziali cinesi mette in guardia dalle trovate di marketing e ci descrive i benefici reali (e ben più importanti) del Tai Chi Chuan

Sogni di avere più energia e serenità? Con il Tai Chi Chuan riporti in equilibrio corpo e mente
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Fai la camminata Tai Chi e perdi 10 chili… I messaggi diffusi sui social sono fuorvianti e semplicistici. Questa antica disciplina è un percorso di benessere psicocorporeo che rigenera a livello energetico, armonizza gli opposti, restituisce forza ed equilibrio. Per scoprire la sua storia, come si pratica e quali sono i suoi effetti sulla longevità, abbiamo intervistato il maestro Marco Gamuzza. Studioso e docente di arti marziali interne cinesi, ci racconterà tutto sul Tai Chi ad I Feel Good, l’appuntamento con il benessere di Starbene e Donna Moderna, previsto per il weekend del 10-11 ottobre alla Fondazione Catella, a Milano. Segnatelo in agenda e clicca qui per iscriverti (e, presto, anche per scoprire il programma dell’evento nei dettagli).

Maestro Gamuzza, qual è l’origine del Tai Chi?

«Il Tai Chi Chuan nasce come tecnica di combattimento e di autodifesa. Per lungo tempo è stato un sapere custodito da poche famiglie, trasmesso a una cerchia ristretta di allievi. Già originariamente chi lo praticava non solo doveva diventare un eccellente combattente, ma anche migliorare e conservare la salute fisica e mentale. Nel corso del tempo la pratica si è arricchita grazie a metodi di lavoro interno, il Nei Gong, nei quali respirazione, attenzione e movimento vengono progressivamente integrati.

Alla forza muscolare si abbina quindi un profondo allenamento per la consapevolezza, la coordinazione e l’uso dell’intenzione. Il corpo impara così a muoversi come un sistema unitario, armonizzando qualità apparentemente opposte ma complementari, come stabilità e fluidità, leggerezza e forza, apertura e chiusura. È proprio il principio dello Yin e dello Yang, che costituisce uno dei riferimenti filosofici fondamentali del Tai Chi Chuan».

A guardarlo dall’esterno, sembra una danza…

«A differenza di molte pratiche in cui l’allenamento si concentra maggiormente sulla prestazione fisica o sul lavoro dei singoli distretti muscolari, il Tai Chi Chuan ricerca un movimento globale e integrato, attraverso gesti lenti, ampi e precisi collegati tra loro in sequenze dette “forme”. Queste vengono guidate da una condizione fondamentale chiamata Fang Song, ossia il “rilassamento vigile”, un tipo di presenza inizialmente non semplice da comprendere perché può sembrare quasi una contraddizione. Ma poi, attraverso l’ascolto del corpo, il lavoro sulla connessione biomeccanica tra le sue diverse parti e una respirazione naturale e profonda, il praticante impara a sviluppare una maggiore intelligenza corporea.

I diversi distretti corporei cooperano come un sistema integrato, favorendo una progressiva riduzione di tensioni, rigidità e blocchi articolari e muscolari. Le “forme”, eseguite lentamente, con precisione e continuità, esprimono energia e armonia e sviluppano equilibrio, coordinazione, postura e qualità del gesto».

Qual è la differenza principale tra Tai Chi Chuan e Qi Gong?

«Sono due discipline cinesi figlie della stessa cultura, complementari e spesso praticate insieme, ma con finalità e modalità differenti. Se dovessi sintetizzare, direi che il Qi Gong è una pratica prevalentemente di coltivazione e regolazione dell’energia interna, attraverso esercizi specifici di postura, respirazione e attenzione. Il Tai Chi Chuan, invece, insegna a organizzare ed esprimere questa energia attraverso il movimento, mantenendo sempre la propria matrice marziale: ogni gesto, per quanto lento e fluido, racchiude un’intenzione precisa di gestione dello spazio, equilibrio e risposta a una forza esterna».

Perché fa bene praticare il Tai Chi?

«In primis per il sistema nervoso e la sfera emotiva. Nel Tai Chi la respirazione è il ponte invisibile che collega la mente al corpo ma, nella vita quotidiana, spesso respiriamo in modo superficiale e “in alto”, con il petto, spinti dallo stress e dalla fretta. Nella pratica impariamo a riportare il respiro verso il basso, nella pancia, ed è proprio attraverso questa respirazione più lenta, profonda e naturale che molte persone percepiscono, fin dalle prime lezioni, una sensazione di maggiore calma e presenza. È come se il ritmo frenetico della giornata finalmente rallentasse, lasciando lo spazio per sentire il proprio corpo. Ed è proprio da qui che inizia l’ascolto di sé (rilassamento vigile) e, secondo la tradizione cinese, il flusso dell’energia diventa più libero, favorendo il riequilibrio graduale del sistema nervoso.

