Cammino di San Jacopo: in Toscana 6 tappe uniche tra natura, arte e mare
Anche l’Italia vanta una tradizione di percorsi devozionali ispirati al più celebre pellegrinaggio europeo: l’itinerario in Toscana, in particolare, si snoda tra città d’arte, pittoresche colline e antichi eremi. Con tappa nella “piccola Santiago”

Alla scoperta del Cammino di San Jacopo in Toscana. Non è un trekking nel senso tradizionale, ma un andare lento, un passo dopo l’altro, al ritmo del proprio viaggio interiore. Per molti alla ricerca di una dimensione spirituale, magari smarrita, per tanti un’esperienza per mettersi alla prova, per tutti un momento di condivisione che aiuta a riscoprire il senso di comunità.
Negli ultimi vent’anni il Cammino di Santiago è diventato un fenomeno popolare e accoglie lungo le sue vie migliaia di pellegrini da tutta Europa, come ben raccontato e illustrato nel libro di Terre di Mezzo, Cammini di Santiago. L’atlante completo con tutti gli itinerari. Oltre ai percorsi più conosciuti, Francese, Portoghese, del Nord, Inglese, fino al più antico Primitivo, anche l’Italia celebra il culto di San Giacomo: lo testimoniano le tante chiese che gli sono state dedicate e gli itinerari che, anche solo idealmente, raggiungono la tomba dell’Apostolo.
Sono infatti ben 5 i cammini giacobei che attraversano il nostro Paese: alcuni si collegano agli itinerari francesi che, scalando i Pirenei, arrivano in Spagna, altri si concludono su quelle rive da cui, secoli fa, si partiva alla volta delle terre spagnole per concludere il pellegrinaggio.
Tra questi il cammino toscano, da Firenze a Livorno, è un itinerario recentemente recuperato e che valorizza una direttrice viaria antica più di duemila anni, la Via Cassia Clodia. Andiamo all'esplorazione del Cammino di San Jacopo in Toscana.
Cammino di San Jacopo tra arte, storia e devozione
Lungo circa 175 km, il Cammino di San Jacopo in Toscana collega le città di Firenze, Prato, Pistoia, Pescia e Lucca, conducendo il pellegrino fino a Pisa e Livorno. Un percorso che attraversa un territorio ricco di eccezionali testimonianze storiche, artistiche, naturalistiche e religiose, fra cui sette cattedrali fra le più famose al mondo.
Diviso in 6 tappe, è in buona parte pianeggiante, con qualche tratto più impegnativo ma con dislivelli facilmente affrontabili; attraversa la piana fiorentina, si inoltra tra le dolci colline lucchesi e si apre poi alla brezza del lungomare, raggiungendo la costa.
Conferisce la Jacopea, il certificato riconosciuto ai pellegrini che hanno intrapreso la via con una motivazione religiosa o spirituale, hanno percorso almeno 50 km a piedi e hanno raccolto sulla credenziale almeno due timbri al giorno. In questo cammino si ritrovano molte delle caratteristiche di quelli più conosciuti: l’aspetto introspettivo di percorsi antichi tra luoghi di fede; la direttrice estovest; la variabilità dell’itinerario; la vocazione all’incontro; infine, la possibilità di visitare il luogo in cui è conservata l’unica reliquia di San Jacopo al di fuori della Galizia.
- 1^ tappa: da Firenze a Prato - Le ville medicee
Si parte dal capoluogo fiorentino (a lato la foto della Cattedrale di Santa Maria del Fiore) e si percorrono 27 km per raggiungere Prato. Si cammina su tranquille strade asfaltate, lontano dal traffico, costeggiando dimore e giardini storici, da non perdere le Ville Medicee nell’area di Careggi-Castello. Vie che si inoltrano fuori città con scorci sulla campagna toscana più classica, arricchite da numerosi tabernacoli, vere e proprie opere d’arte, in corrispondenza dei bivi.
Lungo il percorso è possibile visitare anche l’area archeologica etrusca di Quinto e ammirare il castello di Calenzano. Questo è un tratto fitto di bellezze artistiche che si aggiungono al ricchissimo patrimonio culturale di Firenze e di Prato. La meta della tappa accoglie il pellegrino con un centro storico poco conosciuto ma che, in realtà, offre il maestoso Castello dell’Imperatore, l’unica testimonianza di architettura sveva nell’Italia centro-settentrionale, e il Duomo, con i suoi splendidi affreschi e la venerata reliquia della Sacra Cintola della Madonna.
- 2^ tappa: da Prato a Pistoia - La reliquia del santo
Più naturalistico, l’itinerario della seconda tappa si snoda per 27 km e, per lunghi tratti, su strade non asfaltate, sentieri e gli argini del fiume Bisenzio, presentando qualche salita. Attraversa l’area protetta del Monteferrato, famosa per le sue formazioni geologiche caratterizzate da rocce ricche di ferro e magnesio, dalla particolare colorazione verde/nera che ricorda i serpenti, e una biodiversità eccezionale, con fauna selvatica come cervi e cinghiali.
Questo è forse il tratto più significativo del cammino devozionale: Pistoia è infatti chiamata Santiago Minor (la piccola Santiago), perché dal XII secolo custodisce nella Cattedrale di San Zeno (nella foto a lato) la famosa reliquia dell’Apostolo Giacomo, un frammento osseo del cranio ritenuto autentico. Il reliquiario che la contiene, di Lorenzo Ghiberti, si trova nella cappella del Crocifisso o del Giudizio, davanti all'Altare argenteo, un grandioso esempio di oreficeria, al quale lavorarono, tra il 1287 e il 1456, i migliori artigiani dell’epoca, compreso un giovane Brunelleschi.
