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In Italia, le donne sono le più tatuate

Sette milioni di italiani hanno almeno un tatuaggio



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Una ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha rivelato come il 13% degli italiani abbia un tatuaggio: le più tatuate sono le donne (13,8%) contro l’11,7% dei maschi, mentre il 7,2% del campione ha meno di 18 anni.

I posti preferiti per imprimere indelebilmente qualcosa sulla pelle? Schiena, piedi e caviglie per le donne, braccia, spalle e gambe per gli uomini. Pochi però sono davvero consapevoli dei rischi per la salute che può comportare un tatuaggio.


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Secondo l’indagine ISS, l’età media per il primo tatuaggio si aggira intorno ai 25 anni: la maggior parte delle persone che scelgono di fare un tatuaggio infatti hanno un’età compresa fra i 25 e i 34 anni.

Il 92,2% delle persone che hanno un tatuaggio ne sono soddisfatti, ma il 17,2% vorrebbe rimuoverlo mentre il 4,3% di loro lo ha già fatto. I tatuaggi, in effetti, si possono rimuovere, ma solo attraverso un’operazione che deve tener conto di diversi fattori.

Sempre dall’indagine ISS emerge che un tatuato su quattro risiede nel Nord Italia, che il 30,7% ha una laurea e che il 63,1% ha un lavoro: il 76,1% dei tatuati poi, ha eseguito il disegno sottopelle presso un centro specializzato, il 9,1% presso un centro estetico, e ben il 13,4% ammette di averlo fatto al di fuori di un centro autorizzato.

Non a caso, il 3,3% del campione ha dichiarato di aver sperimentato, a seguito della tatuatura, una complicanza o comunque una reazione avversa, come dolore, granuloma, ispessimento della pelle, reazioni allergiche e pus.

Farsi un tatuaggio significa introdurre intradermicamente dei pigmenti che entrano in diretto contatto con l’organismo per sempre, e reagiscono direttamente con esso: in caso di reazioni avverse, solo il 12,1% si è rivolto a un dermatologo o almeno al proprio medico di famiglia.

La maggior parte degli utenti si è infatti rivolto al tatuatore, anche se in più della metà dei casi non hanno consultato nessuno.

Solo il 58,2% di chi si è fatto un tatuaggio ha dichiarato di essere pienamente informato sui rischi, ovvero a conoscenza del fatto che il tatoo potrebbe comportare la comparsa di reazioni allergiche, essere una fonte di trasmissione per l’epatite e l’herpes.

Quando a farsi un tatuaggio è un minore poi, è fondamentale accertarsi di disporre del consenso informato dei genitori, mentre il tatuatore deve accertarsi che il cliente sia veramente lucido.

«Quando si decide di fare un tatuaggio – ricorda la professoressa Susanna Esposito, Presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici e Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano – è fondamentale farlo in sicurezza, scegliendo attentamente la struttura che, previa la firma del consenso informato, deve garantire alti standard di igiene e una strumentazione adeguata e sterilizzata: gli aghi, per esempio, devono essere “usa e getta” o conservati in pacchetti sigillati, i pigmenti utilizzati sempre nuovi, ed il tatuatore dovrebbe indossare sempre i guanti».

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