- 1. Con il sole l’acne migliora
- 2. Dopo i 25 anni, è uguale a quella degli adolescenti
- 3. È bene schiacciare subito i brufoli
- 4. L’acne è ereditaria e viene solo a chi l’ha già avuta da giovane
- 5. Non può venire dopo la menopausa
- 6. La terapia sostitutiva ormonale protegge dall’acne
- 7. Le donne che hanno preso la pillola per anni sono protette
- 8. L’unica cura efficace è quella a base di retinoidi orali
- 9. Per pulire le parti colpite ci vuole poco detergente delicato
- 10. Ci si può abbronzare, basta usare una crema protettiva
- 11. Per prevenirla sono utili gli integratori per la pelle
- 12. Il bagno in mare asciuga i brufoli
- 13. Non esistono alimenti vietati, a parte il salame e il cioccolato
- 14. Fumo e alcol sono i nemici numeri uno sempre
- DUE DRITTE IN PIÙ
I brufoli, dannazione di tanti adolescenti, a volte ritornano. E non in zona teen, ma anche a 30, 40, persino dopo i cinquant’anni, soprattutto nelle donne e nel periodo che prelude o accompagna la menopausa. «È la cosiddetta acne tardiva, e non è detto che sia una recidiva “lontana” di chi ha avuto il problema a scuola: infatti colpisce anche chi non ha mai dovuto schiacciare neanche un brufolino», ci racconta il dottor Giovanni Chiarelli, dermatologo all’Ospedale San Raffaele di Milano.
«È una manifestazione cutanea che mette in crisi molte donne. Penso anche a quelle che hanno preso la pillola contraccettiva proprio per eliminarla e ora devono sospenderla perché si avvicinano al famoso “addio degli estrogeni” (i ginecologi richiedono un periodo di stop per fare i controlli ormonali), ritrovandosi con comedoni e pustole come se dovessero tornare al liceo».
Pensi che in questa stagione il sole e i raggi UV folgoreranno tutti i punti rossi e gialli, seccandoli e spazzandoli via dal viso, lasciando solo il bello dell’abbronzatura? È la più diffusa delle false credenze che circondano il revival della più famosa affezione della pelle. Ci aiuta a fare chiarezza il nostro esperto.
1. Con il sole l’acne migliora
«No, peggiora. All’inizio le cose sembrano andare meglio se si hanno già i primi segni dell’acne tardiva (mini brufoli sul mento e sul collo), perché i raggi UV disinfiammano e sono dei naturali antibatterici, asciugando la pelle che risulta più secca. Anche la prima colorazione cutanea maschera un po’ il rossore tipico dell’infiammazione locale al suo esordio, ma l’effetto “miglioramento” dura solo qualche giorno, al massimo un po’ più di una settimana.
Poi avviene un effetto rebound: i raggi ispessiscono la pelle e i pori si ostruiscono più facilmente creando i comedoni (i caratteristici punti bianchi o neri). La secrezione sebacea aumenta e l’infiammazione cutanea prende il sopravvento. I dati di diverse Società scientifiche italiane di dermatologi riportano un peggioramento dell’acne post-estiva in almeno sei persone su dieci».
2. Dopo i 25 anni, è uguale a quella degli adolescenti
«È per certi versi simile, ma invece di essere connotata soprattutto da brufoli che compaiono nella zona a T del viso, quindi fronte, naso e guance, l’acne tardiva si esplicita con pustole prima rosse e poi con la punta gialla, concentrate sulla zona del mento e del collo (anche sotto). Seguono papule e noduli sottopelle, che talvolta danno anche prurito o dolore al tatto. Le lesioni, nei casi più gravi, possono colpire anche il petto, la schiena e le spalle».
3. È bene schiacciare subito i brufoli
«No, perché si crea ancora più infiammazione locale. Inoltre la pelle dell’adulto ha una capacità riparativa minore di quella dei giovani, quindi c’è il rischio di lasciare macchie e cicatrici. Bisogna puntare sulla cura e la detersione specifiche».
4. L’acne è ereditaria e viene solo a chi l’ha già avuta da giovane
«È vero, esiste un’ereditarietà, ma questo tipo di acne può interessare anche chi non ha mai avuto la forma giovanile e apparire dopo i trent’anni. Di solito colpisce soprattutto le donne dai 25 ai 35 anni d’età».
5. Non può venire dopo la menopausa
«Errore: può venire dopo ma anche nel periodo che la precede, quello definito perimenopausale. Il cambiamento ormonale infatti può indurre una sorta di alterazione della composizione del sebo e nel ricambio della pelle, e poi la netta diminuzione degli estrogeni (soprattutto l’estradiolo) sbilancia l’equilibrio degli ormoni a favore di quelli maschili, gli androgeni, che stimolano le ghiandole sebacee a produrre più sebo».
6. La terapia sostitutiva ormonale protegge dall’acne
«No, se non è accompagnata da una terapia orale antiandrogena, dato che sono proprio gli ormoni maschili il motivo scatenante dell’acne tardiva dopo una certa età».
