ARIPIPRAZOLO TEVA 28CPR 10MG - Effetti indesiderati

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ARIPIPRAZOLO TEVA 28CPR 10MG Controindicazioni Posologia Avvertenze e precauzioni Interazioni Effetti indesiderati Gravidanza e allattamento Conservazione

Riassunto del profilo di sicurezza. Gli effetti indesiderati più comuni segnalati negli studi controllati con placebo sono acatisia e nausea, ciascuna delle quali si verifica in più del 3% dei pazienti trattati con aripiprazolo orale. Tabella riepilogativa delle reazioni avverse Le incidenze delle reazioni avverse da farmaco (ADR) associate alla terapia con aripiprazolo sono indicate nella tabella sottostante. La tabella si basa sugli eventi avversi segnalati durante gli studi clinici e/o nell'uso post-marketing. Tutte le reazioni avverse sono riportate in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza; molto comune (≥ 1/10), comune (da ≥ 1/100 a < 1/10), non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100), raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. La frequenza delle reazioni avverse segnalate durante la vigilanza post-marketing non può essere determinata in quanto essi derivano da segnalazioni spontanee. Conseguentemente, la frequenza di queste reazioni avverse si considera come “non nota”.

  Comune Non comune Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico     Leucopenia Neutropenia Trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario     Reazione allergica (es. reazione anafilattica, angioedema che include lingua tumefatta, edema della lingua, edema della faccia, prurito o orticaria)
Patologie endocrine   Iperprolattinemia Coma diabetico iperosmolare Chetoacidosi diabetica
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Diabete mellito Iperglicemia Iponatremia Anoressia Peso diminuito Peso aumentato
Disturbi psichiatrici Insonnia Ansia Irrequietezza Depressione Ipersessualità Tentato suicidio Idea suicida e suicidio riuscito (vedere paragrafo 4.4) Gioco d'azzardo patologico Disturbo del controllo degli impulsi Alimentazione incontrollata Acquisti compulsivi Poriomania Aggressione Agitazione Nervosismo
Patologie del sistema nervoso Acatisia Disturbo extrapiramidale Tremore Cefalea Sedazione Sonnolenza Capogiro Discinesia tardiva Distonia Sindrome maligna da neurolettici (SNM) Convulsione da grande male Sindrome da serotonina Disturbo della parola
Patologie dell'occhio Visione offuscata Diplopia Crisi oculogira
Patologie cardiache   Tachicardia Morte improvvisa inspiegata Torsioni di punta Prolungamento dell'intervallo QT Aritmie ventricolari Arresto cardiaco Bradicardia
Patologie vascolari   Ipotensione ortostatica Tromboembolia venosa (che include embolia polmonare e trombosi venosa profonda) Ipertensione Sincope
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Singhiozzi Polmonite da aspirazione Spasmo orofaringeo Laringospasmo
Patologie gastrointestinali Stipsi Dispepsia Nausea Ipersecrezione salivare Vomito   Pancreatite Disfagia Diarrea Fastidio addominale Fastidio allo stomaco
Patologie epatobiliari     Insufficienza epatica Epatite Ittero Alanina aminotransferasi aumentata (ALT) Aspartato aminotransferasi aumentata (AST) Gamma-glutamiltransferasi aumentata (GGT) Fosfatasi alcalina aumentata
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo     Eruzione cutanea Reazione di fotosensibilità Alopecia Iperidrosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo     Rabdomiolisi Mialgia Rigidità
Patologie renali e urinarie     Incontinenza urinaria Ritenzione di urina
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali     Sindrome da astinenza da droga neonatale (vedere paragrafo 4.6)
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella     Priapismo
