Tra San Francesco – di cui proprio quest’anno ricorre l’ottocentesimo anniversario della morte – e il concetto di cammino c’è un legame strettissimo: non si contano i viaggi che il religioso compì durante la sua vita: ovviamente a piedi, fedele all’idea di povertà e di umiltà alla base dell’Ordine da lui fondato. Molti di questi percorsi sono diventati oggi – con le debite modifiche legate all’evolversi delle reti stradali – dei moderni cammini, mappati, descritti accuratamente sui relativi siti internet e attrezzati con segnaletica e strutture di accoglienza.
Un esempio è quello del Cammino Francescano della Marca, che conduce da Assisi ad Ascoli Piceno. Un itinerario di circa 170 chilometri che attraversa una buona parte del territorio delle Marche, tra conventi, borghi medievali e splendidi scenari naturalistici; oltre, naturalmente, a una quantità di piatti tipici per cui questa regione è famosa.
Da Venarotta ad Ascoli Piceno
Delle otto tappe di cui si compone il cammino ti proponiamo quella finale, che dal paese di Venarotta (raggiungibile con autobus di linea) conduce ad Ascoli Piceno attraverso un percorso piuttosto breve e facile (poco più di 15 km di lunghezza con un dislivello positivo di circa 350 metri), sempre mantenendosi su sentieri e strade poco trafficate; gli unici punti che richiedono un po’ di attenzione sono due guadi che ti portano ad attraversare il torrente Chiaro, ma che – salvo situazioni di forte maltempo – non creano particolari difficoltà.
Lungo il tracciato potrai ammirare il suggestivo paesaggio dei calanchi, particolari formazioni geologiche dall’aspetto maestoso e selvaggio. Fino ad arrivare ad Ascoli Piceno, la “bianca città delle cento torri” che vanta una delle più belle piazze d’Italia, piazza del Popolo, un vero e proprio salotto circondato da splendidi edifici d’epoca.
Qui potrai festeggiare il tuo arrivo godendoti la cucina locale e facendo provviste di eccellenti prodotti del territorio: come il ciauscolo (IGP), tipico salume marchigiano dalle antiche origini, dalla grana sottilissima e dalla consistenza morbida e spalmabile, quasi fosse un paté. Senza dimenticare che tutta la zona è terra di produzione delle diverse varietà di tartufo, incluso il delicato tartufo nero che viene raccolto nella stagione estiva e che entra a far parte di numerose ricette.
Olive ascolane, le antesignane dello street food
Tanto tipiche di Ascoli Piceno da portarne il nome: le olive all’ascolana sono un appuntamento imperdibile per chi visita la città. Come per tutti i piatti della tradizione esistono numerose varianti, ma la base della ricetta è sempre la stessa: olive verdi locali, che vengono denocciolate e farcite con un ripieno di carne di manzo e maiale, parmigiano, uova e spezie, per poi venir passate in farina, uovo sbattuto e pangrattato e infine fritte nell’olio bollente.
Nel centro cittadino si possono trovare un po’ dappertutto: non solo al ristorante ma anche nei bar e nelle bancarelle, che le preparano sul posto e le rendono una perfetta golosità da passeggio. Uno street food che, dopo una giornata di cammino, ci si può concedere senza sensi di colpa.

