Immagina di andare dal tuo medico. Colpa dell’ipertensione, del diabete o del mal di schiena che non ti dà tregua. E di uscire dallo studio non con la classica “ricetta” per un farmaco, ma con la prescrizione per… praticare attività fisica. Fantasia da impallinati di fitness? Tutt’altro: si chiama “Esercizio Fisico Strutturato” ed è una realtà che in Italia sta prendendo sempre più piede, riconosciuta dalla scienza e anche dalla legge (come una vera e propria terapia non farmacologica). Per saperne di più, abbiamo chiesto a due pionieri del settore: Michele Felisatti e Luca Pomidori, docenti universitari, dottori di ricerca in scienze biomediche e, soprattutto, chinesiologi AMPA (specialisti in Attività Motoria Preventiva e Adattata).
Una bella e interessante novità di cui il dottor Felisatti ci parlerà anche durante la quarta edizione di I Feel Good, l’evento di Starbene e Donna moderna che si terrà a Milano il 10 e 11 ottobre, presso la Fondazione Catella. Vi aspettiamo numerosi, registratevi subito. Presto a questo link sarà disponibile anche il palinsesto completo degli appuntamenti, intanto, ecco cosa ci hanno raccontato i nostri esperti.
Il medico di base può prescrivere l’attività fisica
Il primo passo per accedere a questo percorso non si fa in tuta e scarpe sportive, ma nello studio del tuo medico di base, del pediatra o di uno specialista (come il cardiologo o l’ortopedico). «La Legge 36 del 2021 stabilisce chiaramente che i medici possono e devono prescrivere l’esercizio fisico ai pazienti con patologie croniche», ricorda Felisatti.
«Dopo la visita il medico compila un modulo specifico in cui indica le tue condizioni cliniche, le terapie farmacologiche che segui e fornisce indicazioni preziose (per esempio: “deve iniziare attività aerobica senza superare una determinata frequenza cardiaca”). Poi, con questo foglio, ti indirizza verso le cosiddette “Palestre della Salute”: strutture di natura non sanitaria specificamente pensate per accogliere persone che presentano patologie croniche o fattori di rischio, con l’obiettivo di migliorare o mantenere il loro stato di salute attraverso il movimento».
La palestra “sartoriale” su misura per te
Cosa ti aspetta quando varchi la soglia? Dimentica la classica scheda d’allenamento con cui vieni abbandonata a te stessa. Nelle Palestre della Salute il percorso è clinico e inizia senza toccare un attrezzo. «Prima di farti sudare, il tecnico ti accoglie in studio per una chiacchierata in cui raccoglie le indicazioni del medico e valuta la tua storia clinica», spiega Luca Pomidori.
Si passa poi alla pratica con un test d’ingresso: «Ti sottoponiamo a test motori semplicissimi, come farti alzare e sedere da una sedia, per misurare oggettivamente la tua reale capacità di esercizio e i tuoi limiti fisici», aggiunge l’esperto. A questo punto si inizia a fare sul serio (in genere due volte alla settimana), ma con un rito salvavita tassativo.
«Prima di ogni singola seduta facciamo un check iniziale in cui misuriamo pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione dell’ossigeno», precisa Pomidori. Se quel giorno sei particolarmente stressata o i valori fanno i capricci, la “dose” di allenamento viene modificata all’istante per farti lavorare in totale sicurezza.
Inoltre, in sala non sarai mai persa di vista: «Le persone sono seguite su ogni esercizio dai nostri tecnici. Non ti diamo la scheda per poi dirti di arrangiarti, ma controlliamo l’accuratezza e la sicurezza di ogni singolo movimento», rassicura Michele Felisatti. A fine seduta, ogni traguardo viene rigorosamente annotato: «Segniamo tutto quello che fai, diventiamo una sorta di “scatola nera” dei tuoi progressi, fornendo dati oggettivi che potranno poi essere valutati dal tuo medico curante per capire come sta andando la terapia», conclude l’esperto.
Movimento: si comincia in modo dolce e si procede per obiettivi
Una volta superati i test ci si rimbocca le maniche. Per rimettere in sesto cuore e pressione, o gestire la glicemia, si punta sull’attività aerobica dolce. «L’esercizio principe è la bicicletta, proposto per durare nel tempo con un impegno a intensità moderata», spiega Pomidori. Se hai problemi articolari, userai l’ergometro per le braccia, abbinandolo sempre ai carichi: «La combinazione tra esercizi aerobici e di forza è quella che poi funziona meglio».
Se invece l’obiettivo è spazzare via la stanchezza mentale o rallentare patologie neurodegenerative, il farmaco naturale è la camminata calibrata. «La ricetta consiste nel riuscire a fare tre o quattro camminate a settimana di un’ora, a sforzo medio-intenso», consiglia Felisatti. Il trucco è il talk test (parlare senza avere un fiatone severo) che dopo 35-40 minuti innesca «l’angiogenesi, ovvero la produzione di nuove arteriole a livello sistemico e nel cervello». Infine, se hai l’osteoporosi o perdi stabilità, lavorerai sulla “forza” tramite squat dolcissimi (imparando ad alzarti e sederti). «È l’attrazione del muscolo sull’osso che favorisce il deposito del calcio», avverte Pomidori. Il tutto si traduce in «esercizi di equilibrio con elastici, replicabili a casa, in grado di migliorare la sicurezza e fare le scale senza fatica», conclude Felisatti.

Un problema, due alternative
Se il medico ti prescrive il movimento, potresti ritrovarti due sigle stabilite dalla Legge 36. È fondamentale capire la differenza per sapere cosa ti stanno “somministrando”:
A.F.A. (Attività Fisica Adattata): è un corso di gruppo dove i partecipanti hanno più o meno lo stesso problema (per esempio, un gruppo di persone con la lombalgia cronica). Si eseguono esercizi mirati per quel problema, ma il protocollo è uguale per tutti, senza una personalizzazione profonda.
E.F.S. (Esercizio Fisico Strutturato): è il servizio premium, un’attività altamente individualizzata creata appositamente dopo i tuoi test motori. «La differenza è la stessa che passa tra un capo comprato sullo scaffale e un abito sartoriale. Noi siamo i Valentino della situazione… stessi ingredienti di base, ma tagliati sulla persona», dice Luca Pomidori.

