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Fisiokinesiterapia: che cos’è e perché serve a prevenire

Siamo abituati a pensare alla fisioterapia o fisiokinesiterapia, come a una tecnica di riabilitazione e recupero. Ma questa branca della medicina ha un ruolo fondamentale anche nella prevenzione

Foto: iStock



Fare fisioterapia o fisiokinesiterapia? La risposta è semplice: sono la stessa cosa. «Significa terapia che utilizza il movimento», ci spiega Lucia Di Salvo, fisiatra presso il Centro di Riabilitazione con medicina sportiva di Zucchi Wellness Clinic e dell’U.O. di Riabilitazione Specialistica agli Istituti Clinici Zucchi di Monza, Gruppo San Donato.


In quali situazioni la fisioterapia previene dolori e contratture?

Innanzitutto, in chi pratica attività fisica, riduce l’insorgenza di strappi muscolari, traumi e o dolori da allenamento. Ma anche chi non è sportivo se impara, opportunamente guidato, a mantenere una buona postura e a rinforzare la muscolatura non solo eviterà blocchi e dolori, ma anche atteggiamenti posturali scorretti. Nel nostro ambulatorio arrivano giovani donne con radiografie nella norma che lamentano dolore al collo a causa di contratture su base posturale legate spesso allo stress. Infatti, quando siamo troppo ansiosi, si ha una sollecitazione anomala del distretto muscolare del rachide lombare e/o cervicale. Basta un ciclo una volta all’anno di esercizi di mobilizzazione della colonna vertebrale per prevenire questi problemi e imparare a proseguirli anche domicilio.


Per essere efficace la fisioterapia deve essere dolorosa?

Non sempre. Certo, se si è reduci da una patologia traumatica, o per esempio da un intervento di protesizzazione, gli esercizi sono dolorosi. Se non c’è una patologia a monte e facciamo fisiokinesiterapia preventiva, è spesso piacevole. Il massaggio (massoterapia) e lo stretching danno subito sensazioni di sollievo e relax.


Quali sono oggi i metodi di fisioterapia più efficaci?

Oltre alle tecniche di movimento sono importanti le terapie fisiche. Per esempio la laserterapia, che lavora sulla contrattura e sul dolore, la tecarterapia che agisce anche come linfodrenante sugli edemi. Infine le onde d’urto focalizzate, che risolvono le fasciti plantari, le tendinopatie calcifiche della spalla e le epicondilite del gomito. 


IN PISCINA STAI MEGLIO PIÙ IN FRETTA

L’idrofisiokinesiterapia sfrutta le proprietà fisiche dell’acqua per curare e prevenire. «Prima di tutto il galleggiamento», spiega l’esperta. «Poi, la pressione idrostatica sul corpo, con effetto di massaggio sul circolo venoso. Infine, il calore della piscina (a 34°) favorisce il rilassamento, con un effetto vasodilatatore vascolare. Grazie all’acqua, spesso il tempo di recupero post-trauma e post- intervento è minore».


Per approfondire l'idrofisiokinesiterapia, guarda il video qui sotto, in cui il dottor Carlo Scielzo, fisiatra presso la Zucchi Wellness Clinic degli Istituti Clinici Zucchi di Monza, Gruppo San Donato, risponde alle nostre domande:



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Articolo pubblicato sul n. 1 di Starbene, in edicola e sulla app a gennaio 2021



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