Francesca Lollobrigida, primo oro olimpico per l’Italia (nonostante il virus)
Un’infezione virale nei mesi più importanti ha messa ko la campionessa di velocità sul ghiaccio. Ma lei non ha mollato. E ha vinto un meraviglioso oro alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Con figlio al seguito

Francesca Lollobrigida, l’oro azzurro alle Olimpiadi Milano Cortina nei 3000 metri di pattinaggio in velocità, la sua sfida l’ha vinta non solo sulla pista, ma anche contro un avversario forse più temibile delle concorrenti sportivi, un virus che ha messo in serio rischio il suo leggendario risultato sportivo. La vittoria nasce lontano dai riflettori, nei mesi bui di un anno difficilissimo, quando una infezione virale sembrava dovesse toglierle tutto, certezze, energie, sogni.
Quando il fisico non rispondeva ma la testa continuava a combattere. Lo sport mette sempre davanti a una scelta: lottare o cedere alla paura che sussurra di smettere. Sul ghiaccio a pattinare non era solo l’atleta, ma la forza di volontà che vince sul dolore.
Così a 35 anni Francesca Lollobrigida ha conquistato non solo l’oro ma il significato più profondo dello sport, ricordando che le grandi vittorie nascono sempre dalla scelta di non arrendersi ed andare avanti.
L’infezione virale che ha colpito Francesca Lollobrigida
Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, la campionessa azzurra è stata colpita da una severa infezione virale che ha messo seriamente a rischio la sua partecipazione ai Giochi Olimpici Milano Cortina. Lollobrigida ha confessato pubblicamente di aver vissuto mesi molto bui. Il virus le aveva tolto le energie necessarie per allenarsi.
«Il fisico non rispondeva», ha dichiarato. E questo l’aveva portata a dubitare di se stessa e a considerare il ritiro dalle competizioni. Solo poche settimane fa, a fine gennaio, aveva condiviso sui social la sua lotta contro la malattia, definendola un «KO nei mesi più importanti».
Ma nonostante non fosse salita sul podio per tutta la stagione, a causa dei postumi dell’infezione, ha trovato la forza di reagire e la sua storia ha avuto un lieto fine, regalandole nel giorno del suo compleanno la medaglia d’oro dei 3000 metri di pattinaggio in velocità, stabilendo il nuovo record olimpico.
Un simbolo di resilienza
Francesca Lollobrigida è diventata il simbolo della capacità di reagire anche alla malattia e ai momenti di fragilità.
Prima ha superato le difficoltà del rientro dopo la maternità (è la mamma del piccolo Tommaso dal 2023), poi la pesante infezione virale, giusto il tempo per l’appuntamento più importante della sua vita.
Cosa sappiamo dell’infezione
Lollobrigida non ha fornito dettagli molto chiari sulla natura del virus. L’ha descritta come una forma virale debilitante tipica dell’ambiente scolastico.
Pare lo abbia contratto tramite il figlio piccolo che lo ha preso all’asilo. Quando un virus colpisce un atleta le cui difese immunitarie sono messe a dura prova da allenamenti estremi, può avere effetti devastanti.
L’infezione ha causato un crollo fisico, impedendole di mantenere i ritmi necessari per la preparazione olimpica. Sono stati necessari mesi per smaltire gli effetti del virus.
Il recupero
Il recupero di Francesca Lollobrigida, sotto la guida del suo allenatore Maurizio Marchetto, è stato un capolavoro di gestione, basato molto sulla psicologia.
Se al mattino Francesca sentita spossatezza post virale, l’allenamento veniva trasformato in recupero attivo. Sono stati ridotti i chilometri in pista, puntando tutto su sessioni brevi ma ad altissima densità, per mantenere la scintilla muscolare.
Mentre le atlete arrivavano ai Giochi con una stagione intera sulle spalle, Francesca è arrivata fresca, seppure con pochi chilometri, sfruttando la memoria muscolare di anni di carriera e la rabbia agonistica accumulata durante la malattia.
Per contrastare i postumi del virus, lo staff medico ha lavorato intensamente sul sistema immunitario e sul recupero del peso forma, compromesso dal periodo di inattività forzata.
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