Perché l’Herpes labiale torna proprio d’estate. Il sole ha un ruolo preciso 

L’esposizione ai raggi UV può favorire la riattivazione dell’herpes labiale, ma con le giuste strategie è possibile ridurre il rischio di recidive. Dall’alimentazione alla fotoprotezione, ecco come proteggere le labbra e intervenire ai primi segnali

Perché l’Herpes labiale torna proprio d’estate. Il sole ha un ruolo preciso 
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Con l’arrivo dell’estate, per molte persone torna un fastidio ben noto: l’herpes labiale. Proprio nei mesi associati a sole, vacanze e vita all’aria aperta, questo disturbo tende infatti a riacutizzarsi con maggiore facilità, spesso in modo imprevedibile e ricorrente.

Il quadro iniziale è piuttosto tipico. Prima che compaiano le lesioni visibili, si avverte una sensazione localizzata di formicolio, pizzicore o lieve bruciore sul bordo del labbro. Poi, nelle ore o nei giorni successivi compaiono delle piccole vescicole ravvicinate, che evolvono in crosticine prima della guarigione. Ma perché il virus tende a riattivarsi proprio in questo periodo dell’anno? L’esposizione al sole è un fattore scatenante? Quali accorgimenti possono aiutare a prevenirne la comparsa?

Perché il virus dell’Herpes si riattiva

L’herpes labiale non è una nuova infezione che si contrae ogni volta. «Nella maggior parte dei casi, il contagio avviene una sola volta, spesso già durante l’infanzia», spiega il dottor Andrea G. Di Stefano, dermatologo al G.B. Mangioni Hospital di Lecco. «Da quel momento il virus non viene eliminato dall’organismo: si rifugia nei gangli nervosi, piccole strutture del sistema nervoso dove può restare inattivo anche per anni senza dare alcun segno di sé».

Quasi sempre il responsabile è l’Herpes simplex virus 1 (HSV-1), presente in una larga parte della popolazione mondiale. Più raramente può essere coinvolto anche l’Herpes simplex virus 2 (HSV-2), associato prevalentemente all’herpes genitale ma in grado, talvolta, di interessare anche la regione delle labbra. «La sola presenza del virus, però, non basta a determinare la malattia», sottolinea l’esperto. «Molte persone convivono con l’infezione senza mai sviluppare lesioni evidenti, mentre altre vanno incontro a episodi ricorrenti».

Finché il sistema immunitario mantiene un buon controllo, il virus resta in fase di latenza. Quando questo equilibrio si altera, però, l’HSV può “risvegliarsi”, risalire lungo le fibre nervose e raggiungere la pelle del labbro, dove dà origine alle tipiche vescicole.

Altri fattori che favoriscono la riattivazione dell’Herpes

«A favorire questa riattivazione possono essere diversi fattori», osserva il dottor Di Stefano. «Tra i più comuni rientrano stress psicofisico, stanchezza, infezioni febbrili, cambiamenti ormonali, carenze nutrizionali e momentanei cali delle difese immunitarie. Anche la predisposizione individuale gioca un ruolo: in alcune persone la risposta immunitaria locale è meno efficace, rendendo più probabili le recidive».

Un altro elemento da non sottovalutare è la condizione della pelle. Chi presenta una barriera cutanea più fragile, come nel caso della dermatite atopica, può risultare più esposto agli agenti esterni, compresi i virus. Non si parla di una vera immunodepressione, ma di una minore capacità della cute di proteggersi in modo efficace.

«Su questo terreno possono poi inserirsi fattori ambientali», aggiunge il dermatologo. «E proprio durante l’estate entra in gioco uno dei principali trigger: l’esposizione ai raggi ultravioletti, che può contribuire alla riattivazione del virus e alla comparsa delle lesioni tipiche sulle labbra».

Il ruolo dei raggi ultravioletti: come il sole favorisce l’herpes

I raggi ultravioletti, soprattutto quando l’esposizione è intensa o prolungata, possono mettere la pelle sotto stress. Uno degli effetti principali è l’aumento dello stress ossidativo, una condizione in cui si produce un eccesso di radicali liberi, molecole instabili che, se non adeguatamente neutralizzate, possono danneggiare cellule e tessuti.

«Le conseguenze non si limitano al danno cellulare», tiene a precisare il dottor Di Stefano. «Lo stress ossidativo altera anche il delicato equilibrio del sistema immunitario cutaneo, coinvolgendo sia i cheratinociti, le cellule che formano la maggior parte dell’epidermide, sia le cellule di Langerhans, che svolgono un ruolo di “sentinelle immunitarie” della pelle. Sono loro a riconoscere la presenza di virus e altri agenti potenzialmente pericolosi e ad avviare la prima risposta di difesa».

Quando questa rete di sorveglianza si indebolisce, l’Herpes simplex virus 1 può approfittarne. Più che una causa diretta, dunque, il sole agisce come un fattore scatenante: crea un contesto biologico favorevole alla riattivazione di un virus già presente nell’organismo, che rimane silente finché le condizioni immunitarie restano in equilibrio.

Alimentazione e difese immunitarie: il corpo si prepara anche a tavola

Anche lo stato di salute generale dell’organismo influenza la capacità di mantenere il virus dell’Herpes labialis in fase di latenza. E l’alimentazione, in questo equilibrio, può dare un contributo concreto.

Seguire una dieta varia ed equilibrata aiuta infatti a sostenere le naturali difese del corpo. Un adeguato apporto di proteine di qualità, presenti in pesce, carni bianche, uova e legumi, fornisce i “mattoni” necessari per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Altrettanto importanti sono vitamine e minerali come vitamina C, vitamina E e zinco, nutrienti coinvolti sia nella risposta immunitaria sia nella protezione dallo stress ossidativo provocato dai raggi ultravioletti.

