Gusci da montagna: i 4 migliori per non bagnarsi mai (neanche in città)

Sono il capo più hi-tech dell’outdoor. Proteggono da pioggia, neve e vento: una buona ragione per non sbagliare scelta. Noi ne abbiamo testati 10: ecco quelli che ci hanno convinto di più



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Nessun capo, oggi, può dirsi hi-tech quanto una giacca da montagna. Non quella classica imbottita: stiamo parlando dei “gusci antipioggia”, che vengono indossati durante le varie attività sportive all’aperto sia d’inverno (dallo sci alle ciaspole) sia in estate (escursioni in quota). «Non c’è da stupirsi che qualcuno le indossi anche in città, per andare in ufficio. Anzi, consiglio vivamente di acquistarle e poi metterle anche nella vita di tutti i giorni: certo, il loro prezzo potrebbe scoraggiare, ma un guscio da montagna si rivela sempre una scelta vincente», sostiene Raffaella Cinti di Discover Ayas, una delle nostre tester.

In questo caso, infatti, le caratteristiche tecnologiche dei tessuti sono molto più importanti del taglio alla moda e dei colori. E proprio perché la tecnologia ormai è dappertutto, l’offerta è ampia.

Per aiutarti a fare la scelta giusta abbiamo esaminato 10 modelli e, con l’aiuto delle nostre esperte, sancito quali sono i 4 che ci convincono di più. I gusci da montagna, che gli esperti chiamano “hardshell”, meritano una spiegazione, in virtù anche della loro funzionalità. Sono capi composti da tre strati di tessuto laminato sintetico avanzatissimo, incollati e fusi assieme: quello esterno è antivento, idrorepellente e resistente ma comunque sottilissimo (è realizzato in poliestere riciclato): non si rovina con le abrasioni causate dagli spallacci dello zaino, né si graffia quando ti ci siedi sopra in seggiovia o su una roccia.

Il secondo strato, peraltro invisibile e impalpabile, è una membrana traspirante che rende il tessuto impermeabile, non fa entrare la pioggia o la neve ma, grazie a dei pori microscopici, lascia uscire l’umidità e l’eccesso di calore quando si suda, migliora traspirabilità e comfort. Il terzo, infine, consiste in una sottile pellicola interna che dà consistenza al tessuto.


Gusci da montagna a prova d'acqua

I gusci da montagna sono una scelta versatile e hi-tech, ma non si può certo dire che siano a buon mercato. Proprio per questo prima dell’acquisto andrebbe controllata la presenza di determinate caratteristiche fondamentali. La prima è il livello di impermeabilità, che viene indicato sui vari cartellini allegati dall’azienda che produce la membrana.

I gusci da montagna devono essere in grado di sopportare almeno 20 mila colonne d’acqua, l’unità di misura espressa in millimetri che rileva la quantità di pioggia che può essere sopportata prima che l’acqua inizi a penetrare tra le fibre. Un valore che assicura ottima protezione da piogge molto intense e prolungate e neve bagnata, ideale per abbigliamento tecnico da alpinismo.


Quante tasche? Da 2 in su

Fra smartphone, dispositivi & Co. lo spazio non basta mai. E le tasche diventano un dettaglio determinante. Imprescindibile la presenza di quelle “classiche”. Torna utile eventualmente, anche una piccola, sistemata sull’avambraccio, per riporvi lo skipass.

Non solo: «Quando la cintura dello zaino viene chiusa in vita, spesso rende inaccessibili le tasche basse. Meglio averne, se possibile, anche un paio alte all’altezza del petto dove infilare il telefono che va sempre tenuto a portata di mano», aggiunge la tester Ilaria Darone. Attenzione anche ad altri dettagli, come il cappuccio: «Deve essere abbastanza ampio da contenere il casco da sci e avere almeno un cordino per regolarne l’apertura», precisa l’esperta.


Gusci da montagna: temperatura al top

Un altro optional importante è la presenza di due zip di ventilazione, da aprire nel momento in cui cammini oppure pratichi scialpinismo: muovere molto le braccia, infatti, produce tanto calore, che deve essere disperso: così eviti di accaldarti durante la performance.

