Alla scoperta del Qi Gong, la disciplina millenaria che mette in equilibrio corpo, mente e respiro

Dalla tradizione cinese alla ricerca moderna. Ecco come il Qi Gong può aiutare a ridurre lo stress, migliorare la mobilità e favorire il benessere psicofisico

Alla scoperta del Qi Gong, la disciplina millenaria che mette in equilibrio corpo, mente e respiro
Foto: iStock

Il Qi Gong è una pratica millenaria della tradizione cinese che unisce movimenti lenti e armoniosi, respirazione consapevole e concentrazione mentale. Negli ultimi anni ha conquistato sempre più persone anche in Occidente grazie alla sua capacità di favorire il benessere psicofisico in modo dolce e accessibile, indipendentemente dall’età e dalla preparazione atletica.

Ma quali sono i benefici dimostrati dalla ricerca? Dalla riduzione dello stress al miglioramento dell’equilibrio, dalla maggiore mobilità al sostegno della salute cardiovascolare, gli studi scientifici suggeriscono che praticare Qi Gong con regolarità contribuisce a stare meglio sotto molti aspetti. Abbiamo chiesto all’esperta di spiegarci perché inserirlo nella propria routine di benessere potrebbe rivelarsi un’ottima idea.

Qi Gong: il soffio vitale che ci anima

«Esiste un punto esatto in cui il movimento del corpo si fa silenzio e il respiro diventa energia pura. Quel punto, oggi cercato da chiunque tenti di sfuggire alla frenesia quotidiana, era conosciuto dai maestri orientali già cinquemila anni fa: si chiama Qi Gong», racconta Daniela De Girolamo, Maestra di Qi Gong, esperta di Medicina Tradizionale Cinese e insegnante di ginnastica posturale.

«Parliamo di un’arte millenaria nata in Cina che non è semplicemente “ginnastica dolce”, ma una vera e propria via di comunicazione tra l’uomo e le leggi dell’universo. Per comprendere la bellezza e la profondità di questa disciplina basta guardare la mappa visiva racchiusa nei suoi stessi caratteri originari: il Qi (氣) rappresenta il soffio vitale, l’energia invisibile che anima ogni creatura e che tiene uniti il corpo e lo spirito, mentre il Gong (功) è simbolo di lavoro manuale, impegno costante e cura quotidiana. Praticare Qi Gong significa coltivare e nutrire con costanza il proprio soffio vitale, curando la propria energia come un giardino prezioso».

L’armonia tra corpo, mente e respiro

Ma cosa differenzia questa antica disciplina dalle normali attività fisiche occidentali? «Il Qi Gong non allena semplicemente i muscoli, ma regola l’intera esistenza», spiega Daniela De Girolamo. «Ogni esercizio coinvolge contemporaneamente il corpo, il respiro e la mente: sono questi i tre pilastri della pratica». In concreto, significa imparare ad assumere posture corrette e movimenti fluidi, sincronizzandoli con una respirazione lenta e profonda e con uno stato di attenzione rilassata. Secondo la medicina tradizionale cinese, quando questi tre elementi sono in equilibrio, anche l’energia vitale – il Qi – può fluire in modo più armonioso, con effetti positivi sul benessere fisico ed emotivo.

La tradizione, inoltre, identifica tre principali centri energetici, chiamati Dan Tian. Uno nel basso addome, associato alla vitalità, uno al centro del torace, legato al respiro e alla sfera emotiva, e uno nella testa, collegato alla concentrazione e alla consapevolezza. Pur appartenendo al modello teorico della medicina cinese e non alla fisiologia occidentale, questi concetti aiutano a comprendere perché il Qi Gong venga considerato una pratica che coinvolge la persona nella sua globalità.

