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Camelie, come coltivarle e i giardini più belli d’Italia

Marzo è il periodo in cui iniziano a sbocciare le varietà primaverili di questi fiori, così eleganti e raffinati. Possono abbellire il giardino o il terrazzo ma con le giuste attenzioni

Foto: Ascona Locarno Tourism



di Maria Tatsos


Bianche, rosa, rosse, gialle, screziate. Con un unico giro di petali, o generose come una peonia o una rosa. Con oltre 25mila varietà, le camelie colpiscono per i loro fiori super decorativi, ma privi di profumo. Tant’è che lo scrittore Alexander Dumas figlio si inventò nel 1848 il personaggio di Marguerite Gautier, protagonista del romanzo La signora delle camelie che, malata di tisi, poteva circondarsi solo di questo fiore senza odore per non tossire.

«La terra d’origine delle camelie è l’Asia, dove sono amatissime», racconta Paolo Zacchera, titolare della Compagnia del Lago Maggiore, vivaio specializzato in camelie che ne coltiva oltre 200 specie. «In Cina esistono infatti esemplari che hanno oltre mille anni mentre le prime messe a dimora in Italia risalgono alla seconda metà del Settecento, presso la Reggia di Caserta».

305783In ogni caso, queste piante hanno il pregio che possono allietarci molto a lungo con le loro fioriture. Da settembre a febbraio, la regina è la Camellia sasanqua. «Le prime a fiorire, già a settembre, sono le varietà Cleopatra, Hino de Gumo, Eleonora Genoni che, però, con i primi freddi esauriscono la fioritura», spiega Zacchera. «Da novembre a gennaio, abbiamo la Kanjiro, la Jennifer Susan, la Cherylin, la Yuletide dai petali rossoarancio. E anche la bianca Ginryu».

Il cambiamento climatico sta, comunque, favorendo le camelie invernali: le temperature più miti regalano fioriture prolungate. Alcune sasanqua arrivano fino ai primi di febbraio.


Camelie, la fioritura dura circa un mese

Marzo è il mese delle camelie primaverili. La più celebre è la Camellia japonica, detta anche rosa del Giappone. Però, le varietà sono talmente tante che c’è il rischio di perdersi. Per questo, abbiamo chiesto a Paolo Zacchera, che le coltiva da 40 anni, qualche suggerimento per orientarci fra le classiche e le novità facili da coltivare, partendo dal colore. «Le camelie dai petali gialli o bianchi con sfumature gialle sono più difficili, quindi più adatte ai collezionisti», consiglia l’esperto.

Per quanto riguarda le fioriture, quelle primaverili hanno durata più breve, circa tre-quattro settimane. Anche se adesso fare previsioni sulla data d’inizio sta diventando sempre più complicato: dipende dal luogo in cui si trova la pianta, dal clima, dalla varietà. In una situazione ideale, come quella dei giardini sul lago Maggiore, la camelia può crescere al punto di diventare un albero alto sei metri, e anche più. Altrove resta un arbusto. In vaso, sul balcone o sul terrazzo, richiede più attenzione.

«In natura le camelie crescono nel sottobosco, nelle foreste umide del sud della Cina. Richiedono un terreno leggero e fresco, quindi è bene non lasciarlo asciugare troppo nel vaso, ma neanche inzupparlo d’acqua», commenta Zacchera. «Alle camelie non va data acqua troppo calcarea. L’ideale sarebbe l’acqua piovana. In alternativa, lasciate l’acqua a decantare prima di usarla per innaffiare».

E non bisogna esagerare con il concime. «Mezzo cucchiaino da tè di concime a lunga cessione per acidofile, un paio di volte all’anno».

Per avere una pianta sana, poi, bisogna posizionarla nel posto giusto. Troppo vento e sole fanno deperire la camelia. L’ideale è un terrazzo esposto a nord, altrimenti è importante creare una zona d’ombra, per esempio affiancando al vaso un’altra pianta. Mai lasciarla d’estate al sole diretto: può ucciderla. Tipico di alcune camelie è la caduta del fiore intero. «Non succede per tutte le varietà. Quelle dal fiore semplice, perdono i petali. Comunque, questo fenomeno è accentuato quando la pianta è sotto stress».


A Locarno, l’appuntamento clou

305780Quella fra gli italiani e le camelie è una lunga storia d’amore. «Il medico Luigi Sacco – cui è dedicato l’omonimo ospedale di Milano – era un appassionato di camelie, il suo giardino nell’Ottocento ospitava nuove varietà», spiega Zacchera. «A Brescia, il conte Bernardino Lechi fu un ibridatore di camelie. Altri centri importanti per la coltivazione di questa pianta sono stati Firenze e Lucca».

Poi, la moda delle camelie si è affievolita nel nostro Paese. «Molte varietà oggi hanno nomi inglesi, perché la coltivazione è proseguita in Inghilterra, Stati Uniti, Australia».

Ma anche da noi si può godere della fioritura delle camelie primaverili in grande stile. L’appuntamento più importante è Camelie Locarno, in Canton Ticino.

Si tiene al Parco delle Camelie, esteso 15mila metri quadrati con oltre 1100 varietà in fiore. È stato premiato come Garden of Excellence dalla International Camellia Society.

C’è anche la possibilità di fare acquisti al mercato delle camelie.


Camelie: i giardini più belli d'Italia

Un altro luogo dove ammirare le camelie fiorite a marzo è il giardino di Villa Anelli a Oggebbio, sulla sponda piemontese del lago Maggiore, con oltre 400 specie. All’interno del parco, c’è anche un agriturismo, la Camelia d’Oro (lacameliadoro.com).

Mentre la Compagnia del Lago di Paolo Zacchera a Verbania Fondotoce (compagniadellago.com) non è solo un vivaio eccezionale di camelie decorative. In un appezzamento dell’azienda sono coltivate 30 mila piante di Camellia sinensis, la camelia dalla cui foglie si ottiene il tè.

Purtroppo non è una pianta da tenere in vaso, ma presso il punto vendita della Compagnia del Lago è possibile acquistare il tè prodotto da loro: un’autentica rarità.


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