- 3^ tappa: da Pistoia a Pescia - Borghi fortificati e castelli
Qui il cammino diventa molto vario, alternando tratti pianeggianti e percorsi collinari, spesso selciati, che raggiungono belle chiese romaniche, antichi castelli, come quello di Serravalle, e borghi fortificati di origine medievale. Da non perdere il suggestivo Buggiano Castello (nella foto a lato), conosciuto come “il borgo dei giardini e degli agrumi” grazie al suo particolare microclima. Lungo il percorso, volendo, ci si può concedere una sosta relax alle Terme di Montecatini.
Il punto più alto della terza tappa si raggiunge a Uzzano, con i suoi 300 metri s.l.m e il bel panorama sull’intera Valdinievole, fino a San Miniato. Questo tratto, di circa 30 km, si conclude nel centro storico di Pescia, con visita alla Cattedrale dove si venera il corpo di Sant’Allucio, ospitaliere dei pellegrini medievali.
- 4^ tappa: da Pescia a Lucca - Il paese di Pinocchio
Il percorso della quarta tappa, di circa 26 km, presenta una prima parte collinare, dove si cammina su strade secolari, e una seconda, pianeggiante, che attraversa la piana lucchese, toccando numerose chiese antiche e paesaggi di archeologia industriale. In questa zona, che costeggia il fiume Serchio, mulini, frantoi, cartiere, filande, rimandano a un passato di attività economiche che traevano dall’acqua la loro forza motrice.
Dopo Pescia, il cammino raggiunge in breve lo spettacolare complesso architettonico di Collodi, il paese di Pinocchio, e il parco di Villa Garzoni. Un giardino ricco di piante esotiche, soprattutto grazie alla presenza della Casa delle Farfalle, serra tropicale che ricrea un ambiente equatoriale con palme, banani, orchidee e decine di farfalle da Asia, Africa e America. La tappa prosegue sulle colline lucchesi per suggestivi borghi antichi, con le loro pievi romaniche e bellissime ville, come Villa Mansi.
Costeggiando poi il fiume Serchio, si arriva a Lucca e al cospetto della Cattedrale di San Martino (nella foto a lato), dove è conservato l’antico e venerato crocifisso ligneo del “Volto Santo”.
- 5^ tappa: da Lucca a Pisa - Un quadro campestre
Appena fuori città si apre un meraviglioso paesaggio rurale, un territorio ricco di piccoli borghi, ville e belle chiese alto medioevali. Il percorso, sempre facile, si mantiene ai piedi delle colline per poi inerpicarsi lungo i versanti del Monte Pisano, per sentieri ombrosi e strade militari selciate che conducono ad antichi eremi, torri e fortificazioni. Come la Rocca di Ripafratta, avamposto al confine tra Pisa e Lucca, oggi un suggestivo rudere.
Discendendo, si prosegue in pianura costeggiando canali e campi coltivati, lungo l’argine del Serchio e di lì, proseguendo per vie campestri, si vede ben presto spuntare il simbolo di Pisa, la sua Torre pendente. Oltrepassata velocemente la periferia, Piazza dei Miracoli (nella foto a lato) si mostra in tutta la sua bellezza artistica e architettonica. La tappa è di 29 km.
- 6^ tappa: da Pisa a Livorno - Le città marinare
Divise dalla storia e dalla loro proverbiale rivalità, unite dall’ultima tappa del cammino, forse la più impegnativa, per la sua lunghezza di 36 km (circa). Lasciati alle spalle i capolavori del centro storico di Pisa, si esce dalla città percorrendo il lungarno e varcando la Porta a Mare alla volta di capolavori come la chiesetta gotica di Santa Maria della Spina, la Chiesa di San Paolo in Ripa d’Arno e, sull’altra sponda, gli Arsenali Medicei e la Cittadella.
L’itinerario si inoltra nella campagna e raggiunge la Basilica di San Pietro a Grado, dove la tradizione vuole sia sbarcato in Italia l’Apostolo Pietro. Inizia un lungo tratto di strade sterrate prima fra campi coltivati, poi nella pineta costiera, che ombreggia la via del pellegrino fino al mare e al porto di Livorno (nella foto a lato).
La città toscana si offre con tutte le sue meraviglie, dalla fortezza medicea al quartiere Venezia, ma la meta finale della tappa e del cammino è la Chiesa di San Jacopo in Acquaviva, splendido edificio religioso che si rispecchia nel mare e da cui molti pellegrini, ieri come oggi, lasciavano la terraferma per raggiungere Santiago di Compostela.
5 cammini giacobei in Italia
1) Il Cammino di San Jacopo in Toscana. Da Firenze a Livorno: 175 km, diviso in 6 tappe. Ripercorre antiche vie romane, sostando nelle città d'arte.
2) La Via Postumia. Da Aquileia a Genova: 940 km, 41 tappe. Di origine romana, congiunge le due estremità del Nord Italia.
3) La Via della Costa ligure. Da Ponte San Ludovico a Sarzana: 350 km, 12 tappe. Riscoperto solo di recente, si snoda lungo tutta la Liguria.
4) Il Cammino di San Giacomo in Sicilia. Da Caltagirone a Capizzi (ME): 130 km, 6 tappe. Unisce le due città più devote al Santo.
5) Il Cammino di Santu Jacu in Sardegna. Da Cagliari a Porto Torres: 1600 km che attraversano verticalmente l’entroterra sardo. 91 le tappe.