Gli effetti positivi del Qi Gong sul benessere psicofisico

«Questa antica disciplina ci insegna che non siamo fatti a compartimenti stagni. Corpo e anima sono due facce della stessa medaglia: non si può lenire il dolore della carne senza cullare la mente, e viceversa», sottolinea la Maestra. «Gli esercizi di Qi Gong si prendono cura della persona nella sua interezza, risvegliando la naturale capacità di autoguarigione che risiede in ognuno di noi». Ma non è solo la tradizione a sostenerlo. Negli ultimi anni anche la ricerca scientifica ha indagato gli effetti del Qi Gong, evidenziando diversi benefici per il benessere psicofisico.

La pratica, infatti, favorisce il rilassamento attivando il sistema nervoso parasimpatico, quello che ci aiuta a recuperare dopo periodi di stress, con possibili effetti positivi sulla frequenza cardiaca, sulla pressione arteriosa e sui livelli di tensione. Allo stesso tempo, l’attenzione costante al respiro e ai movimenti lenti trasforma gli esercizi in una forma di meditazione in movimento: la mente si concentra sul momento presente, i pensieri rallentano e diventa più facile ritrovare calma e lucidità. Anche il corpo ne trae beneficio. I gesti dolci e controllati migliorano la mobilità, sciolgono le rigidità muscolari e possono contribuire ad alleviare piccoli dolori e tensioni. Non da ultimo, il profondo stato di rilassamento che accompagna la pratica può favorire un sonno più sereno e ristoratore.

Per chi è adatto il Qi Gong?

Dopo aver compreso i principi su cui si basa questa disciplina, la domanda successiva è inevitabile: chi può praticarla? Esistono persone che possono trarne maggior beneficio o situazioni in cui è opportuno adottare qualche precauzione prima di iniziare? «Il Qi Gong è una disciplina che non impone al corpo di adattarsi alla tecnica, ma modella la tecnica sulle necessità del corpo. Avendo a disposizione un’ampia rosa di strumenti – che spaziano dai movimenti fluidi alle posture statiche, dalle meditazioni fino agli automassaggi – chiunque può trovare il proprio sentiero. Tuttavia, per muovere i primi passi con totale serenità, la regola d’oro è sempre quella di ascoltare il proprio corpo e consultare il proprio medico curante prima di iniziare un’attività motoria», raccomanda l’esperta.

In particolare, il Qi Gong può essere un valido alleato per chi vive periodi di forte stress o ansia, per chi soffre di rigidità e dolori muscolo-articolari e per le persone anziane, grazie ai movimenti lenti e controllati che aiutano a migliorare equilibrio e mobilità. In alcuni contesti clinici, inoltre, viene proposto come pratica complementare per sostenere il benessere di persone con patologie croniche, neurodegenerative o in trattamento oncologico, sempre sotto la guida dell’équipe sanitaria. Anche chi fatica a dormire o si sente spesso affaticato può trovare beneficio negli esercizi di respirazione e rilassamento, che favoriscono una maggiore distensione fisica e mentale.

Come (e quando) iniziare a praticare il Qi Gong

Per chi si avvicina per la prima volta al Qi Gong, il consiglio dell’esperta è di non improvvisare. «Imparare il Qi Gong è un po’ come imparare a suonare uno strumento musicale o una nuova lingua: all’inizio è fondamentale farsi guidare da un maestro, che insegni la corretta esecuzione dei movimenti, la respirazione e i principi alla base della pratica». Una volta acquisite le basi, però, è altrettanto importante ritagliarsi uno spazio per esercitarsi in autonomia, anche solo per pochi minuti al giorno.

Secondo la tradizione cinese, i momenti migliori per praticare sono l’alba e il tramonto, quando il passaggio tra luce e buio simboleggia una fase di trasformazione e di maggiore ricettività. Gli orari, però, non devono diventare un ostacolo. «La costanza conta molto più della durata della pratica», sottolinea Daniela De Girolamo. «Meglio dedicare ogni giorno dieci minuti al Qi Gong che praticare per un’ora una sola volta alla settimana. Questa disciplina non deve essere vissuta come un altro impegno da incastrare nell’agenda, ma come uno spazio di benessere da concedersi con regolarità».