Soffro da anni di depressione ma l ho contenuta bene fino a quest'anno dobe sino stato sottoposto a forte stress che mi ha causato un aumento indiscriminato della depressione ed il mio pdichiatra mi sveva xarelus ma era troppo forte poi cipralex 20 mg ridotto adesso a 10 mg ma la terapia nn funziona e quindi un altro psichiatra mi ga dato ezequa e lorazepan questo ultim la sera mi ha portato tachicardia ,era meglio alprazolam che prendevo prima??
Tra. Cipralex ed Ezequa con tasso di depressione media cosa mi consiglia? Ed un ansiolitico a rilascio prolungato di ottimo effetto?La risposta
Buongiorno e grazie per aver portato sul forum la sua esperienza.Provo ora a riassumere le tappe principali del suo percorso farmacologico. Da quanto racconta: Soffre di depressione cronica da anni, con peggioramento recente dopo uno stress importante. Inizialmente le è stata prescritta Venlafaxina (Zarelis, XARELUS non mi risulta esistere), che ha trovato troppo “forte” (immagino per effetti collaterali o attivazione eccessiva). Successivamente ha assunto Escitalopram (Cipralex) fino a 20 mg, ora ridotto a 10 mg, ma con scarsi benefici. Un altro specialista le ha prescritto Duloxetina (Ezequa) e Lorazepam, ma questo le ha causato tachicardia. In passato usava Alprazolam, che a suo avviso funzionava meglio come ansiolitico. Ora si interroga sulla scelta tra Cipralex ed Ezequa e su un possibile ansiolitico a rilascio prolungato più efficace e ben tollerato. Parto subito dalla questione più ampia, ovvero: Cipralex o Ezequa per una depressione di “grado” medio. Entrambi i farmaci sono antidepressivi di seconda generazione, con un profilo d’efficacia comparabile in molti studi, ma con alcune differenze cliniche utili per orientare la scelta: Escitalopram (Cipralex) è un SSRI puro, molto ben tollerato, spesso usato per depressione e disturbi d’ansia. Ha un profilo più “lineare”, meno stimolante, ma può essere insufficiente in quadri con astenia marcata o dolori somatici. Duloxetina (Ezequa) è un SNRI, quindi agisce anche sulla noradrenalina, ed è indicata nei casi in cui alla depressione si associano sintomi fisici, dolori cronici, stanchezza grave, o deficit di concentrazione. A volte però può dare attivazione, nausea o effetti cardiovascolari (come tachicardia).Riguardo alla sua esperienza con il Lorazepam, il sintomo di tachicardia non è comune, ma può verificarsi in soggetti sensibili o in caso di sospensione rapida di un’altra benzodiazepina (come l’Alprazolam). In effetti, Alprazolam, specie nella formulazione a rilascio prolungato, può avere un effetto più “calibrato” sull’ansia anticipatoria o generalizzata, anche se il suo potenziale di dipendenza è leggermente più alto. Un ansiolitico ben tollerato, in casi come il suo, potrebbe essere: Alprazolam RP (a rilascio prolungato, mi risulta essere l’unico in Italia in commercio con questa caratteristica), come già utilizzato; Clonazepam, usato talvolta anche nei disturbi depressivi con forte componente ansiosa e somatica, ha un profilo più stabile e lunga durata d’azione; Oppure anche un ritorno a Lorazepam, ma gestito con dosi più basse e attenzione alla tolleranza individuale.Se la tachicardia persiste, è bene anche escludere cause non farmacologiche (tiroide, disidratazione, anemia, ecc.) e valutare eventualmente un betabloccante in casi selezionati, ma solo su indicazione specialistica. Ovviamente, tutto questo non può sostituire un colloquio con il suo specialista di riferimento, ma le può fornire spunti per un confronto costruttivo con il medico, spiegando cosa ha funzionato e cosa no.Spero di essere stato di un qualche aiuto.Cordialii saluti, Federico Baranzini, psichiatra a Milano
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