Spesso dico ai miei allievi che il Tai Chi non cerca di combattere lo stress ma piuttosto crea le condizioni per ritrovare spontaneamente uno stato di centratura, fisica e mentale. È una differenza sottile, ma fondamentale. Con ricadute positive sulla qualità del sonno: nella medicina cinese si dice che l’energia difensiva (Wei Qi), attiva di giorno, la sera può finalmente rientrare, lasciando calare il cortisolo e favorendo il riposo. Inoltre, migliora autostima e sicurezza perché il praticante inizia a “prendere spazio” dal piano corporeo a quello più emotivo o interiore».

Se ne parla anche come una disciplina salutare per l’equilibrio…

«Con i suoi movimenti lenti e consapevoli, il Tai Chi Chuan coinvolge i muscoli stabilizzatori profondi, che nella vita frenetica o nei movimenti veloci restano dormienti. Questo rieduca la postura e migliora l’equilibrio, prevenendo le cadute. Inoltre, stimola la secrezione del liquido sinoviale – l’olio naturale delle nostre articolazioni – riducendo rigidità e infiammazioni. Al tempo stesso sviluppa una forza elastica e reattiva senza irrigidire i muscoli. Fa bene anche al nostro cuore, tanto da essere utilizzato nei percorsi riabilitativi post-infarto ed essere inserito come supporto terapeutico nei pazienti affetti da Parkinson, con eccellenti risultati nel migliorare la stabilità, la camminata e la fiducia nei propri movimenti».

Servono doti particolari per praticarlo?

«È una disciplina accessibile a tutti: giovani, adulti, anziani o sportivi. Non serve essere già allenati o flessibili. I primi benefici sul respiro e sulla sensazione di calma si avvertono fin dalle prime lezioni. Per apprendere una forma di base (le sequenze di movimenti) servono generalmente sei mesi di pratica costante. Ci tengo però a dire che la forma è lo strumento, non il fine, perché se priva della conoscenza dei principi è come un albero senza radici. Respiro, radicamento, interconnessione corporea, mente e corpo in armonia si insegnano fin dalle prime lezioni. La vera pratica inizia quando questi principi trasformano non solo il nostro modo quotidiano di muoverci, ma anche di vivere. Credo che il Tai Chi Chuan accompagni la persona in tre grandi direzioni: conoscere sé stessi, esprimere sé stessi e, con il tempo, realizzare sé stessi».

Qual è il luogo comune più diffuso sul Tai Chi?

«Viene spesso considerato semplicemente una ginnastica dolce e rilassante per anziani. È vero che è una disciplina accessibile a qualsiasi età ed è una delle sue grandi virtù, ma la lentezza del Tai Chi Chuan, in realtà, significa massima intensità di controllo. È un’arte profonda, adatta a chiunque voglia davvero imparare a padroneggiare il proprio corpo, la propria mente e l’energia che li unisce. Con il progredire della pratica, sequenze e posizioni diventano anche più impegnative, tanto che può “far sudare”. Nonostante sia ben bilanciata da un punto di vista cardiovascolare, quindi non ha un impatto dinamico, il Tai Chi Chuan comporta una migliore circolazione del sangue e una migliore regolazione anche del battito del cuore».

I diversi stili del Tai Chi Chuan

  1. YANG È oggi il più praticato e diffuso al mondo, grazie alla sua maggiore accessibilità tecnica. È caratterizzato da posizioni generalmente più confortevoli, movimenti ampi, fluidi e continui. Il ritmo regolare lo rende adatto anche a chi si avvicina per la prima volta alla disciplina e per chi desidera intraprendere un percorso di ricerca e sviluppo delle proprie potenzialità corporee e mentali, accompagnato da una profonda crescita interiore.
  2. CHEN Il più antico. Presenta una maggiore varietà di ritmi, alternando movimenti lenti e rilassati a improvvise emissioni di forza esplosiva (fajin). Le posizioni sono mediamente più impegnative dal punto di vista fisico e, nel suo insieme, è lo stile che conserva l’aspetto marziale più evidente.
  3. WU, WU (HAO) E SUN Si sono sviluppati successivamente, con caratteristiche tecniche proprie. Alcuni prediligono una struttura più raccolta, altri movimenti più compatti o un differente modo di esprimere i principi del Tai Chi Chuan.

Tai Chi Walking: impazza sul Web, ma fa davvero dimagrire?

Non ha niente a che fare con i principi della disciplina, parola di Maestro. «Si tratta del classico fenomeno di marketing: si prende un piccolo tassello di una tradizione antica, lo si decontestualizza per poi rivenderlo come pillola magica per dimagrire. In cinese quella camminata si chiama Taiji Bu ed è un esercizio fondamentale per insegnare al principiante le radici del movimento, l’equilibrio, l’uso dei muscoli stabilizzatori e a unire respiro e azione.

Ha diverse variazioni, come la camminata frontale, eseguita in almeno tre modalità, la camminata laterale, all’indietro. Il tutto per preparare il corpo a reagire in modo stabile, consapevole e sicuro. Ha uno straordinario valore di controllo motorio senza impatti sulle articolazioni, ma non è certo un workout per perdere peso. Per dimagrire in modo sano non servono trucchetti, ma una corretta alimentazione personalizzata e un adeguato deficit calorico. Il Tai Chi fa benissimo alla salute, ma per motivi molto più profondi», spiega il maestro Marco Gamuzza.