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento   Disturbo della termoregolazione (es. ipotermia, piressia) Dolore toracico Edema periferico
Esami diagnostici     Glucosio ematico aumentato Emoglobina glicosilata aumentata Fluttuazione del glucosio ematico Creatinfosfochinasi aumentata
Descrizione di reazioni avverse selezionate. Adulti. Sintomi extrapiramidali. Schizofrenia - in uno studio controllato a lungo termine della durata di 52 settimane, i pazienti trattati con aripiprazolo hanno avuto un’incidenza globale (25,8%) di sintomi extrapiramidali, tra cui parkinsonismo, acatisia, distonia e discinesia, minore dei pazienti trattati con aloperidolo (57,3%). In uno studio a lungo termine controllato con placebo della durata di 26 settimane, l’incidenza di sintomi extrapiramidali è stata del 19% nei pazienti trattati con aripiprazolo e del 13,1% nei pazienti trattati con placebo. In un altro studio a lungo termine controllato con placebo della durata di 26 settimane, l’incidenza dei sintomi extrapiramidali è stata del 14,8% nei pazienti trattati con aripiprazolo e del 15,1% nei pazienti trattati con olanzapina. Episodi maniacali nei pazienti con Disturbo Bipolare di Tipo I - in uno studio controllato della durata di 12 settimane, l’incidenza di sintomi extrapiramidali è stata del 23,5% nei pazienti trattati con l’aripiprazolo e del 53,3% nei pazienti trattati con aloperidolo. In un altro studio della durata di 12 settimane, l’incidenza di sintomi extrapiramidali è stata del 26,6% nei pazienti trattati con aripiprazolo e del 17,6% in quelli trattati con litio. In uno studio a lungo termine controllato con placebo, nella fase di mantenimento di 26 settimane, l’incidenza dei sintomi extrapiramidali è stata del 18,2% nei pazienti trattati con aripiprazolo e del 15,7% nei pazienti trattati con placebo. Acatisia. In studi controllati con placebo, l’incidenza di acatisia nei pazienti bipolari è stata del 12,1% con aripiprazolo e del 3,2% con il placebo. Nei pazienti affetti da schizofrenia l’incidenza di acatisia è stata del 6,2% con aripiprazolo e del 3,0% con placebo. Distonia. Effetto di classe: sintomi di distonia, anomale e prolungate contrazioni di gruppi muscolari, possono verificarsi in individui suscettibili durante i primi giorni del trattamento. I sintomi distonici includono: spasmo dei muscoli del collo, che a volte progredisce fino al restringimento della gola, difficoltà di deglutizione, difficoltà respiratorie e/o protrusione della lingua. Mentre questi sintomi possono verificarsi a basse dosi, gli stessi si verificano più frequentemente e con maggiore gravità con alta potenza e a dosi più alte dei medicinali antipsicotici di prima generazione. Un elevato rischio di distonia acuta è stato osservato nei maschi e nelle fasce di età più giovani. Prolattinemia. Nelle sperimentazioni cliniche per l’indicazione o le indicazioni approvate e nell’esperienza post-marketing, durante il trattamento con aripiprazolo sono stati osservati sia l’aumento che la riduzione dei livelli sierici di prolattina rispetto al basale (vedere paragrafo 5.1). Parametri di laboratorio. Il confronto tra aripiprazolo e placebo circa la percentuale di pazienti che manifestano cambiamenti di potenziale rilevanza clinica nei parametri di laboratorio di routine e nei parametri lipidici (vedere paragrafo 5.1) non ha rilevato differenze importanti dal punto di vista medico. Un aumento dei livelli di CPK (creatina fosfochinasi), generalmente transitorio e asintomatico, è stato osservato nel 3,5% dei pazienti trattati con aripiprazolo, e nel 2,0% dei pazienti che hanno ricevuto placebo. Popolazione pediatrica. Schizofrenia negli adolescenti di età pari o superiore a 15 anni. In uno studio clinico a breve termine controllato con placebo condotto su 302 adolescenti (13-17 anni) con schizofrenia, la frequenza e il tipo di reazioni avverse sono