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Denti e igiene orale: 4 mosse salva sorriso (e alito)

Spazzolino e dentifricio non bastano: per un sorriso sano servono anche le giuste scelte a tavola. Dalla routine del mattino ai cibi “amici”, ecco i consigli per un’igiene orale corretta e gli errori comuni da evitare

Foto: iStock



Lavarsi accuramente i denti, sì, ma non solo. L'igiene orale non si esaurisce nello spazzolamento, ma passa anche da scelte consapevoli e buone abitudini quotidiane. Dai cibi amici e nemici alla routine mattutina e serale, ecco alcuni consigli utili per un bel sorriso.


1. Sì a verdura e frutta. No a vino e agrumi

Tra i “cibi amici” dell'igiene orale rientrano frutta e verdura croccante, che stimolano la salivazione (tra le difese naturali più efficaci contro i batteri) e svolgono una lieve azione di “pulizia” meccanica sulle superfici dentali, massaggiando al tempo stesso le gengive.

Latticini e formaggi stagionati aiutano la remineralizzazione dello smalto e a riequilibrare il pH della bocca dopo i pasti grazie all’elevato contenuto di calcio e fosforo. Pollice su anche per tè verde, mirtilli e cioccolato fondente (almeno al 70%), che sono ricchi di polifenoli dall’azione antinfiammatoria e antibatterica.

Al contrario, tra i cibi che possono mettere alla prova l’igiene orale ci sono dolciumi e zuccheri (presenti anche in cibi salati confezionati, come le patatine), che nutrono i batteri della placca.

L'alcol riduce la produzione di saliva e rende la bocca più vulnerabile. Occhio anche a bevande zuccherate e gassate, che combinano zuccheri e acidità in un mix particolarmente aggressivo per lo smalto. Quest’ultimo può essere rovinato progressivamente anche da cibi e bevande molto acidi (come agrumi o vino), soprattutto se consumati frequentemente o lontano dai pasti.

Infine, bevande scure (come caffè, tè nero o vino rosso), frutti ricchi di pigmenti (come il melograno) o salse molto colorate possono macchiare i denti: meglio bere un bicchiere d’acqua dopo il consumo per ridurre residui e pigmentazioni e, quando possibile, utilizzare una cannuccia.

«Una menzione a parte merita la frutta secca a guscio, alimento salutare che nasconde un’insidia poco nota: i residui, che possono aderire con facilità agli spazi interdentali e alle superfici masticanti», aggiunge il dottor Sebastian Lalinde, igienista dentale e coordinatore del Team igiene dentale di Brush, nuovo studio dentistisco di Milano. «Questi, se non rimossi correttamente, possono fermentare e diventare sorprendentemente cariogeni, talvolta più degli zuccheri semplici, perché più difficili da eliminare con la sola saliva».


2. La routine della mattina e della sera

Le routine di igiene orale del mattino e della sera rispondono a esigenze diverse e, per essere davvero efficaci, andrebbero gestite con qualche accortezza specifica.

Al mattino, l’obiettivo principale è rimuovere i batteri accumulati durante la notte e preparare la bocca alla giornata: durante il sonno, infatti, la produzione di saliva diminuisce e il pH orale si abbassa, creando un ambiente più favorevole alla proliferazione batterica.

Per questo motivo è consigliabile lavare i denti prima di fare colazione, così da eliminare la placca e proteggere lo smalto prima di assumere cibi o bevande acide. Dopo colazione, è sufficiente sciacquare la bocca con acqua, un gesto semplice che aiuta a rimuovere eventuali residui e a riequilibrare il pH senza stressare lo smalto.

La sera, invece, la pulizia deve essere più accurata e completa, dato che durante la notte la salivazione si riduce, rendendo denti e gengive più vulnerabili. Via libera quindi a spazzolamento (anche della lingua, leggi alla fine dell'articolo), pulizia degli spazi interdentali con filo o scovolino.


3. Quando lavarsi i denti dopo i pasti

Alcune abitudini quotidiane, spesso considerate segni di attenzione all’igiene orale, possono rivelarsi controproducenti se ripetute nel tempo. Un esempio comune è spazzolare i denti con troppa forza o utilizzare uno spazzolino dalle setole ecessivamente dure: la pressione eccessiva può consumare progressivamente lo smalto e favorire la recessione gengivale, meglio puntare sulla tecnica, anziché sull’energia.

Anche l’uso abituale dello stuzzicadenti è sconsigliato, perché può traumatizzare le gengive e spingere i residui di cibo ancora più in profondità negli spazi interdentali. Per una pulizia efficace e sicura, è sempre preferibile ricorrere a filo interdentale o scovolini.

Un altro errore frequente riguarda il lo spazzolamento dopo i pasti. Lavarsi i denti subito dopo aver consumato cibi o bevande acide può aumentare il rischio di erosione dello smalto, che in quella fase è temporaneamente più vulnerabile. Buona pratica è attendere almeno 20–30 minuti prima di usare lo spazzolino e, nell’attesa, sciacquare la bocca con acqua o masticare un chewing gum senza zucchero e con xilitolo, che aiuta a stimolare la salivazione e a riequilibrare il pH.


4. Pulizia della lingua

La pulizia della lingua è una parte dell’igiene orale spesso trascurata, ma che riveste un ruolo importante nel mantenere l’equilibrio della bocca e prevenire problemi comuni come alito cattivo e accumulo di batteri.

La sua superficie, naturalmente rugosa, tende infatti a trattenere residui di cibo, cellule morte, microrganismi e batteri, che nel tempo possono formare la tipica patina biancastra visibile soprattutto al risveglio. Il metodo più efficace per pulire la lingua è utilizzare un puliscilingua o nettalingua, uno strumento semplice ma specifico, da usare con movimenti delicati dalla base verso la punta, una o due volte al giorno, preferibilmente al mattino.

In alternativa, è possibile utilizzare anche lo spazzolino, purché con estrema delicatezza, per evitare irritazioni o il riflesso del vomito.


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