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Occhio pigro, le strategie per curarlo

Occhiali, bendaggio e, a volte, l’intervento chirurgico, risolvono l’ambliopia

credits: iStock



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di Valentino Maimone

L’ambliopia è un difetto visivo che colpisce più del 3% dei bambini. «Il piccolo tende a non usare un occhio e a “far lavorare” solo l’altro. Se individuata alla nascita, o comunque nei primissimi anni di vita, si può risolvere efficacemente», spiega Marco Guizzi, oculista a Roma.


Le cause
Nella maggior parte dei casi, all’origine del problema c’è un difetto visivo che riguarda uno degli occhi: «Con astigmatismo oltre le 2 diottrie, ipermetropia superiore a 4 e miopia oltre 6, il cervello privilegia le informazioni provenienti dall’occhio che vede meglio», spiega Guizzi. Lo stesso accade in caso di strabismo: «Non vengono considerate le immagini in arrivo dall’occhio deviato, che quindi il bimbo non usa».


I controlli
«È fondamentale una prima visita oculistica alla nascita, poi entro i 2 anni e dopo a 4-5. Lo sviluppo della capacità di mettere a fuoco le immagini si completa a 6-8 anni: dunque, se si arriva a questa età senza aver diagnosticato e cominciato a curare l’ambliopia, si rischia di non poterla più risolvere del tutto», avverte Guizzi.

  

Le cure
Se il problema dipende da astigmatismo, ipermetropia o miopia, servono gli occhiali
. Correggendo il difetto visivo, l’occhio pigro tornerà gradualmente a lavorare bene. Ma sarà utile anche la terapia di occlusione, che consiste nel tenere coperto l’occhio sano con una garza o un cerotto per diverse ore al giorno (anche 6), a seconda della gravità del problema e dell’età del bambino: più è grande, più a lungo dovrà restare bendato. La terapia, dietro il continuo controllo dell’oculista, può durare qualche anno. Se l’ambliopia dipende dallo strabismo, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico. Dura circa 20 minuti, e serve a rimettere in linea gli assi visivi degli occhi. Già dopo 2-3 mesi il problema comincia a regredire, ma serviranno controlli 3-4 volte l’anno, fino ai 10-12 anni.


COSA FARE DA ADULTI

➔ Si può scoprire di avere l’occhio pigro anche a 30 o 40 anni? «Non è così frequente, ma nemmeno raro. Se non hai la patente o non hai mai fatto una visita dall’oculista, per esempio», dice Guizzi.

➔ In questi casi bisogna rassegnarsi a vedere male? «Si può ricorrere alla tecnica di stimolazione ortottica-elettrofisiologica. Dopo aver collegato il paziente a un dispositivo tramite elettrodi, viene stimolato con immagini e luci. Si fanno sedute da circa 20 minuti ciascuna, 2 volte alla settimana a scalare, per un periodo legato all’entità del difetto. I risultati sono buoni», dice l’esperto.


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Articolo pubblicato sul n. 39 di Starbene in edicolda dal 15/08/2015

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