Ansia ipocondriaca e benzodiazepine

Gentile Dr.Baranzini, Gradirei gentilmente un suo parere. Ho 40 anni e sono da molti anni un soggetto ansioso ipocondriaco/ossessivo. Diciamo che dall’inizio della pandemia Covid la mia ansia e ipocondria è peggiorata tantissimo, al punto tale da farmi prendere la decisione di consultare uno psicologo dal quale sono in terapia. Lo stesso psicologo, valutando il mio livello altissimo di ansia e somatizzazioni (ho paura di avere sempre un brutto male e me ne convinco) mi ha consigliato anche fi rivolgermi anche a un medico per integrare la terapia psicologica con quella farmacologica , per placare un po’ l’ansia e i disturbi/paure annesse. Da ipocondriaco ho sempre avuto paura di assumere psicofarmaci, e nonostante mi sia stato consigliato più volte ho sempre evitato. Ora però sono a un livello davvero insostenibile e la mia qualità di vita è peggiorata molto. Non so quanti mali gravi mi sono diagnosticato negli ultimi mesi, con conseguenti esami effettuati ( tutti nella norma), alche sono arrivato all’ultima new entry che mi Porta ad essere convinto di avere una malattia grave neurologica con somatizzazioni varie e nonostante le rassicurazioni del medico non riesco a calmarmi e a stare bene. Un inferno davvero ! Mi sono deciso a prendere un ansiolitico, e precisamente Xanax che il dottore mi ha prescritto in una posologia di 0,5mg e solo per un breve periodo. Sinceramente ho paura che mi provochi dipendenza, assuefazione e che mi possa far del Male. Ho davvero un blocco verso gli psicofarmaci ma per il momento, oltre alla psicoanalisi, può essere una spinta a rialzarmi almeno da terra moralmente (Non ce la faccio più davvero!). Gradirei un suo punto vista. Grazie per la cortese attenzione. Cordiali saluti.

La risposta

avatar Psichiatria - Federico Baranzini Dott. Federico Baranzini

Buongiorno, la ringrazio per la domanda e la fiducia accordata.La sua domanda ci permette di affrontare un tema molto comune e di attualità: la paura degli psicofarmaci, lo stigma che li circonda ancora oggi e il tema della dipendenza da farmaci psicotropi e dalle benzodiazepine in particolare. Molti dei miei pazienti ossessivi e ipocondriaci presentano la stessa situazione e tematica fobica, giungendo a confondere ciò che li può aiutare con ciò che li può danneggiare, invertendo in altre parole la causa con la conseguenza e viceversa. Molti miei pazienti anche molti sofferenti mi fanno una classica domanda quando si sentono prescrivere dei farmaci: “dottore ma non è che mi farà male?” Che ovviamente non ha un senso logico visto e considerato che quella prescrizione è fatta proprio per aiutarli e per di più da un medico esperto e specializzato. Ma, qui è il punto, in quei momenti la loro mente razionale e logica è spenta e vengono pilotati unicamente dalla loro emotività, a sua volta mossa ed alimentata sotterraneamente dalle loro paure. Spesso paure ancestrali e recondite. Va da sè che gli psicofarmaci sono immessi sul mercato dopo anni e anni di test, prima in laboratorio e poi clinici soprattutto per e.scluderne la tossicità grave e poi per valutarne l’efficacia terapeutica. Non vengono “sperimentati” in vivo sui pazienti lo stato, le agenzie governative preposte e la scienza medica non lo permetterebbero. La dipendenza è in primis un fatto psicologico e non fisico. Molte sostanze, abitudini e comportamenti possono indurre una dipendenza psichica. Altra cosa è la dipendenza fisica, che nasce su base organica con l’instaurarsi di un fenomeno noto come “tolleranza”: se il mio corpo diventa tollerante allora avrà bisogno di sempre maggior quantità di sostanza per ottenere il medesimo effetto, che sia lo sballo di una droga o l’effetto terapeutico. Ciò però vale solo e unicamente per alcune molecole e sostanze. Non tutte inducono una tolleranza. E in particolare le benzodiazepine, attenzione, se usate in alte dosi e per periodi prolungati, possono indurre in certi soggetti più predisposti, un fenomeno di tolleranza e quindi dare avvio ad una possibile dipendenza fisica. Usare 0,5 mg di alprazolam, principio attivo di Xanax, non può essere considerato un uso predittore di una dipendenza fisica in sè. Spero di essere stato di un qualche aiuto.CordialitàFederico Baranzini

Domande correlate

Ansia

avatar Psichiatria - Federico Baranzini Dott. Federico Baranzini

Gentile Utentela invito a descrivere meglio il suo problema e le condizioni che scatenano tali crisi. Ha già una cura in atto? E’ portatore di condizioni patologiche di una qualsivoglia...

Vedi tutta la risposta

Disturbo ossessivo

avatar Psichiatria - Federico Baranzini Dott. Federico Baranzini

Gentile Signora,mi spiace molto per quello che le è capitato, dimostra se possibile ancora una volta, quanto possa essere dannoso il “fai da te” in medicina. Non ho compreso se ha...

Vedi tutta la risposta

Come faccio a guarire mentalmente dall'anoressia cronica?

avatar Psichiatria - Federico Baranzini Dott. Federico Baranzini

Buongiorno,deve quanto prima parlare con i suoi curanti e aggiornarli sul suo stato di salute in modo da poter attivare le necessarie risorse e aiuti. Si trova come già sa in una condizione di...

Vedi tutta la risposta

Scrivi la tua domanda agli Esperti ? clicca per informazioni sul servizio