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Nuove linee guida per le vaccinazioni dell’adulto

Vi sono condizioni patologiche che possono essere evitate, anche in età adulta, grazie all’inoculo di vaccini



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Si è allungata la vita media e questo è un dato di fatto, ma vivere bene gli anni della vecchiaia è tutt’altro che scontato, perché bisogna fare i conti con il fisiologico invecchiamento ed un progressivo indebolimento del sistema immunitario, che espone all’azione dei virus in maniera molto più importante che non in età adulta: ecco perché i vaccini dopo i 65 anni sono un modo per tutelare la propria salute da numerosi agenti infettivi.


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Quando si parla di vaccinazioni, il pensiero corre per lo più ai bambini piccoli che devono tutelarsi da malattie infettive virali che potrebbero comprometterne molto gravemente lo stato di salute.

I vaccini, invece, sono una vera e propria risorsa a tutte le età e in special modo dopo i 65 anni, quando a causa del fisiologico indebolimento delle difese immunitarie e della presenza piuttosto frequente di numerose altre patologie, alcuni agenti virali potrebbero mettere in serio pericolo l’esistenza stessa.

Di questo argomento si è ampiamente discusso durante il primo congresso internazionale dell’Associazione Mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici, evento durante il quale sono state presentate le linee guida europee per le vaccinazioni possibili e raccomandabili per adulti e anziani, ovvero per la difterite, il tetano, la pertosse, l’influenza, le malattie pneumococciche e quello contro il virus zoster.

Per la difterite, il tetano e la pertosse è consigliata la ripetizione dell’inoculo ogni dieci anni. Basti pensare che, nonostante tali raccomandazioni, nel 2012 sono stati riportati 27 casi di difterite in otto paesi UE\EEA, 123 casi di tetano e ben 42.525 casi di pertosse riferiti da 28 paesi UE\EEA.

Non è mai inutile, inoltre, ribadire l’importanza della vaccinazione antinfluenzale soprattutto dopo i 65 anni, quando la presenza di numerose patologie può trasformare il banale virus influenzale in un killer mortale.

Un vaccino molto importante, ma forse poco conosciuto è quello che in età adulta può essere inoculato per l’herpes zoster: il virus che provoca la varicella, una volta contratto, resta latente nell’organismo umano per poi riaccendersi nei momenti di maggiore debolezza.

Si stima che ogni anno, solamente in Europa, siano 1,7 milioni le riattivazioni di tale virus, e che nel 40% degli over 60 che subiscono la reinfezione venga lasciata come pesante eredità la dolorosa nevralgia post-erpetica.

Come precisa la dottoressa Susanna Esposito, presidente Waidid, «le vaccinazioni sono fondamentali per prevenire anche gravi complicanze causate dai virus, e il loro impatto sul declino funzionale collegato all'avanzamento dell'età. Non ultimo, è necessario sottolineare come, oltre a migliorare la qualità della vita in termini di benessere, un’ampia copertura vaccinale per gli adulti contribuisca anche ad una significativa riduzione della spesa sanitaria».

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