Come moltiplicare le piante con una talea

Se hai sempre desiderato un angolo “jungle”, questo è il momento giusto per metterti all’opera. Scopri come far riprodurre le tue piante da interno e creare una parete verde



311631

È sempre una magia veder nascere una nuova pianta. Se poi questo prodigio l’abbiamo fatto noi, la meraviglia è ancora maggiore. E si può osservare la natura all’opera anche in inverno: spesso basta mettere un rametto in un bicchiere d’acqua per dare il via a una nuova pianta e raddoppiare il verde in casa.

«Il mondo vegetale ha una varietà sbalorditiva di modi per riprodursi. Noi dobbiamo solo assecondare questa sua potenzialità», spiega Paul Anderton che insieme a Robin Daly (@twodirtyboys su Instagram) ha scritto Propagare, libro dedicato alla riproduzione delle piante. «Con le piante da appartamento, il metodo della talea è di gran lunga il più usato. Di fatto si tratta di una clonazione perché far radicare un ramo o una foglia crea un esemplare identico all’originale», continua l’esperto.

Il metodo più semplice per esporre i tuoi esperimenti botanici è metterli sugli scaffali, alternati ai libri oppure uno accanto all’altro. Le provette sono un modo elegante e poco ingombrante per mostrare le talee. Se digiti sul web “propagation station” trovi tanti kit.


Mai esposte direttamente al sole

Il procedimento più semplice è la riproduzione in acqua: basta prendere una parte di pianta e metterla a mollo. L’acqua, che deve essere a temperatura ambiente, va cambiata ogni 10 giorni circa, anche prima se si intorbidisce. La posizione ideale è esposta alla luce, ma non al sole diretto.

«In genere si mettono nei contenitori in vetro perché permettono di vedere anche le radici che, normalmente, sono sotto terra», continuano gli esperti. «Le specie più freddolose e sensibili ai colpi d’aria, come per esempio la viola africana, vanno convinte a radicare coprendole con un sacchetto o una scatola di plastica trasparente in cui sono stati fatti dei fori. Si crea così una serra ideale».


Attenzione a muffe e batteri

«Perché questi esperimenti abbiano successo l’acqua è fondamentale, eppure buona parte delle nostre fatiche sono dedicate a evitare che le piantine marciscano. Per aiutarle è necessario limitare la presenza di muffe o batteri», rivela Daly.

«Gli strumenti, come le forbici, vanno sempre puliti con l’alcol e i recipienti lavati a mano con acqua calda e sapone, oppure in lavastoviglie. Per uccidere eventuali microrganismi dannosi, noi bolliamo anche l’acqua. E lo facciamo nel microonde, per non usare pentole di metallo che possono cedere ioni sgraditi».

Infine nel caso di piante un po’ pigre oppure esigenti, come i ficus o la sansevieria, gli esperti consigliano l’utilizzo di un radicante per talee acquatiche.


Monstera & Co.

Per la monstera e altri rampicanti come il filodendro oppure il pothos, serve una parte di ramo dove ci siano almeno 2-3 foglie. Si tolgono tutte, senza danneggiare l’attaccatura, tranne quella più in alto, che così continua a trasmettere energia alla pianta. Immergi il gambo nel vaso, cambiando l’acqua ogni 7-10 giorni, e dopo poche settimane avrai le radici. Quando saranno lunghe 4-5 cm tagliale a 2 cm dal gambo.

Da lì ne nasceranno di nuove e, nel momento in cui avranno raggiunto la lunghezza di 2 cm, metti la piantina in un vaso con il terriccio per piante da appartamento. Pothos e filodendro possono rimanere in acqua per sempre, basterà solo rabboccarla.


L’echeveria e le sue sorelle

Per moltiplicarla ci vuole poco. L’echeveria è una di quelle in cui il processo risulta facile, come le crassule e le kalanchoe. Se vuoi riuscirci in teoria basta una foglia, ma in genere l’esperimento si fa con un numero più alto, scegliendo le foglie più belle e sode. Devi staccarle proprio all’attaccatura e, per far asciugare la ferita, disporle su una superficie asciutta e pulita per due giorni.

Prepara una ciotola con del terriccio per piante grasse, da mantenere sempre umido. Adagiaci sopra le foglie e dopo qualche settimana vedrai spuntare le radici. Poi cominceranno a spuntare delle foglie minuscole, che via via daranno vita a una nuova pianta.


La sansevieria

Basta una foglia per propagare la sansevieria e altre piante tropicali come la violetta africana o le begonie. La magia, in questo caso, si può compiere direttamente in acqua. Stacca una foglia sana dalla pianta, fai un taglio a V rovesciata sul fondo, lasciala asciugare per un paio di giorni e mettila in un vasetto di vetro in cui avrai versato due cm d’acqua.

Armati di pazienza: ci vuole del tempo, anche un paio di mesi, per vedere le prime radici. Se, nel frattempo, vuoi evitare che la foglia marcisca, cambia l’acqua almeno una volta alla settimana. E per velocizzare i tempi usa un radicante per talee in acqua. Quando le nuove foglioline saranno spuntate, rinvasa con un terriccio molto drenante.



Leggi anche

Inquinamento in casa, 11 piante per combattere lo smog

Piante e fiori da piantare in autunno per fioriture colorate in primavera

Anche fiori e piante si riciclano: come rigenerarle