Smagliature: perché laser e microaghi insieme sono la nuova frontiera
Dalla radiofrequenza con microaghi ai laser frazionati: come funzionano i nuovi trattamenti che stimolano il collagene e aiutano a rendere le smagliature meno visibili

Con la consulenza della dottoressa Caterina Votta, medico estetico
Dai microlaser alla radiofrequenza con microaghi, oggi la medicina estetica punta su trattamenti combinati sempre più mirati per migliorare l’aspetto delle smagliature. Il motivo? Agire contemporaneamente sulla superficie e negli strati profondi della pelle per stimolare la produzione di nuovo collagene. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Caterina Votta, medico estetico, che ci ha spiegato quali sono i protocolli più utilizzati, quando funzionano meglio e chi può sottoporsi ai trattamenti.
Perché oggi si combinano laser e microaghi
Le smagliature sono piccole cicatrici della pelle che compaiono quando il tessuto si tende rapidamente, per esempio durante la pubertà, la gravidanza oppure in seguito a variazioni di peso importanti. All’inizio hanno un colore rosso o violaceo, mentre con il tempo diventano bianche e più difficili da trattare.
Ed è proprio per questo che oggi gli specialisti preferiscono protocolli combinati. «La sinergia tra laser e microneedling crea microlesioni controllate che inducono una potente rigenerazione del derma», spiega la dottoressa Votta. «Il laser agisce in profondità con un effetto termico, mentre il microneedling stimola meccanicamente la pelle a produrre nuovo tessuto».

In pratica, i due trattamenti lavorano su fronti diversi ma complementari: il laser favorisce il rimodellamento cutaneo profondo, mentre i microaghi aiutano la pelle ad attivare i suoi naturali processi di riparazione.
Quali sono i trattamenti più utilizzati e quali zone rispondono meglio
Tra le tecnologie più impiegate ci sono il laser CO2 frazionato, il laser erbium e i protocolli che associano microdermoabrasione, radiofrequenza e microneedling. La scelta dipende soprattutto dal tipo di smagliatura, dalla profondità del segno e anche dalla sensibilità della pelle.
Secondo l’esperta, le smagliature rosse, cioè quelle più recenti, rispondono generalmente meglio perché sono ancora nella fase attiva. «Il laser funziona sia sulle smagliature rosse sia su quelle bianche», chiarisce Votta. «Quando però sono ancora rosse possiamo intervenire con trattamenti meno invasivi, come microdermoabrasione e radiofrequenza».
In questi casi si lavora spesso con sedute ravvicinate, generalmente una volta a settimana, per cicli di 3-5 trattamenti.
Non tutte le aree del corpo reagiscono allo stesso modo. Le risposte migliori si osservano soprattutto su addome e glutei, cioè le zone in cui le smagliature tendono a comparire più frequentemente e dove il tessuto sembra rispondere meglio agli stimoli rigenerativi.
A chi sono consigliati questi protocolli? Quando iniziare?
I trattamenti possono essere presi in considerazione da tutte le persone che vivono le smagliature come un inestetismo importante. «Si possono iniziare dopo lo sviluppo puberale, quindi dai 14-16 anni circa, e non esistono particolari limiti di età», spiega la dottoressa Votta.
Naturalmente è sempre necessaria una valutazione specialistica, soprattutto quando si scelgono trattamenti laser. Le controindicazioni principali riguardano gravidanza e allattamento, eczemi o infezioni cutanee acute, pelle abbronzata o appena esposta al sole e assunzione di farmaci fotosensibilizzanti.
Per quanto riguarda microneedling, microdermoabrasione e radiofrequenza, le limitazioni sono generalmente minori, anche se la valutazione medica resta fondamentale.

Dopo quanto tempo si vedono i risultati
Uno degli aspetti più importanti riguarda i tempi. «Con il laser i primi risultati possono essere visibili già dopo una o due sedute, entro circa un mese», racconta la dottoressa. «In genere però il ciclo completo prevede 3-5 sedute distanziate nel tempo, perché la pelle continua a rigenerarsi anche nei mesi successivi».
L’obiettivo realistico non è cancellare completamente le smagliature, ma renderle più sottili, uniformi e meno evidenti.
Anche la stagione può fare la differenza. «Per il laser il periodo migliore è l’autunno», conclude la dottoressa Votta, «mentre trattamenti come microneedling, radiofrequenza e microdermoabrasione si possono eseguire praticamente tutto l’anno».
