Penélope Cruz e l’aneurisma: «Stavo morendo sul set». Cause e segnali da non sottovalutare

Il giallo di Penélope Cruz: a Cannes l’attrice ha raccontato di aver ricevuto una diagnosi di aneurisma cerebrale, mentre era sul set. L’esperto spiega come prevenire e chi è più a rischio per questa patologia

Penélope Cruz e l’aneurisma: «Stavo morendo sul set». Cause e segnali da non sottovalutare
Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

«È stato l’episodio più surreale della mia vita. Ho cominciato a piangere mentre ero al trucco, cercando di non rovinarlo. Non sapevo se era verità o finzione, era qualcosa di surreale. Forse stavo morendo, e c’era la vita accanto a me, sul set. Poi il colpo di scena: per fortuna si trattava solo un falso allarme». Penélope Cruz racconta in conferenza stampa durante la presentazione al Festival di Cannes del suo ultimo film, La Bola Negra, della diagnosi (per fortuna non confermata) di aneurisma cerebrale mentre si trovava sul set.

Tra lo stupore generale, tutti si aspettavano che parlasse solo della pellicola, l’attrice ha rivelato quello che è stato il momento più brutto della sua vita. Penélope Cruz ha raccontato che poco prima dell’inizio del film, si era sottoposta ad alcuni esami di controllo di routine e che, proprio alla vigilia di una scena particolarmente impegnativa, il medico le aveva diagnosticato un aneurisma cerebrale.

«Ho cominciato a piangere», rivela, ma al tempo stesso si dovevano continuare le riprese. Quindi la richiesta al medico se poteva ballare. Una situazione “surreale”, come lei la definisce. Poi ulteriori accertamenti hanno escluso l’aneurisma. Era stato un falso allarme.

Cos’è l’aneurisma cerebrale

Spesso definita come una “bomba a orologeria” nel cervello, questa patologia colpisce senza manifestare alcun segnale premonitore. Un aneurisma cerebrale è una dilatazione anomala o un rigonfiamento della parete di un’arteria all’interno del cervello. Questa deformazione si sviluppa solitamente nei punti in cui i vasi sanguigni si ramificano, zone in cui la parete arteriosa è fisiologicamente più debole e soggetta alla pressione del flusso sanguigno.

Due le condizioni possibili di questa patologia che definiscono l’urgenza medica:

  • Aneurisma non rotto: spesso asintomatico, viene scoperto casualmente durante esami diagnostici eseguiti per altre ragioni (come una risonanza magnetica per forti emicranie).
  • Aneurisma rotto: una vera e propria emergenza medica. La rottura causa un’emorragia subaracnoidea (sanguinamento nello spazio tra il cervello e i tessuti circostanti), che richiede un intervento neurochirurgico immediato.

Le cause dell’aneurisma e i fattori di rischio

Non esiste una singola causa scatenante, ma una combinazione di fattori genetici, ambientali e legati allo stile di vita che indeboliscono le pareti arteriose nel tempo. Tra i principali fattori di rischio l’ipertensione arteriosa: la pressione alta esercita una forza sulle pareti dei vasi, accelerandone il logoramento.

Un altro fattore di rischio da non sottovalutare è il fumo di sigaretta, che danneggia il rivestimento interno dei vasi sanguigni e aumenta il rischio di rottura. Anche l’abuso di alcol e sostanze possono essere implicati. Importante il fattore ereditario: chi ha familiari di primo grado colpiti ha un rischio superiore.

I sintomi dell’aneurisma cerebrale

Un aneurisma cerebrale raramente dà sintomi, a meno che non raggiunga dimensioni tali da comprimere i nervi cranici circostanti, causando palpebra calante, visione doppia o dolore sopra l’occhio.

Essendo spesso una patologia “silenziosa”, è possibile sbagliare o ritardare la diagnosi di un aneurisma. I sintomi iniziali (come mal di testa o dolori addominali) possono essere confusi con disturbi meno gravi. Molti aneurismi, soprattutto cerebrali, non danno alcun segnale finché non si rompono.

I sintomi di un aneurisma che sanguina leggermente o si ingrossa (cefalee a “rombo di tuono”, rigidità nucale) possono essere scambiati per una semplice emicrania o un’influenza. 

Cosa accade con la rottura dell’aneurisma

Quando un aneurisma si rompe, si ha infatti la “cefalea a rombo di tuono”: un mal di testa improvviso e lancinante.

A questo si associano rapidamente: nausea e vomito, difficoltà a piegare il collo in avanti, sensibilità estrema alla luce, visione offuscata o doppia, confusione mentale, convulsioni o perdita di coscienza.

I dati sulla mortalità per aneurisma

L’aneurisma dell’aorta addominale ha una mortalità devastante che oscilla tra l’80% e il 90%. Circa l’80% dei pazienti muore prima dell’arrivo in ospedale. La rottura dell’aneurisma cerebrale porta a perdita di sangue nel cervello e, successivamente, a ictus di tipo emorragico.

L’ictus emorragico richiede il soccorso immediato del paziente. Il 20-30% delle persone che subiscono la rottura di un aneurisma muore prima di raggiungere l’ospedale; il 50% muore entro 30 giorni dall’evento. Se l’aneurisma non si rompe ma è di grandi dimensioni, può comprimere i nervi cranici o le aree motorie del cervello, causando paralisi facciale, debolezza o problemi di motilità oculare.

Come si cura l’aneurisma cerebrale

La terapia dipende dallo stato dell’aneurisma. Se l’aneurisma è rotto, sono necessari l’ospedalizzazione immediata in terapia intensiva e intervento chirurgico.

Per gli aneurismi non rotti e di piccole dimensioni, i medici fanno il semplice monitoraggio periodico, associato al controllo della pressione sanguigna.

Prevenzione, la parola dell’esperto

«Non esiste una vera prevenzione per la formazione degli aneurismi, esiste sicuramente la possibilità di ridurre significativamente la loro rottura adottando alcuni comportamenti e controlli clinici mirati», spiega il medico neurologo, Ada Francia.

Alcune indicazioni utili: tenere la pressione sotto controllo, seguendo le indicazioni del medico, è fondamentale per proteggere i vasi sanguigni. Smettere di fumare è una delle scelte più importanti per la salute del cervello e del cuore. Un’alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e la riduzione del consumo di alcol aiutano a mantenere i vasi sanguigni in buona salute.

Attenzione alla familiarità: chi ha casi di aneurisma in famiglia dovrebbe parlarne con il medico. In alcune situazioni, lo specialista può consigliare esami di controllo specifici, come risonanza magnetica o angio-RM.