Ansia

Buonasera, da circa un anno. Dopo un accesso in Ps con diagnosi attacco di panico o cominciato ad avere questi tremori, oltre a tutti gli altri sintomi dell’ansia, mal di testa, vertigini, tachicardia, nausea, ma sopratutto delle specie di crisi epilettiche. Penso siano crisi psicogene giusto? Come se il mio cervello andasse in freeze per qualche minuto con assieme spasmi. Faccio EMDR, ma dopo la seconda seduta i sintomi sono peggiorati e diventai molto più frequenti, occhi all’insù, tremori, mi incanto spesso, sopratutto sul posto di lavoro. Quando sto in Smart non succede così intensamente. Ho ad avere sviluppato diversi problemi digestivi in generale durante l’anno scorso dovuti dall’ansia. Sono stata dallo psichiatra e mi ha dato delorazepram, la prima settimana essendo anche in ferie ho avuto molta energia, come se mi fossi sbloccata, ma ora sento di nuovo una fatica, sopratutto la sera quando so che devo andare in sede e in ufficio. Potrebbe essere agorafobia? Qualcuno da dirmi di più? Né la psicologa né lo psichiatra mi hanno diagnosticato niente, in più pensieri tristi continui. Vorrei sapere se c’è possibilità di avere qualche tutela sul rientro a lavoro, più giorni di Smart non so per aiutarmi perché sono esausta. Pensavo di stare meglio con queste gocce, ma non del tutto! ringrazio chi mi risponderà e potrà dirmi di più.

La risposta

avatar Psichiatria - Federico Baranzini Dott. Federico Baranzini

Buonasera e grazie per aver condiviso qui il suo vissuto. Mi scuso se non sempre riesco a rispondere in tempi brevi ai tanti messaggi che ricevo, ma tengo molto a questo spazio proprio per la possibilità che offre di creare dialogo, confronto e – spero – anche qualche occasione di sollievo. Quanto descrive ricorda da vicino il quadro delle crisi psicogene non epilettiche, talvolta chiamate anche pseudo-crisi o crisi dissociative. Si tratta di eventi che somigliano a crisi epilettiche, ma che non sono causati da scariche elettriche cerebrali anomale, bensì da una risposta dissociativa a uno stato di stress psicologico intenso. Sono abbastanza frequenti nei pazienti con disturbi d’ansia, disturbi post-traumatici o disturbi somatoformi. A volte queste crisi vengono inizialmente scambiate per epilessia, e capita che i pazienti passino mesi, se non anni, tra visite neurologiche ed esami come EEG, che però risultano negativi. Lei fa bene a porsi il dubbio, ed è un’ipotesi da approfondire eventualmente con una valutazione neurologica.Non è raro che nelle prime fasi di un trattamento EMDR, specie in pazienti con una struttura emotiva già molto fragile o con una storia di vissuti traumatici stratificati, si osservi un aumento temporaneo dei sintomi. Questo accade perché il metodo va a stimolare aree emotive profonde che possono “riattivare” memorie traumatiche latenti. In questi casi può essere utile modulare il ritmo delle sedute, lavorare prima sulla stabilizzazione o valutare se il trattamento è indicato in quel momento specifico. Il fatto che i sintomi siano peggiorati subito dopo la seconda seduta andrebbe discusso attentamente con la terapeuta.Il Delorazepam è una benzodiazepina a lunga emivita, usata spesso nei disturbi d’ansia. La risposta iniziale positiva è comune, ma questi farmaci tendono a perdere efficacia nel tempo e non risolvono il problema alla radice. Inoltre, possono accentuare una certa astenia e deflessione dell’umore, soprattutto nelle ore serali. Se non si è accompagnato il farmaco con una terapia antidepressiva o con un progetto terapeutico più ampio, è possibile che il sollievo sia solo parziale. Ne parli con lo psichiatra, anche per considerare un’eventuale valutazione antidepressiva, se ritenuta utile.Sul piano legale e medico-lavorativo,per quanto di mia conoscenza, in presenza di una diagnosi psichiatrica anche lieve/moderata, è possibile richiedere al medico competente dell’azienda una visita di idoneità lavorativa con prescrizioni, come ad esempio la possibilità di lavorare in smart working in modo stabile o prolungato. Tuttavia, perché questo sia possibile, è necessario avere una documentazione clinica dettagliata (certificati dello psichiatra, relazioni specialistiche) che motivi la richiesta.La presenza di pensieri tristi persistenti, sensazione di stanchezza cronica, e la fatica a rientrare nella routine lavorativa possono anche far pensare a una forma depressiva sottosoglia, spesso legata all’ansia cronica non trattata in modo adeguato. Non è raro vedere pazienti che per mesi o anni convivono con forme miste di ansia-depressione, spesso trascurate perché “mimano” quadri somatici o neurologici. Nel mio lavoro, mi è capitato più volte di seguire persone con un profilo simile al suo, in cui la diagnosi precisa è emersa solo nel tempo, spesso dopo una lunga trafila di visite ed esami. Ricordo ad esempio una giovane donna che, dopo ripetute “crisi tipo epilessia” mai confermate dagli esami neurologici, riuscì a trovare una diagnosi di disturbo dissociativo da conversione e a migliorare significativamente con una psicoterapia centrata sulla regolazione emotiva e un trattamento farmacologico antidepressivo ben tollerato. Mi permetto di suggerirle di rivedere col suo psichiatra il progetto terapeutico. Spero di esserle stato utile, anche solo per chiarire qualche punto e offrirle nuovi spunti. Cordiali saluti. Federico Baranzini, Psichiatra a Milano

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