risultati simili a quelli riscontrati negli adulti, tranne che per le seguenti reazioni, che sono state segnalate più frequentemente negli adolescenti trattati con aripiprazolo che negli adulti trattati con aripiprazolo (e più frequentemente che con placebo): sonnolenza/sedazione e disturbo extrapiramidale sono stati segnalati molto comunemente (≥ 1/10), e secchezza della bocca, aumento dell’appetito ed ipotensione ortostatica sono stati segnalati comunemente (≥ 1/100, < 1/10). Anche il profilo di sicurezza in uno studio a lungo termine, in doppio cieco, controllato con placebo, è risultato simile eccetto che per le seguenti reazioni che sono state segnalate più frequentemente rispetto ai pazienti pediatrici trattati con placebo: sono stati riportati comunemente (≥ 1/100, < 1/10) diminuzione di peso, incremento dell’insulina ematica, aritmia e leucopenia. Il profilo di sicurezza in uno studio clinico di estensione in aperto della durata di 26 settimane è stato simile a quello osservato nello studio clinico a breve termine controllato con placebo. Nella popolazione studiata degli adolescenti affetti da schizofrenia (13-17 anni) con esposizione fino a 2 anni, l’incidenza di bassi livelli sierici di prolattina nelle femmine (<3 ng/ml) e nei maschi (<2 ng/ml) è stata rispettivamente del 29,5% e del 48,3%. Nella popolazione di adolescenti (13-17 anni) con schizofrenia esposti ad aripiprazolo a dosi da 5 a 30 mg per un massimo di 72 mesi, l’incidenza di bassi livelli sierici di prolattina nelle femmine (<3 ng/ml) e nei maschi (<2 ng/ml) è stata rispettivamente del 25,6% e del 45,0%. In due studi a lungo termine con adolescenti schizofrenici (13-17 anni) e pazienti bipolari trattati con aripiprazolo, l’incidenza di bassi livelli di prolattina sierica nelle femmine (< 3 ng/ml) e nei maschi (< 2 ng/ml) è stata rispettivamente del 37,0% e del 59,4%. Episodi maniacali negli adolescenti affetti da Disturbo Bipolare di Tipo I di età pari o superiore a 13 anni. La frequenza e la tipologia delle reazioni avverse negli adolescenti affetti da Disturbo Bipolare di Tipo I sono risultate simili a quelle riscontrate negli adulti, tranne che per le seguenti reazioni: molto comuni (≥ 1/10) sonnolenza (23,0%), disordine extrapiramidale (18,4%), acatisia (16,0%) e affaticamento (11,8%); e comuni (≥ 1/100, < 1/10) dolore addominale superiore, aumento della frequenza cardiaca, aumento di peso, aumento dell'appetito, spasmi muscolari e discinesia. Per le seguenti reazioni avverse si è riscontrata una possibile relazione dose risposta: disturbo extrapiramidale (le incidenze sono state del 9,1% a 10 mg, del 28,8% a 30 mg e dell'1,7% con placebo); e acatisia (le incidenze sono state del 12,1% a 10 mg, del 20,3% a 30 mg e dell'1,7% con placebo). La variazione media del peso corporeo negli adolescenti affetti da Disturbo Bipolare di Tipo I dopo 12 e 30 settimane è stata rispettivamente di 2,4 kg e 5,8 kg per aripiprazolo e di 0,2 kg e 2,3 kg per il placebo. Nella popolazione pediatrica, sonnolenza e affaticamento sono stati osservati con maggiore frequenza nei pazienti affetti da disturbo bipolare che in quelli affetti da schizofrenia. Nella popolazione pediatrica bipolare (10-17 anni) con esposizione fino a 30 settimane, l'incidenza di bassi livelli sierici di prolattina nelle femmine (< 3 ng/ml) e nei maschi (< 2 ng/ml) è stata rispettivamente del 28,0% e del 53,3%. Gioco d'azzardo patologico e altri disturbi del controllo degli impulsi. Gioco d’azzardo patologico, ipersessualità, compulsione negli acquisti e alimentazione incontrollata o compulsiva possono verificarsi nei pazienti trattati con aripiprazolo (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/web/guest/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Farmaci

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