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Il sesso in vacanza ha meno tabù

Durante le vacanze, le donne risultano essere più disinibite, ma anche maggiormente esposte ad adottare comportamenti sessuali a rischio



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Per alcune donne, il soggiorno di vacanza e così le avventure sessuali annesse, costituiscono una dimensione a sé stante, totalmente staccata dalla realtà quotidiana: uno studio eseguito presso l’Università dell’Illinois e della Florida ha quindi perseguito l’intento di indagare il contesto, le motivazioni ed i conseguenti rischi legati alla disinibizione sessuale che caratterizza questo tipo di relazioni.


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Nello specifico, la ricerca ha coinvolto più di 850 donne statunitensi di età compresa tra i diciotto ed i cinquant’anni, che hanno compilato un sondaggio online nel quale dovevano valutare, secondo il proprio punto di vista, le attività, le destinazioni e le “atmosfere” più favorevoli all’adozione di comportamenti sessuali a rischio.

Le partecipanti hanno inoltre valutato il grado di rischio percepito nei confronti di ventitré situazioni “tipo”, come l’avere rapporti sessuali non protetti con un partner occasionale o sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti.

I risultati, pubblicati sulla rivista Tourism Management, hanno quindi permesso di identificare i contesti che, durante un soggiorno di vacanza, inducono maggiormente le donne ad adottare dei comportamenti sessuali a rischio.

«Le destinazioni turistiche esclusive, ed in particolare quelle con atmosfere festaiole e socialmente permissive, promuovono un senso alterato della realtà che spinge le donne verso un maggior desiderio di sperimentazione sessuale, un fattore che riduce al minimo la percezione del rischio, con conseguenze talvolta a lungo termine» spiegano le ricercatici Liza Berdychevsky e Heather Gibson.

Anche un elevato consumo di alcolici è stato additato come uno tra i fattori primari nell’adozione di comportamenti sessuali a rischio, anche se in molte hanno spiegato come il "coraggio liquido" infuso dall’alcol sia un espediente utile per superare i limiti ed i tabù sessuali auto-imposti, e per provare così esperienze da cui erano incuriosite ma che allo stesso tempo erano riluttanti a provare nella normale quotidianità.

«Forse nella vita di tutti i giorni è tutto così razionalmente organizzato e predefinito, che quando ci si trova in situazioni in cui non c'è nessun calendario o controllo sociale, ci si sente finalmente liberi di superare le limitazioni psicologiche e le inibizioni personali» commenta la dottoressa Berdychevsky.

Indossare abiti succinti, rimanere nell’anonimato (e quindi esenti da eventuali giudizi negativi), sentirsi più sicure sessualmente, e percepire il soggiorno di vacanza come una parentesi lontana dalla vita quotidiana e dalle aspettative sociali poi, sono tutti fattori che secondo le intervistate contribuiscono ad una maggiore disinibizione sessuale.

«Dall’indagine è emerso inoltre come le donne abbiano valutato la penetrazione sessuale come la tipologia di rapporto più a rischio – aggiunge la dottoressa Berdychevsky – Questo ci dimostra come si abbia la tendenza a sottovalutare i rischi legati alle attività sessuali senza penetrazione, e nel contempo a sovrastimare il grado di protezione offerto dal preservativo».

«Comprendere la percezione delle donne in merito ai comportamenti sessuali a rischio durante i soggiorni di vacanza, è essenziale per lo sviluppo di campagne d’informazione sull’educazione sessuale che risultino comprensibili ed efficaci» concludono le ricercatrici.

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