7. Le donne che hanno preso la pillola per anni sono protette
«No, ci sono delle recidive dell’acne che possono essere curate con dei farmaci, per esempio i retinoidi orali derivati dalla vitamina A, come l’isotretinoina. Essendo teratogeni (possono dare cioè problemi in gravidanza al feto), devono essere associati a un contraccettivo.
8. L’unica cura efficace è quella a base di retinoidi orali
«Se il problema sono soprattutto le pustole, si può fare una terapia antibiotica per 2-3 mesi (di solito tetracicline) sia topica che orale. In questi casi occorre pensare anche alla salute del microbiota cutaneo e intestinale, aggiungendo fermenti lattici specifici prescritti dal dermatologo per tutta la durata della cura».
9. Per pulire le parti colpite ci vuole poco detergente delicato
«No, ci vuole un detergente antisettico specifico per l’acne tardiva (deve essere scritto sulla confezione) da usare almeno due volte al giorno, mattina e sera. Il dermatologo deciderà, caso per caso, se aggiungere prodotti a base di acido azelaico e acido salicilico».
10. Ci si può abbronzare, basta usare una crema protettiva
«Sì, ma bisogna usare una crema specifica, non una qualsiasi. Deve essere molto fluida con protezione 50 e va utilizzata per tutta la durata dell’esposizione. Quindi l’abbronzatura sarà molto graduale e non intensa (dipende dal fototipo). Il prodotto non deve essere comedogenico, quindi oil free (leggi l’etichetta), e va riapplicato senza saltare le tempistiche ogni due ore, dopo il bagno o la doccia o se si suda molto. Attenzione se si è sotto terapia perché i retinoidi irritano di più la pelle che va ancora più protetta (anche di sera) e gli antibiotici sono fotosensibilizzanti con maggior rischio di eritema. La pillola invece può dare il melasma (macchie su zigomi, fronte e labbro superiore) se non si usano filtri SPF 50+ tutti i giorni».
11. Per prevenirla sono utili gli integratori per la pelle
«Dipende. Si è visto, in alcuni casi, che prodotti ricchi di vitamina B e soprattutto vitamina B12 possono addirittura esacerbare l’acne tardiva, e quindi in questi casi vanno sospesi».
12. Il bagno in mare asciuga i brufoli
«No, ma il sale non fa male. A patto di fare subito la doccia, rimettere i prodotti antisettici e la protezione».
13. Non esistono alimenti vietati, a parte il salame e il cioccolato
«La nocività di salame e cioccolato è stata molto ridimensionata dalle evidenze scientifiche, anche se non ci sono soggetti acneici più sensibili a questi due tipi di alimenti. In realtà ciò che va evitato nell’acne tardiva è il latte di mucca, i latticini e tutto ciò che contiene il primo tipo di cibo (quindi anche il cioccolato al latte)».
14. Fumo e alcol sono i nemici numeri uno sempre
«Il fumo non è “amico” di nessun organo del nostro corpo (men che meno la pelle), l’alcol solo se il suo consumo non è moderato ma giornaliero. L’aperitivo del weekend è quindi tollerato. Per l’acne tardiva è la frequenza del consumo che fa la differenza, non qualche brindisi».
DUE DRITTE IN PIÙ
- Non scambiarla per rosacea. Pelle secca e sensibile, arrossata soprattutto sulle guance, papule e pustole. «Molti di questi sintomi farebbero pensare a un’acne tardiva ma non è così», spiega il nostro dermatologo. «Nella rosacea il rossore è di fondo, cioè non superficiale e concentrato intorno ai brufoli, ma anche le pustole sono molto piccole e poco profonde. Non ci sono poi i comedoni, cioè punti neri o bianchi: prevale il rossore diffuso». Anche la terapia è diversa: si usa il metronidazolo in crema per l’infiammazione e l’ivermectina per debellare il Demodex, l’acaro che colonizza i follicoli o le ghiandole sebacee del viso.
- Ogni stress, un foruncolo. Una delle cause più importanti dell’apparizione e/o peggioramento dell’acne tardiva è lo stress. «Perché aumenta la produzione di cortisolo, quindi il livello di ormoni androgeni e la tendenza a formare pustole», sottolinea il dottor Giovanni Chiarelli. «Nella fase di stress possono aumentare sia il numero che la gravità delle lesioni e l’infiammazione cutanea». Che fare? L’unico stress che si può evitare è soprattutto quello indotto dagli altri, quindi evitiamo “cattive” compagnie e persone che anche in vacanza amano raccontare di problemi e malattie o sono spiacevoli e irritanti. Poi puntiamo sull’attività fisica regolare all’aria aperta: abbassa il cortisolo e l’infiammazione. Lo yoga, la camminata con respirazione all’aperto in riva al mare o nel bosco (ma in qualsiasi piacevole ambiente naturale) aiutano molto: bastano dai 20 ai 45 minuti quotidiani. Allenamenti intensi, troppo prolungati e competitivi invece sono controindicati.

