Come curare i capelli che invecchiano: i trattamenti e i tagli consigliati

L’età, lo stile di vita e l’ambiente indeboliscono le “nostre teste”. Mai darsi per vinte! Esistono tanti rimedi per avere una chioma folta, morbida e lucente come a 30 anni



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di Beatrice Serra


Niente da fare, neanche i capelli si salvano dal declino. In più, la mano del tempo va giù pesante, colpisce il colore e pure la struttura. «Non diventano soltanto bianchi, i capelli con il passare degli anni perdono anche forza. E i danni iniziano dalla radice che, ricevendo meno acqua, assorbe anche meno ossigeno e nutrienti indispensabili per una buona crescita. Nello stesso tempo, diminuisce la produzione di cheratina, la sostanza che fa da impalcatura alla capigliatura» spiega Bianca Maria Piraccini, professore ordinario di dermatologia e direttore dell’Unità operativa complessa di dermatologia dell’Università degli Studi di Bologna.

«Si tratta di un processo di deterioramento fisiologico che negli ultimi decenni si è impennato», afferma Carla Scesa, professore di chimica dei prodotti cosmetici all'Università Cattolica di Roma e di cosmetologia all'Università di Siena e alla Scuola internazionale di medicina estetica Fatebenefratelli di Roma. «Ci sono più problemi ora di prima, per colpa dell’aumento degli agenti esterni aggressivi, come il sole, l’inquinamento, il riscaldamento selvaggio, il cloro delle piscine e le radiazioni che deteriorano la fibra capillare. Immaginiamo poi cosa può succedere ai capelli sotto stress, essendo ancora più sensibili della pelle alle tensioni interiori! Ma anche il vizio del fumo e un’alimentazione squilibrata contribuiscono alla comparsa di chiome sfibrate, porose, secche e poco brillanti, specie dopo gli anta».


La manutenzione del bianco

«Ma il vero segno di invecchiamento è l’incanutimento», riprende la professoressa Piraccini. «Esordisce verso i 35-40 anni, con una velocità di progressione che è strettamente individuale e correlata a motivi ereditari. Negli uomini, le tempie sono le prime zone a imbiancarsi, nelle donne l’attaccatura dei capelli. È la natura che, a un dato momento, decide che il follicolo pilifero deve smettere di produrre il pigmento. Questo può ridursi di intensità (capello grigio) o sparire completamente (capello bianco). Più o meno candidi, i capelli bianchi sono più porosi degli altri, perciò si sporcano facilmente».

Portarli al naturale – vezzo che ha un indice di gradimento in ascesa tra le celebrities – non è così scontato, e neanche cure free. «Contro le striature giallognole, bisogna stare lontano da phon e piastre troppo calde, e usare con regolarità shampoo, conditioner e maschere specifici, con tonalità viola che smorzano l’inestetismo», consiglia Paolo Roman, titolare di tre saloni nel milanese e direttore artistico del gruppo parrucchieri Evos. «Questi prodotti vanno usati un lavaggio sì e uno no, e con tempi di posa rapidi (2-3 minuti), altrimenti ci si ritrova con l’effetto “fata turchina”».


Come migliorare la densità

Altro problema del tempo che passa: dopo la menopausa, i capelli si assottigliano, si diradano un po’ ovunque con quell’effetto “chioma svuotata” che ci fa rimpiangere i tempi migliori, quando gli ormoni femminili (estrogeni) predominavano e creavano densità.

«L’alopecia senile, che interessa tutta la testa e non alcune zone come l’alopecia androgenetica, è dovuta all’invecchiamento del fusto capillare in cui non tutte le cellule hanno un’attività di ricambio completa e una resistenza normale agli agenti usuranti», precisa la professoressa Piraccini. «Questa fragilità si combatte con apporti specifici di minerali e vitamine alleati dei capelli. In particolare, sono utili la vitamina H (biotina), che aiuta la sintesi della cheratina, e tutte le vitamine del gruppo B. Per avere un risultato visibile gli integratori per bocca vanno presi in modo continuativo, e non solo nei periodi di aumentata caduta».

Una cosa è lampante: non possiamo fermare il tempo, ma possiamo fare molto contro i capelli che ogni giorno diventano sempre più opachi, sottili e privi di vitalità. «Un aiuto importante proviene anche da cosmetici specifici che apportano alla capigliatura quel pool di sostanze vitali che il nostro organismo non riesce più a produrre», rincalza la dottoressa Carla Scesa. «Occorre, infatti, imparare a seguire un hair routine in grado di idratare, restituire e riparare i capelli, danneggiati sia dall’età sia da trattamenti aggressivi, come la decolorazione».


I bulbi vanno sempre irrorati

«L’hair routine anti-age include prodotti di igiene, prevenzione e trattamento», prosegue la dottoressa Scesa. «Come detersione, la scelta migliore è uno shampoo leggero con pH intorno a 5, che sia rispettoso dell’equilibrio del cuoio capelluto, da usare due volte alla settimana. L’importante è che venga formulato con tensioattivi delicati (come il decyl glucoside), a basso potere delipidizzante. La routine si completa con un balsamo ristrutturante, contenente vitamine B o H e cheratina: le sue proteine, legandosi bene con la struttura originaria del capello, idratano a fondo i fusti e migliorano l’aspetto delle lunghezze. Ne basta una noce, perché i bulbi piliferi assorbono immediatamente tutto ciò che serve.

