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Frutti da riscoprire

Sono poco coltivati, ma ricchi di virtù. Ecco quali assaggiare ora



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di Isabella Colombo

Molti frutti, più difficili da coltivare e meno redditizi, sono diventati rari. Eppure sono un patrimonio di nutrienti sani e terapeutici. Ecco le varietà da assaggiare adesso.


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Corniolo
È rosso e cresce a grappoli, proprio come le ciliegie. Il sapore è un delizioso mix di dolce e acidulo. «Tra i frutti selvatici è quello che contiene più vitamina C in assoluto», dice Stefania Luccarini, naturopata specializzata in alimentazione naturale. «Oltre a tutti gli effetti antinfiammatori della vitamina ha anche una leggera proprietà astringente. In passato, il succo e la polpa venivano usati per preparare infusi e decotti dalle proprietà antiofebbrili. In cucina, oggi si utilizzano soprattutto per marmellate, gelatine e per aromatizzare liquori».

Giuggiola
La chiamano anche dattero cinese perché è marrone e grande poco più di un’oliva. Ma il sapore ricorda quello delle mele, ed è così dolce da spiegare il famoso detto “andare in brodo di giuggiole”. «Combatte raucedine, bronchiti e raffreddori. È una valida alleata contro stati di ansia, depressione e nervosismo», commenta la naturopata. «Si mangia così com’è, ma si presta anche alla preparazione di marmellate, sciroppi e liquori».

Uva spina
 
È parente stretta del ribes. «Ricca di polifenoli, è disintossicante e antiossidante. E utile per riequilibrare la flora batterica intestinale e tenere sotto controllo il colesterolo grazie alla presenza di pectine. È anche dissetante e stimola la digestione», dice l’esperta. «Il succo ottenuto dagli acini, bevuto al mattino a digiuno, è un ottimo depurativo e remineralizzante. L’uva spina si gusta da sola, nelle macedonie, per decorare dolci e arricchire i piatti di carne o pesce».

Alchechengi
È una bacca arancione un po’ acidula che appartiene alla stessa famiglia di pomodori e patate. «È ricca di vitamina C, ferro, niacina, tannini. Ed è indicata per prevenire artriti, gotta e problemi urinari», spiega Luccarini. Può essere utilizzata per preparare un decotto. O spezzettata per arricchire insalate e macedonie».

Metti in agenda
In provincia di Piacenza, a ottobre, ci sono le feste dei frutti antichi e dimenticati dove conoscere e assaggiare le varietà rare: a Pontenure il 3 e 4 (fruttiantichi.net) e a Casola Valsenio il 10, 11, 17 e 18 (terredifaenza.it). Su aserbefruttidimenticati. blogspot.it c’è l’elenco dei produttori dai quali puoi acquistare la frutta rara. Ci sono poi i fruttivendoli e vivaisti online specializzati, come ecatfrutta.it e vivaigabbianelli.it.

Articolo pubblicato sul n.37 di Starbene in edicolda dal 01/09/2015

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