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Fame nervosa: come controllarla in 3 mosse

Spesso si mangia per cercare di annullare le proprie emozioni. Come controllare questo gesto rischioso per la linea

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Spesso mangiamo perché è il modo più semplice che abbiamo a disposizione per gestire le emozioni sia negative sia positive», spiega Enrico Prosperi, psicologo, presidente del Lazio della Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (SISDCA). «Si chiama “fame emotiva” e compare quando abbiamo più bisogno di essere confortati di fronte a sentimenti come la tristezza, la rabbia o la paura».

Questo atteggiamento ha radici lontane. «Fin da bambini siamo abituati a ricevere il cibo come premio o come punizione: “Se non fai il monello ti compro il gelato”? Oppure: “Non essere triste, guarda cosa ti do di dolce…”», prosegue l’esperto. «Nei tempi moderni, poi, ci sono emozioni non tollerate dalla società, tipo la noia o la solitudine e per non sentirle si è portati a mangiare», dice il dottor Prosperi. Ma ci si rivolge al cibo anche per gestire le emozioni positive: «Può succedere che non si è abituati a provare gioia e ci si rifugia nei paiceri della tavola; oppure si mangia per festeggiare o per premiarsi di qualcosa», conclude lo psicologo.


Aspetta sempre mezz’ora
Per imparare a capire se è fame oppure no, è fondamentale imparare quando le proprie emozioni si “scaricano” sullo stomaco. Un aiuto viene dal tempo: se si sente fame, bisogna impegnarsi a fare altro per almeno mezz’ora: se è una fame emotiva scomparirà insieme alle sensazioni che hanno stuzzicato l’appetito.


Tre mosse per non abbuffarsi

  • 1. «Per acquisire consapevolezza, al mattino prima di fare colazione, stenditi su un tappetino e concentrati sulle sensazioni che stai provando e che potrebbero farti sentire fame», suggerisce il dottor Prosperi. «Per esempio, hai dormito male? Ti senti giù? Una volta che hai riconosciuto il tuo reale stato d’animo, accettalo facendolo entrare dentro te. Portalo dietro fino a quando il malessere non andrà via da solo».

  • 2. «Quando si è in giro si viene bombardati da stimoli visivi o olfattivi», spiega l’esperto. «Il forno sotto casa che emana il profumo di pane caldo; il bar dove si beve il caffè ricco di leccornie... Se vieni assalito dalla voglia di prendere quel dolce, fermati e chiediti: “Ho davvero bisogno di mangiare questa cosa?”. Se la risposta è no, conta fino a dieci concentrandoti sul tuo respiro che va e viene e poi esci con tranquillità dal bar».  

  • 3. Mentre stai per mangiare qualcosa, immaginati che stai per addentare qualcosa di non particolarmente gustoso, come un piatto di insalata scondita: lo mangeresti lo stesso? «Se no, osserva attentamente quello che stai per addentare», consiglia lo psicologo. «Certo, ha un aspetto invitante ma è come uno specchietto per le allodole, non ti dà nulla se non un sollievo momentaneo. Lo vuoi lo stesso?».


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Articolo pubblicato sul n° 32 di Starbene dal 24 luglio 2018 in edicola

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