Olio per capelli, come scegliere quello giusto. I segreti dell’esperto

Amatissimo dai professionisti del settore, l’olio per capelli è il prodotto must-have da introdurre nella propria routine. Con qualche accorgimento da seguire



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di Lucrezia Candelori


Ormai presente in ogni haircare routine avanzata, l'olio per capelli è uno dei prodotti più amati (e chiacchierati) del momento, complice la promessa di una chioma più lucida, morbida e disciplinata già dalle prime applicazioni.

Non tutti gli oli, però, sono uguali: da quelli tradizionali, come argan e cocco, fino alle formule leggere di ultima generazione, la gamma presente sul mercato è decisamente vasta. Cambiano texture, composizioni e benefici: c'è chi nutre in profondità, chi protegge dal calore di phon e piastra e chi combatte l'effetto crespo senza appesantire. Scegliere l'opzione più adatta alle proprie esigenze è il primo passo per ottenere risultati visibili, rispettando la struttura naturale del capello.


Come scegliere l'olio per capelli giusto

«Scegliere l'olio per capelli giusto non significa prendere il prodotto più famoso sul mercato, ma quello più adatto al proprio tipo di capelli», spiega Gianluca Giannone, hairstylist, ambassador L'Oréal Professionnel e care coach Kérastase. «Capelli fini e sottili avranno bisogno di un olio leggero o di una formulazione spray, mentre chiome spesse o crespe dovranno utilizzare qualcosa di più corposo e nutriente», prosegue l'esperto.

Anche la porosità e lo stato della fibra fanno la differenza. I capelli sensibilizzati da colorazioni o trattamenti chimici otterranno maggiori benefici da oli con agenti antiossidanti oppure ricchi di lipidi, utili per ripristinare elasticità e luminosità.

Al contrario, una chioma naturale e in buono stato potrà affidarsi a texture più leggere, capaci di disciplinare senza appesantire.


A ognuno il suo olio per capelli

I capelli lisci, soprattutto se sottili, richiedono formule impalpabili e a rapido assorbimento, da applicare solo sulle punte per evitare di appiattire. In questo caso funzionano bene oli secchi o light, come quello di argan, ideali per amplificare la brillantezza senza compromettere il volume.

In caso di capelli mossi, invece, un prodotto dalla texture medio-leggera, come quello di mandorla dolce o di nocciolo di albicocca, può aiutare a definire il movimento naturale e a controllare l'effetto frizz, valorizzando le onde senza irrigidirle.

L'applicazione può avvenire anche sul cuoio capelluto umido, per disciplinare e proteggere prima dell'asciugatura. Per i capelli ricci, infine, spazio a formule più ricche e nutrienti: quando la chioma è crespa oppure molto voluminosa, l'olio può diventare un alleato preziosissimo, in grado di mantenere definizione ed elasticità. Qualche goccia lavorata tra le mani, magari di cocco o di avocado, non regala soltanto nutrimento, ma permette anche di ravvivare il riccio nei giorni successivi al lavaggio.


Oli per capelli: gli ingredienti giusti

Al momento della scelta, leggere l’INCI può fare la differenza. Meglio puntare su oli vegetali puri, come argan, jojoba, mandorla, cocco o avocado, che nutrono la fibra, ripristinano l'elasticità e conferiscono lucentezza senza risultare pesanti.

Altri ingredienti da prediligere sono la vitamina E, il pantenolo e gli estratti vegetali antiossidanti, che proteggono i capelli dallo stress ossidativo, dai raggi UV e dai danni provocati dal calore.

Se si vuole ottenere un effetto extra levigato, alcune formule con siliconi leggeri possono aiutare a sigillare le cuticole e a ridurre l'effetto crespo. Meglio evitare, invece, elementi aggressivi come profumi, paraffina e alcol denaturato, che, oltre a impedire l'idratazione naturale, possono seccare le lunghezze e irritare la cute.


Come applicare il prodotto

Buone notizie per chi ha poca dimestichezza con l'haircare: quando si parla di olio per capelli, non esiste una regola fissa nell'applicazione.

«L'olio può essere applicato a capelli asciutti, prima dello shampoo, per nutrire in profondità. Basta riscaldarlo tra le mani facendo pressione, per poi distribuirlo sulle lunghezze», suggerisce Giannone. «Può essere utilizzato anche come impacco, oppure mixato insieme alla propria maschera abituale per potenziarne l'effetto, come un cataplasma. Per facilitare lo styling possiamo metterlo prima della piega, oppure dopo come finish quotidiano».

La frequenza di utilizzo dipende dal tipo di capelli e dal risultato desiderato: per chiome sottili o già ben idratate una o due volte alla settimana sono sufficienti, mentre capelli secchi, crespi o molto trattati possono beneficiare di applicazioni più frequenti, fino a tre o quattro volte settimanali.

L’importante è modulare quantità e consistenza dell’olio in base alle esigenze della propria fibra, evitando di appesantire le ciocche: «Nessun olio unge o appesantisce se è adatto al tipo di capello e se viene usato nella giusta quantità», conclude l'hairstylist.


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