Usando troppo balsamo, si impedisce loro di farli “respirare” il più possibile in modo che il microcircolo cutaneo funzioni meglio e faccia crescere i capelli più robusti. Se la parola chiave è “rinforzare”, non può mancare una lozione ristrutturante (qualche spruzzo prima dell’asciugatura, alcune si possono usare tutti i giorni a capello asciutto) a base di rosmarino, mirra, lavanda, timo o equiseto. Quest’ultimo estratto vegetale ha un’azione stimolante, sebomodulante e, al tempo stesso, protettiva contro gli agenti atmosferici e l’inquinamento ambientale tipico delle grandi città».


Ci vogliono anche i trattamenti d’urto anticaduta

In autunno, più che mai, si gioca la battaglia anticaduta. «I capelli sono stati esposti allo stress ossidativo del sole, ed è questa la stagione in cui cadono di più. Per stimolare il loro processo vitale di ricrescita, dagli abituali 70-80 al giorno, nel periodo che va da ottobre a dicembre si può verificare una perdita di circa 100-120 capelli al giorno», spiega la dermatologa. «Dopo, nel giro di poche settimane, i capelli ricrescono ma in queste fasi di passaggio è più che giustificato un ciclo di trattamento completo con fiale anticaduta: i loro principi attivi (estratti vegetali come serenoa repens, vitis vinifera, prugno africano e miglio dorato, vitamine, minerali quali zinco, ferro e rame, nonché aminoacidi come la L-cisteina) stimolano l’attività del follicolo pilo-sebaceo e rinforzano il fusto capillare. Così i capelli appaiono più robusti, corposi e folti».

La durata del trattamento anticaduta consigliata? Un ciclo di 6-8 settimane con 1 fiala al giorno, per poi passare nella fase successiva a tre fiale a settimana. Grazie a questo piano d’attacco, i benefici alla prova-specchio si moltiplicheranno a vista d’occhio.


Ristrutturare, parola di parrucchiere

Se proprio non ci piace l’idea che capelli non siano più quelli di una volta, possiamo chiedere una mano pro-giovinezza al nostro parrucchiere di fiducia. «Tra i trattamenti professionali ristrutturanti, sono ancora in prima fila quelli alla cheratina, che restituiscono velocemente al capello quelle sostanze che vengono a mancare con gli anni, e in più vantano l’effetto di creare spessore. A differenza della laminazione, che è soprattutto un lucidante», spiega Paolo Roman.

«Inoltre, ci sono anche novità ridensificanti, come la linea KBonder: va a riparare il capello assottigliato e increspato per mezzo di molecole di aminoacidi che penetrano e si posizionano nelle parti del capello più danneggiate. Questo kit, che si può utilizzare anche a casa, si compone di shampoo a base alcalina, conditioner da tenere in posa per quattro minuti e siero da applicare dalle radici alle punte. Fin dalla prima seduta, i capelli diventano subito più spessi, elastici, lucidi e setosi. Ma per mantenere il risultato il trattamento va ripetuto 4-5 volte di seguito».


I tagli che danno volume contro il diradamete

«Se il cruccio maggiore è il diradamento, il trattamento rinfoltente hi-tech si chiama Fibermime », continua il parrucchiere. «Aumenta il diametro dei capelli, attraverso uno shampoo preparatore, due fiale miscelate e una mousse analcolica: tutti i prodotti contengono attivi capaci di regalare consistenza e volume. Anche in questo caso esiste il kit fai-da-te». Però, nessun trattamento è risolutivo se non si accompagna a taglio e piega adeguati a donare una “testa da leone”.

«Dai 50 anni su, la lunghezza più “giovane” si ferma un dito sopra la clavicola (tra il bob e il long bob), con un minimo di scalatura in cima alla testa (dà un effetto pieno) e una sul davanti (toglie il peso intorno al viso)», prosegue Roman. «La parte più corta formerà un ciuffo da portare con la riga di lato o in mezzo. Prima della piega, poi, ci vuole sempre una mousse o uno spray volumizzante. Quindi, i capelli vanno asciugati naturalmente muovendoli con le dita e infine ritoccati sulle punte con la spazzola o con la piastra. E se ancora c’è qualche vuoto qua e là? La magia riempitiva la fa una polverina texturizzante dello stesso colore dei capelli, che si vaporizza sulle radici… e voilà i capelli sono foltissimi.


Peggiora anche l'alopecia a zone

«L’alopecia androgenetica viene identificata con il diradamento nelle zone androgeno-sensibili (tempie, regione anteriore e vertice della testa) e può essere presente dall’adolescenza in poi», spiega Bianca Maria Piraccini, dermatologa. «In molti casi, comunque, questo tipo di calvizie compare o peggiora con la fine dell’età fertile, in quanto gli ormoni maschili non sono più controbilanciati dagli estrogeni. È un problema, comunque, risolvibile a patto di iniziare le cure presto in modo da fermare il progressivo assottigliamento dei capelli, riuscendo addirittura a farlo regredire. Come? Tra le terapie d’elezione, al primo posto rimane il minoxidil, un vasodilatatore che favorisce la ricrescita dei capelli: oltre alle fiale per capelli, si può somministrare anche per via orale. Un altro farmaco, sempre per bocca, che dà buoni risultati è la finasteride, in grado di contrastare l’azione degli androgeni. Infine, la ricrescita dei capelli può essere potenziata dalla Prp, infiltrazioni di plasma autologo, ricco di piastrine, nel cuoio capelluto. Una tecnica rigenerativa sicura ed efficace».


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