hero image

Ambiente, le nuove normative in arrivo in Italia nel 2026

Intervista al vice ministro dell’Ambiente Vannia Gava. Ecco quali saranno gli interventi legislativi più importanti sul riciclo dei rifiuti, l’energia e la collaborazione con le imprese

Foto: iStock



Il vice ministro dell’Ambiente Vannia Gava racconta a Starbene quali saranno gli interventi legislativi più importanti sul riciclo dei rifiuti, l’energia e la collaborazione con le imprese.


Quali sono le novità normativo-ambientali in Italia in arrivo nel 2026?

«Il 2026 sarà un anno di riforme importanti e la collaborazione con le imprese sarà decisiva. Sul fronte economia circolare, stiamo introducendo strumenti concreti, dai decreti “end of waste” (sono le norme che stabiliscono quando un materiale non è più rifiuto e può tornare sul mercato, ndr) al tavolo sulla plastica, senza trascurare gli investimenti PNRR per completare il ciclo dei rifiuti nelle regioni.

Sul fronte energetico, acceleriamo sulle rinnovabili, grazie alla digitalizzazione, al nuovo decreto FER e all’individuazione di nuove aree idonee. Entrano nel vivo anche i lavori sul nucleare, con l’obiettivo di costruire un mix energetico moderno che tuteli la competitività del Paese e rafforzi l’industria italiana».


Per quanto riguarda il CSS (Combustibile solido secondario) che cosa si può fare per favorirne l’impiego in diversi settori della produzione industriale?

«Il CSS è una risorsa importante nel percorso di decarbonizzazione, grazie ai benefici già dimostrati in termini di autonomia energetica, riduzione delle emissioni e competitività per le imprese. Da un lato lavoriamo per sostituire in modo intelligente e sostenibile i combustibili fossili tradizionali; dall’altro puntiamo a diminuire i conferimenti in discarica attraverso la termovalorizzazione. Stiamo lavorando, insieme a imprese, associazioni ed enti di ricerca, per rafforzare le destinazioni d’uso del CSS, attraverso semplificazioni e incentivi, per favorirne la piena valorizzazione energetica».


I RAEE (rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche) sono considerati strategici per l’Economia Circolare. Quali misure si stanno valutando per facilitare questo processo e, più in generale, per potenziare il riciclo?

«Il settore dei RAEE funziona già bene grazie ai consorzi, che finanziano la raccolta con il contributo ambientale dei produttori. Il nostro compito è rendere questi meccanismi più semplici e accessibili. Con il decreto-legge “salva infrazioni” e quello “Terra dei Fuochi” abbiamo introdotto strumenti concreti: dal ritiro a domicilio dei RAEE alla consegna nei negozi. Ora il nostro impegno è affinare questi strumenti, per rendere il riciclo ancora più efficace e diffuso sul territorio».

Leggi anche

Capelli: come scegliere prodotti che rispettano l'ambiente

Agricoltura fuorisuolo e fattorie verticali: l'insalata è ambientalista

La salute del Pianeta passa dalla nostra tavola