Un ruolo prezioso lo svolgono anche frutta e verdura di stagione e l’olio extravergine d’oliva, ricchi di sostanze antiossidanti che aiutano a contrastare l’eccesso di radicali liberi e a limitare i danni cellulari indotti dal sole. Non esistono, però, alimenti “anti-herpes”: il beneficio deriva dall’insieme delle buone abitudini alimentari, che contribuiscono a mantenere l’organismo in equilibrio e più preparato ad affrontare gli stress ambientali.

Negli ultimi anni la ricerca ha inoltre approfondito il possibile ruolo di alcuni amminoacidi. «La lisina è stata studiata per un potenziale effetto nel limitare la replicazione del virus, mentre un elevato apporto di arginina potrebbe, in alcuni soggetti predisposti, favorire le recidive», spiega il dottor Di Stefano. Da qui nasce il consiglio, soprattutto nei periodi in cui l’herpes tende a ripresentarsi, di non eccedere con alimenti particolarmente ricchi di arginina, come cacao, cioccolato e frutta secca.

Su questo aspetto, però, gli studi disponibili non hanno ancora fornito risultati definitivi. Gli esperti invitano a evitare restrizioni alimentari immotivate: la strategia più efficace resta quella di seguire un’alimentazione completa, varia e bilanciata, capace di sostenere il sistema immunitario nel suo complesso piuttosto che puntare su singoli alimenti o nutrienti.

La protezione delle labbra è fondamentale, ma non basta da sola

In estate c’è un’altra strategia che non dovrebbe mai mancare: proteggere le labbra dal sole. Un gesto semplice, spesso sottovalutato, che può fare la differenza. Le labbra, infatti, sono tra le aree più delicate del corpo: la pelle che le riveste è sottile, povera di melanina e quindi particolarmente vulnerabile ai danni provocati dai raggi ultravioletti. Per questo meritano la stessa attenzione riservata al viso e alle altre zone esposte durante l’esposizione al sole.

Tra le strategie preventive più efficaci c’è l’utilizzo di uno stick labbra con un elevato fattore di protezione solare. Va applicato prima di esporsi ai raggi UV e riapplicato più volte nel corso della giornata, soprattutto dopo il bagno in mare o in piscina, dopo un’intensa sudorazione o dopo aver mangiato e bevuto. In questo modo si limita l’impatto dei raggi ultravioletti, uno dei principali fattori in grado di favorire la riattivazione del virus.

La fotoprotezione, inoltre, non serve soltanto a ridurre il rischio di recidive dell’herpes labiale. Proteggere le labbra significa anche preservarne la salute nel tempo, limitando i danni cronici provocati dal sole, come l’invecchiamento precoce della pelle, la cheilite attinica – una lesione precancerosa legata all’esposizione solare cronica – e, nel lungo periodo, alcune forme di tumore della pelle del labbro. Un piccolo gesto quotidiano che, soprattutto nei mesi estivi, rappresenta un investimento concreto per la salute.

Cosa fare quando compare il primo pizzicore

Quando compare il caratteristico pizzicore sul labbro, è importante non aspettare. Nella maggior parte dei casi, l’herpes labiale è preceduto da una fase di avviso, detta prodromica, durante la quale si avvertono i primi fastidi. Intervenire tempestivamente può contribuire a limitare la replicazione del virus e ad attenuare l’evoluzione delle lesioni.

Nelle persone che soffrono di episodi frequenti o particolarmente estesi, il medico può prescrivere una terapia antivirale, disponibile sotto forma di crema oppure, nei casi più importanti, in compresse. Questi farmaci non eliminano il virus dall’organismo, ma ne bloccano la replicazione, riducendo la durata dell’episodio e l’intensità dei sintomi, soprattutto se il trattamento viene iniziato ai primi segnali.

Gli altri prodotti per contrastare l’Herpes labiale

«Accanto ai farmaci possono essere utili anche prodotti con azione lenitiva e riparatrice, formulati con ingredienti emollienti e antiossidanti, come i tocotrienoli, una forma speciale ed estremamente potente di vitamina E, molto efficaci nel contrastare l’infiammazione e i danni cutanei da stress ossidativo», consiglia il dottor Di Stefano. «La scelta del trattamento più adatto dovrebbe comunque essere concordata con il medico o con il farmacista, soprattutto in caso di recidive ricorrenti».

Quando le vescicole sono già comparse, è consigliabile evitare l’esposizione diretta al sole, poiché i raggi UV possono accentuare l’infiammazione e rallentare il processo di guarigione.

È inoltre importante non toccare né rompere le lesioni, lavare accuratamente le mani dopo aver applicato eventuali prodotti ed evitare di condividere asciugamani, bicchieri, posate o altri oggetti personali, per ridurre il rischio di trasmettere il virus ad altre persone. «Come rimedio SOS, possono essere utili i patch a base di acido ialuronico, che aiutano a proteggere la lesione, favoriscono una migliore igiene della zona e offrono un sollievo immediato dal fastidio», suggerisce l’esperto.

«Anche se non esiste una strategia capace di eliminare definitivamente il virus, la combinazione di piccoli gesti quotidiani può fare davvero la differenza», conclude l’esperto. «Prendersi cura della propria salute, proteggere le labbra durante l’esposizione al sole e intervenire ai primi sintomi significa aumentare le probabilità di trascorrere l’estate senza che l’herpes labiale rovini giornate di relax, sport e vacanze. Perché, anche quando il virus resta nell’organismo, nella maggior parte dei casi è possibile tenerlo sotto controllo e vivere la bella stagione con maggiore tranquillità».