I trucchi in più

Ricorda: per quanto siano ipertecnologici, questi gusci sono poco utili se non indossi capi altrettanto traspiranti sotto! Una T-shirt di cotone finirà con l’essere fradicia, così come un maglione di lana norvegese ti farà sudare come in sauna. Una scelta che influisce anche sulla loro funzionalità.

Nei mesi più freddi, che si scii o che si vada con le ciaspole, basta mettersi un intimo tecnico pesante in smart wool (quello che viene definito “termica”: i migliori sono in lana merino), un piumino da 100-150 g e uno di questi gusci sopra. A marzo, quando le temperature sulle piste cominciano a superare lo zero, basta mettere sotto una maglia un po’ più leggera e uno smanicato.

In estate lungo i sentieri, il guscio va riposto nello zaino (risulta solo un po’ più voluminoso di una giacchetta di plastica) e, in caso di temporale, assicura di rimanere sempre caldi e asciutti.

ORTOVOX RAVINE PLUS 3L JACKET

«Sono i particolari a fare la differenza in una giacca di questo genere. Poter aprire un paio di zip di ventilazione sotto le braccia o lungo i fianchi, come permette questo modello, è fondamentale quando si cammina nella neve o si pratica scialpinismo», ha detto la tester Ilaria Darone dopo averla indossata.

«Il suo cappuccio può contenere anche un eventuale casco da sci ed è dotata di ben otto tasche in totale, posizionate in punti strategici, che consentono di avere sempre tutto facilmente a portata di mano. Promossa la zip che chiude la giacca: arriva in alto e permette di coprire il naso con il bavero. Pollice in su anche per gli inserti in lana merino, posizionati su petto e schiena».

Costo: 700 €

THE NORTH FACE SUMMIT VERBIER

Modello particolarmente tecnico, si vede subito che è stato disegnato per lo sci: un dettaglio che non è scappato alle nostre tester, evidenziato dal fatto che nel taschino per lo skipass sull’avambraccio trova posto una speciale pezza per asciugare la lente della maschera. Durante la prova è risultata perfettamente comoda, senza mai intralciare i movimenti.

I polsini regolabili integrano dei fori per far passare il pollice, in modo da aumentare la praticità dei movimenti, mentre le cerniere termosaldate sbarrano la strada a freddo e umidità esterna. Promosse anche le zip per l’aerazione, poste lungo i fianchi, che la rendono perfetta anche d’estate. Ci è piaciuta presenza della clip pensata per unirla ai pantaloni della stessa linea.

Costo: 700 €

SALEWA ORTLES 3L GORETEX

«È un guscio progettato soprattutto per chi fa trekking e alpinismo», afferma Ilaria Darone. Durante la prova ha assicurato la giusta impermeabilità e una traspirazione ottimale, ma anche leggerezza (tessuto 100% in poliestere riciclato), con la membrana in Gore-Tex che permette di ridurre ulteriormente il peso (solo 430 g).

Il cappuccio è contenuto ma, quando c’è bisogno di farci entrare anche il casco presenta una piccolissima zip all’altezza del collo che apre un soffietto posteriore in grado di variarne la misura. Sopporta 28 mila colonne d’acqua (valore considerato molto alto) e, soprattutto, ha una linea elegante e sciancrata che lo rende utilizzabile anche in città nei giorni di brutto tempo.

Costo: 288 €

PATAGONIA TRIOLET JACKET W

«Ho vissuto per un po’ di tempo negli Stati Uniti e questo è il guscio che va per la maggiore, Avevo la versione precedente e ho dovuto sostituirla perché in tanti anni ho finito per consumarla», dice Raffaella Cinti. E la prova non ha deluso.

Tessuto, membrana e trattamento idrorepellente a lunga durata sono realizzati senza PFAS, nel rispetto dell’ambiente. Molti altri i punti che ci hanno convinto: il rinforzo nella zona dei polsi, le quattro ampie tasche frontali, il cinturino per stringerla in vita, regolabile senza dover tirare fuori le mani di tasca, le aperture con zip di ventilazione per la traspirazione e un cappuccio regolabile con una visiera semirigida.

Starbene Lab, le tester: Ilaria Darone, guida ambientale escursionistica iscritta alla Aigae di Champoluc (AO); Raffaella Cinti, guida ambientale escursionistica, co-fondatrice del gruppo @discover_ayas.

Starbene Lab

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