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Sos influenza stagionale: le risposte ai dubbi più comuni

Si ripresenta, puntuale, ogni anno eppure qualche dubbio su come gestirla (o evitarla) c’è sempre. Dai segnali per riconoscerla ai rimedi utili, il vademecum degli esperti per affrontare l’influenza stagionale

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È un grande classico dell’inverno, eppure quando si presenta solleva sempre qualche dubbio sulla sua corretta gestione. Parliamo dell’influenza stagionale, con cui ancora moltissime persone stanno facendo i conti.

Raffreddore, mal di gola e tosse sono i sintomi più comuni, ma non sempre è facile distinguere la vera influenza da altri tipici malanni stagionali. In inverno, infatti, si registra un aumento della circolazione di diversi agenti patogeni respiratori, che possono essere virus o batteri - spiega l'Istituto Superiore di Sanità. L’influenza è uno di questi, ma fra quelli ormai diffusi ci sono anche il ben noto SARS-CoV-2, il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), i Rhinovirus (responsabili del comune raffreddore) e altri.

Perché ci si ammala di più in inverno?

Sebbene i virus respiratori come l’influenza siano presenti tutto l’anno, in inverno, complici ambienti chiusi, temperature basse e maggiore vicinanza tra le persone, si diffondono più facilmente. 

L’incidenza delle infezioni si verifica in genere tra fine dicembre e fine febbraio, anche se - precisa ancora l’ISS - è importante notare che, una volta superato il cosiddetto e ben noto picco, le infezioni non diminuiscono bruscamente, e anche nelle settimane successive il livello rimane alto, scendendo gradatamente.

Influenza stagionale: a che punto siamo?

Secondo i dati dell’ultimo aggiornamento della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, l’influenza è entrata nella sua fase centrale. Saperla riconoscere, puntare sulle terapie giuste e sulle corrette misure di prevenzione,  può essere quindi importante.

Proprio su questi aspetti è intervenuta la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), fornendo alcune indicazioni utili e rispondendo ai dubbi più comuni.

Influenza: quali sono i sintomi?

Raffreddore, mal di testa, dolori articolari, tosse, mal di gola e febbre sono i sintomi principali delle sindromi influenzali.

Possono durare pochi giorni, ma spesso persistono anche più a lungo (anche 2-3 settimane per tosse e rinorrea), cosa che è comunque autolimitante e generalmente non deve spaventare.

Febbre alta: perché succede?

La febbre alta è tra i sintomi dell'influenza che più spesso mette in allarme. Tuttavia, rassicurano  gli esperti SIMG, una temperatura corporea elevata non è necessariamente un indicatore di gravità della patologia, ma piuttosto di una valida risposta dell’organismo all’infezione.

Se la temperatura si mantiene elevata per numerosi giorni oppure non risponde ai comuni antipiretici, è però importante rivolgersi al medico.

Quali terapie sono utili per linfluenza?

Anche per quanto riguarda farmaci e terapie, i dubbi sono spesso molti. Cosa è davvero efficace in caso di influenza? La raccomandazione è di puntare su terapie che intervengano sui sintomi.

Il paracetamolo può essere molto efficace sia come analgesico che come antipiretico - spiegano i medici SIMG - anche perché, se usato nelle dosi consigliate, è in genere privo di importanti effetti collaterali. Per quanto riguarda gli antinfiammatori non steroidei, usati per trattare le flogosi delle alte vie aeree, ovvero le infiammazioni che colpiscono naso, faringe e tonsille (come ketoprofene sale di lisina, flurbiprofene, ibuprofene a basso dosaggio, aspirina e altri), è importante - raccomando invece gli esperti - valutare l’eventuale profilo di rischio cardiovascolare, renale e gastrico di ogni paziente, soprattutto  in caso di automedicazione con “formulazioni da banco”. Questi farmaci possono comunque essere assunti in forma topica (spray orali, collutori) per combattere le faringiti.

In caso di tosse, soprattutto se stizzosa che disturba il sonno notturno, può essere utile assumere antitussivi (facendo attenzione all’azione sedativa di alcuni di essi). Consigliati anche i decongestionanti nasali in caso di rinorrea molto intensa. E i cortisonici? Meglio evitare, in quanto interferiscono con le difese immunitarie e aumentano il rischio di complicanze.

Influenza stagionale: può servire lantibiotico?

Trattandosi di un’infezioni di tipo virale, gli antibiotici, che agiscono solo contro i batteri, non sono indicati in caso di influenza.

Assumerli senza indicazione medica non solo è inutile - sottolinea anche l’ISS - ma può contribuire a favorire la resistenza batterica, rendendo più difficile curare eventuali infezioni future. È importante usarli solo quando il medico li prescrive per infezioni batteriche confermate.  

È ancora utile vaccinarsi?

Nel pieno della stagione influenzale, è ancora importante cercare di rafforzare le misure di prevenzione e di contenimento dell’infezione, spiegano gli esperti della SIMG.

In primo luogo, la vaccinazione antinfluenzale, che risulta ancora disponibile presso gli ambulatori dei medici di medicina generale ed è ancora utile per una copertura efficace della coda lunga dell’epidemia stagionale.

Oltre al vaccino, cosa si può fare per evitare il contagio?

Mantenere il distanziamento sociale e utilizzare le mascherine, in particolare nei luoghi affollati ed in presenza di soggetti fragili anche a casa, oltre a seguire le buone e comuni norme igieniche, restano poi misure di prevenzione fondamentali.

Senza dimenticare la corretta idratazione, utile sia per prevenire l’influenza sia durante il decorso.


E il tampone?

Visto che insieme all’influenza, circola ancora anche il Covid, un dubbio frequente riguarda il tampone: può essere utile farlo?

A differenza del periodo pandemico, al momento non c’è nessuna imposizione di legge sull’uso dei tamponi, precisa l’Istituto Superiore di Sanità. Fare un tampone, per il Covid o per altri agenti patogeni, può essere però utile previa consultazione con il proprio medico di base o pediatra.  


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