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La frutta secca non fa ingrassare

È ricca di nutrienti preziosi e salutari. E in cucina è magica: puoi preparare una salsa delicata e leggera per le tagliatelle e persino la crema per il panettone

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Ormai la frutta secca in guscio la consumiamo tutto l’anno, non solo a Natale. Noci, mandorle, nocciole, pistacchi, anacardi, infatti, non ci fanno più paura: i nutrizionisti ci hanno spiegato che possiamo mangiarli tranquillamente, senza sensi di colpa, perché sono ricchi di proprietà nutrizionali e fanno bene alla salute.


CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Per assicurarci davvero i loro benefici, però, dobbiamo scegliere quelli giusti. «È fondamentale che la frutta secca in guscio, semi oleaginosi compresi (quindi di zucca, di lino, di girasole), siano al naturale, cioè non salati, non tostati, non zuccherati o caramellati. Al momento dell’acquisto, insomma, dobbiamo scegliere sacchetti con frutti interi, preferibilmente confezionati di recente (in questo momento, per esempio, sulla busta dovremmo trovare la scritta: raccolto del 2015)», raccomanda Diana Scatozza, medico nutrizionista. «Solo così saremo certe di rifornirci davvero di vitamine (E e del gruppo B), di minerali (tra cui potassio, magnesio, zinco, calcio e ferro), di acidi grassi essenziali, di fibre e di altri principi nutritivi importanti», spiega l’esperta. La frutta in guscio, infine, è particolarmente indicata per i vegetariani perché offre anche un buon contenuto di proteine vegetali.


RICETTE A TUTTA SALUTE

Tutto bene, ma quanta frutta secca possiamo mangiare? «Si tratta di alimenti calorici. Per questo l’ideale è consumarne 25-30 g al giorno, che corrispondono più o meno a una manciata. Da sgranocchiare a colazione, a merenda o da aggiungere all’insalata», consiglia la dottoressa Scatozza.

La salsa per le tagliatelle
Pistacchi, noci e pinoli si possono impiegare anche in ricette leggerissime e saporite. «Con questi ultimi, per esempio, si fa una crema perfetta per condire le classiche tagliatelle al salmone. Così non serve la panna», dice lo chef Giuseppe Capano, esperto di cucina sana e naturale. Come procedere? «Basta mettere a bagno nell’acqua una manciata di pinoli per 6 ore, quindi scolarli e poi frullarli con il latte (anche vegetale) necessario. L’ideale, alla fine, è spolverizzare sulla pasta la buccia grattugiata di limone, naturalmente bio», dice lo chef.

La crema più leggera (e buona) per il panettone
Non è finita. Grazie alle mandorle e a un frutto dolce e delicato come le pere, di stagione in questo momento, si realizza anche un’ottima crema per accompagnare il panettone, meno invadente e grassa delle classiche al mascarpone», continua il nostro chef. «È facilissima. Servono delle pere molto mature preferibilmente decana, pulite e cotte con poco zucchero e un pizzico di chiodi di garofano macinati. Si frullano poi con poco liquore a scelta. Se la crema risulta troppo densa, si diluisce con poco latte. Infine, si arricchisce con una manciata di mandorle appena sgusciate e frullate».

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