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Macchie: laser o peeling?

Entrambi i metodi sono validi, ma con indicazioni e risultati diversi. Ecco il parere delle esperte

credits: iStock



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di Claudia Bortolato


Scure, sfumate, rotondeggianti o frastagliate: le macchie sono di vari tipi, ma nella maggioranza dei casi dipendono dell’esposizione eccessiva al sole, dagli ondeggiamenti ormonali o da un farmaco che modifica la risposta della pelle ai raggi Uv. La protezione è fondamentale, soprattutto per evitare la formazione di neo-macchie, ma se il danno è già avvenuto, puoi contare sui laser e i peeling medici. Ce li spiegano due medici estetici, Patrizia Piersini e Maria Grazia Caputo.


CON IL LASER


Per quali macchie - Utile per eliminare le iperpigmentazioni solari e senili e per attenuare sensibilmente quelle più profonde, che raggiungono anche il derma. No, invece, per il melasma (vedi peeling). 


Quali laser si utilizzano e come funzionano - «Il più indicato è il q-switched», spiega Patrizia Piersini, medico estetico a Torino. «Emette impulsi brevi che colpiscono gli addensamenti superficiali della melanina, frammentandoli in microparticelle che vengono poi digerite dalle cellule “spazzino”». Si utilizza anche il laser frazionale, meno incisivo sulle macchie, ma utilizzabile su tutto il viso per un’azione ringiovanente. «Creando migliaia di minuscole ma profonde “colonne di calore”, elimina le cellule pigmentate e penetra nel derma, stimolando la produzione di collagene ed elastina», precisa Maria Grazia Caputo, medico estetico a Roma. Per le macchie più superficiali occorrono 2 sedute (durata: 10 minuti), a distanza di un mese l’una dall’altra; per quelle più profonde: da 3 a 4 sedute. Costo: da 200 a 350 euro l’una. 


Effetti e precauzioni - Nei giorni successivi,sulle zone trattate si forma una crosta che cade in circa 10 giorni. Dopo  1-2 settimane la pelle apparirà molto più chiara e uniforme. come dopo un peeling chimico. Nel frattempo si devono evitare trattamenti aggressivi, applicare creme lenitive, utilizzare filtri solari molto alti (spf 50+) e astenersi dall’esposizione diretta al sole. 


Effetti collaterali e controindicazioni - Sono possibili lievi gonfiori, che scompaiono in 4-5 giorni, e rossori che possono essere camuffati con il make up. I laser sono sconsigliati se soffri di dermatiti irritative, se assumi farmaci fotosensibilizzanti, in gravidanza e in allattamento. Prima delle sedute fai sempre un controllo degli eventuali nei da un dermatologo.


CON I PEELING AGLI ACIDI


Per quali macchie - Per attenuare quelle solari meno profonde e per le iperpigmentazioni che si formano in gravidanza, con la pillola contraccettiva o altri farmaci (melasma). «Il melasma va trattato con peeling e non con il laser perché l’impulso può stimolare il melanocita a produrre più melanina e, dopo un primo effetto positivo, la discromia può addirittura peggiorare», spiega Patrizia Piersini.


Quali acidi si impiegano e come funzionano - Li sceglie il medico in base al tipo di pelle, utilizzando quelli molto superficiali o superficiali, che esfoliano selettivamente gli strati cutanei, favorendo il rinnovamento dell’epidermide e l’eliminazione della melanina depositata nelle cellule. Spesso prevedono combinazioni di acidi. «Tra i più utilizzati ci sono gli acidi salicilico, piruvico, azelaico, tricloroacetico, retinoico», dice Maria Grazia Caputo. Occorrono 4-5 sedute (durata media: 15 minuti ciascuna), a distanza di 2-4 settimane l’una dall’altra (costo: 80-150 euro a seduta, secondo gli acidi usati). Molto utile anche Enerpeel Jessner Revised. «È a base di soluzione di Jessner rivista con una speciale tecnologia (a mobilità protonica ridotta), che aumenta il potere esfoliante e riduce gli arrossamenti», dice Patrizia Piersini. Bastano 4-5 sedute (da 120 euro l’una), a distanza di 20 giorni l’una dall’altra.


Effetti e precauzioni - Le macchie iniziano ad attenuarsi dopo la prima seduta, ma occorre completare il ciclo per un risultato ottimale. Dopo l’applicazione del peeling la macchia si arrossa, poi si forma una crosticina che cade in 15 giorni circa. Nel frattempo niente scrub e vietati i cosmetici con acidi esfolianti. Proibita anche l’esposizione al sole ed è necessaria l’applicazione locale di filtri Uv con Spf 50+ per almeno 1-2 mesi dopo l’ultimo trattamento. 


Controindicazioni ed effetti collaterali - Non si possono effettuare peeling medici durante la gravidanza e l’allattamento e con infezioni in atto, incluso l’herpes. No anche in presenza di dermatiti e/o eruzioni cutanee. Gli effetti collaterali sono di solito transitori e comprendono secchezza della pelle, desquamazione più o meno evidente, rossori.


COME SCEGLIERE


«Sia il laser sia i peeling sono metodi validi, ma sta sempre al medico valutare quale sia il più adatto a te, in base alla natura delle macchie (se da sole, senili o da oscillazioni ormonali), alla loro profondità negli strati della pelle e all’intensitàdel colore», spiega Patrizia Piersini. 


«Attenzione, però: le discromie più ostiche, quelle con un deposito di melanina fino al derma, anche con il laser possono essere solo attenuate, non eliminate del tutto, perché agire negli strati più profondi potrebbe danneggiare permanentemente la pelle».
È d’accordo la dottoressa Caputo, che aggiunge: «Ricorda che qualsiasi risultato va mantenuto con una beauty routine specifica per prevenire la ricomparsa della macchia».


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Articolo pubblicato sul n. 6 di Starbene in edicola dal 26/01/2016

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