In cammino sul Sentiero dell’Acino lungo le colline patrimonio Unesco

La zona del Roero, in Piemonte, è stata premiata per l’eccezionale valore culturale e paesaggistico dei suoi vigneti e per la storica tradizione vinicola. Starbene e Sale&Pepe vi accompagnano in un cammino stupendo, da compiere in giornata, a settembre, quando le giornate iniziano a farsi meno afose

In cammino sul Sentiero dell’Acino lungo le colline patrimonio Unesco
Guarene (Foto: per gentile concessione dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero)

Passato il solleone, se ami i riposanti paesaggi agricoli e i borghi antichi, un itinerario da non perdere si snoda nella provincia di Cuneo, in Piemonte, e prende il nome di Sentiero dell’Acino. Non a caso: qui infatti si produce un vino DOCG molto pregiato, il Roero, che ha reso la zona famosa in tutto il mondo.

Il percorso attraversa le colline coltivate a vigneto e frutteto (riconosciute patrimonio mondiale dell’Unesco) di tre splendidi comuni, Guarene, Castellinaldo e Castagnito, e lambisce i loro affascinanti centri storici. Durante il cammino, potrai ammirare il raffinato castello settecentesco dei conti Roero a Guarene, lo sviluppo verticale del borgo di Castellinaldo e i punti panoramici di Castagnito.

Un percorso “doppio”

Il sentiero non presenta difficoltà particolari, ma per compierlo tutto ci vuole un po’ di allenamento, perché è lungo 11 chilometri, presenta un dislivello di 600 metri e richiede più di cinque ore e mezzo di marcia.

La sua particolarità, tuttavia, è che è formato da due anelli collegati tra loro (una sorta di otto): questo significa che puoi decidere di percorrere anche soltanto un anello, dimezzando durata e impegno fisico.

I due anelli

Il primo “cerchio” parte da Guarene e ti regala una vista fantastica sulla pianura del Tanaro. Il secondo si sviluppa, invece, tra strade di ghiaia e campi di grano, con il castello-residenza che domina la sommità dall’alto.

Al termine del cammino, tornati al punto di partenza vale la pena di dedicarsi all’acquisto delle tante bontà della zona: non solo vino (il Roero esiste in due tipologie: Rosso, ottenuto per almeno il 95% da uve nebbiolo e Bianco Arneis, prodotto con uve arneis, fresco e profumato), ma anche frutta, ortaggi, miele di acacia e di castagno. Per informazioni dettagliate sul sentiero e i suoi punti di interesse puoi scaricare l’audioguida gratuita fornita dall’Ecomuseo delle Rocche del Roero (su izi.travel/it).

La pera Madernassa

La pera Madernassa prende il nome da una località posta al confine tra i comuni di Guarene e Vezza d’Alba ed è un frutto simbolo della zona. I suoi alberi più antichi e i frutteti storici continuano a crescere fieri proprio qui, nel cuore verde del Roero.

Croccante, classificata come pera da cottura, nella cucina piemontese è una superstar, soprattutto in autunno. Il top del top è farla al forno, cotta lentamente nel vino rosso insieme a zucchero, cannella e chiodi di garofano. Ottima anche per preparare deliziose crostate o semplicemente, sempre cotta, per accompagnare i formaggi locali.

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