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Cellulite: a quale stadio sei?

La cellulite è un disturbo progressivo che, oltre alle cure specifiche in base allo stadio, necessita sempre di una dieta sana e cosmetici ad hoc



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Che sia un disturbo complesso lo si evince già dal nome: panniculopatia edemato-fibro-sclerotica. Edema, fibrosi e sclerosi indicano le tre fasi di evoluzione. Noi la conosciamo come cellulite: stando a statistiche recenti, ne fanno i conti ben nove donne su dieci.

Tutto parte da un difetto del microcircolo, che scatena un’infiammazione del pannicolo adiposo, con conseguente gonfiore alle gambe e ritenzione idrica. A determinarla, un mix di geni, ormoni e ambiente. Conta molto anche lo stile di vita.

Per sapere come affrontare il problema, bisogna capire innanzitutto a che stadio è arrivata la cellulite. Per la diagnosi serve il medico, ma mettendosi davanti allo specchio ogni donna può fare una prima autovalutazione.


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Primo stadio: il gonfiore 

È quello edematoso: il segno caratteristico è il gonfiore causato dalla ritenzione di liquidi. È una forma lieve e molto localizzata: comprimendo la pelle, compaiono i primi segni di “pelle a buccia di arancia”.

È in questa fase che conta molto la prevenzione: ridurre l’apporto di sale, bere molti liquidi, fare lunghe camminate o nuotate, ridurre gli alcolici e smettere di fumare sono le prime contromisure da adottare. Sono indicati linfodrenaggio e pressoterapia, abbinati all’utilizzo regolare di cosmetici vasoprotettori, antinfiammatori e drenanti.

Secondo stadio: i micronoduli

Nella fase fibrosa o compatta, aumentano il ristagno di liquidi e il difetto di microcircolazione. Compaiono micro noduli visibili, la pelle di buccia d’arancia è evidente anche a riposo, si manifestano segni di affaticamento venoso o linfatico delle gambe e gonfiore a livello delle caviglie. Nelle aree colpite, la pelle è fredda e dura.

Da preferire i cosmetici dalla doppia azione: lipolitica e vasotonica. Accelerano il metabolismo degli adipociti e aumentano la resistenza delle pareti capillari, contrastando il ristagno dei liquidi. Sono consigliati massaggi ad azione anticellulite, cicli di radiofrequenza, ultrasuonoterapia e carbossiterapia (microiniezioni di anidride carbonica).

Terzo stadio: la pelle a materasso

Si caratterizza per la presenza di noduli di grandi dimensioni, duri e dolenti al tatto, avvallamenti e tumefazioni evidenti. I tessuti sono cedevoli e privi di tono. Spesso è presente anche un eccesso di pannicolo adiposo: è consigliabile dimagrire un po’, riducendo l’apporto di carboidrati complessi e cibi di origine animale contenenti grassi saturi.

Oltre all’utilizzo di cosmetici anticellulite che esercitano anche un’attività ricompattante e un effetto tensore, si possono assumere integratori di arancio amaro, carnitina, capsico, pepe nero, caffè verde che, abbinati a dieta e attività fisica, aiutano a smaltire i chili di troppo e drenano i liquidi in eccesso.

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