Gonfiore, rigidità o una sensazione di peso nella zona addominale sono esperienze comuni, che spesso non dipendono da una singola causa. Lo stress prolungato unito a posture errate mantenute a lungo e respirazione superficiale (o ritmi quotidiani poco regolari) possono contribuire a rendere l’addome una zona costantemente in tensione. È un’area molto sensibile, strettamente collegata al respiro e alla regolazione del sistema nervoso autonomo, e per questo tende a riflettere rapidamente stati di affaticamento sia fisico sia emotivo.
Ne abbiamo parlato con Nicola Massa, massoterapista e chinesiologo, che sottolinea come il lavoro manuale sull’addome, se eseguito con rispetto e senza forzature, non abbia lo scopo di “aggiustare” qualcosa, ma di favorire una maggiore consapevolezza corporea. Il tocco lento e attento può diventare, infatti, uno strumento per ridurre il tono eccessivo dei tessuti e accompagnare il corpo verso uno stato di maggiore distensione.
Approfondiamo tre tecniche di automassaggio adddominale utili per favorire il rilassamento dell’addome, con indicazioni su quando praticarle e quando è meglio evitarle.
1. Automassaggio addominale: una pratica di ascolto, non di correzione
L’automassaggio addominale può essere praticato in autonomia, a condizione che venga vissuto come un momento di ascolto e non come una tecnica da eseguire in modo meccanico. Non è un trattamento terapeutico, ma una pratica di supporto che può aiutare a prendere confidenza con il respiro e con una zona del corpo spesso mantenuta rigida o “trattenuta”, anche inconsapevolmente.
Una delle modalità più semplici consiste nel posare le mani sull’addome ed eseguire movimenti circolari lenti e continui, seguendo il senso orario. La pressione resta leggera e il ritmo del gesto può accompagnare quello del respiro.
Questo tipo di contatto favorisce una prima sensazione di rilassamento e permette di percepire gradualmente un ammorbidimento della parete addominale, soprattutto quando la tensione è diffusa e non legata a un dolore specifico.
2. Respiro e mani: come ridurre la tensione attraverso il ritmo
Un’altra possibilità è quella di integrare il tocco con la respirazione. Appoggiando le mani sull’addome, durante l’inspirazione si mantiene solo il contatto, mentre durante l’espirazione si applica una pressione molto lieve, che viene poi rilasciata prima del respiro successivo.
Questo dialogo tra respiro e mani aiuta a ridurre l’attivazione eccessiva del sistema nervoso e può essere particolarmente utile nei momenti di agitazione, affaticamento o difficoltà a “lasciare andare”.
3. Scivolare sull’addome per migliorare percezione e rilascio
Un terzo approccio prevede scivolamenti lenti e superficiali sulla zona addominale, dall’alto verso il basso o dal centro verso l’esterno. Il gesto resta ampio e continuo, senza cercare profondità. L’obiettivo non è lavorare sugli organi interni, ma migliorare la percezione della zona e ridurre quella sensazione di chiusura o distanza che molte persone riferiscono rispetto all’addome.
Il momento migliore per dedicarsi a queste pratiche? Ce lo spiega il dottor Massa: «Il momento migliore è sicuramente lontano dai pasti, quando il corpo non è impegnato nei processi digestivi. La sera, o dopo una giornata trascorsa in posizione seduta, queste tecniche possono essere particolarmente indicate per favorire il rilassamento generale e una respirazione più fluida».
«È preferibile evitarle, inoltre, prima dell’attività sportiva intensa, mentre possono trovare spazio dopo il movimento, se eseguite in modo molto delicato, come parte di una fase di ritorno alla calma», continua l'esperto.
Ascoltare i segnali del corpo: attenzioni e limiti da rispettare
È importante ricordare che l’automassaggio addominale deve essere sempre privo di dolore. Qualsiasi sensazione di fastidio, tensione eccessiva o disagio rappresenta un segnale da ascoltare e rispettare. In presenza di dolore addominale acuto, stati infiammatori in fase attiva, interventi chirurgici recenti, ernie non valutate o in gravidanza, è necessario evitare l’autotrattamento e rivolgersi a un professionista sanitario qualificato.
Inseriti in uno stile di vita attento al respiro, alla postura e ai tempi della giornata, anche pochi minuti dedicati al rilassamento dell’addome possono contribuire a una maggiore consapevolezza corporea e a una sensazione di benessere più ampia. Un addome meno teso si associa spesso a un respiro più libero e a una percezione più chiara del proprio corpo nel suo insieme.
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