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Ogni età ha la sua igiene orale

Sono tre i giri di boa importanti per i tuoi denti: l’infanzia, la giovinezza e la maturità. Ecco come cambiano le regole di buona manutenzione del sorriso



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di Cinzia Testa

Mezz’ora al giorno. È il tempo da investire per la cura dei denti. Già a pochi istanti di vita. «Si parte dalla corretta pulizia delle gengive del neonato per continuare con la cura dei denti da latte e proseguire poi con i permanenti», spiega Carlo Ghirlanda, Segretario culturale dell’Associazione nazionale dentisti italiani. E non serve solo a garantire la salute della bocca. Un’igiene scorretta nelle varie fasi della vita può avere ripercussioni inaspettate, come dimostra uno studio dell’Università di Yale: chi soffre di gengiviti si ammala più spesso di infezioni alle prime vie aeree. I batteri, responsabili della placca in bocca, possono infatti scatenare anche malattie respiratorie. Ecco, allora, la nostra guida all’igiene orale, con le cure e i “nemici” dai quali difendersi, età per età.

Durante l’infanzia
Per i bebè serve la garzina Anche nei piccolissimi si formano i batteri responsabili della formazione della placca, che proliferano a causa dei residui di latte o di pappa. Dopo ogni pasto passa con delicatezza una garza imbevuta di acqua sulle gengive del tuo bimbo. Se ti sembra che siano arrossate, imbibisci la garzina in una tisana preparata con fiori di malva e lasciata raffreddare. In questo modo prepari anche la sua bocca alla dentizione: se le gengive sono sane e toniche i dentini spuntano con maggiore facilità e il tuo bimbo sente meno male. La garzina usala fino ai 2 anni di età, pure per i suoi primi dentini. La prima visita dal dentista? Puoi farla anche ora.

A 2 anni spazzolino mattina e sera
In cinque casi su dieci i bambini non si lavano i denti tutti i giorni, rischiando già la carie da piccolissimi, un’ eventualità che raddoppia le probabilità di soffrirne anche quando la dentatura sarà definitiva. Per non parlare delle ripercussioni che può avere la caduta precoce dei denti da latte: c’è un rischio concreto che, quando spuntano i denti permanenti,non si allineino perfettamente, e ci voglia l’apparecchio. La soluzione? Abitualo a lavarsi i denti 2 volte al giorno. Attenzione quando cade un dentino. Per un paio di giorni niente spazzolino nella zona con il “buchino”. Utilizza invece la garza, come quando era neonato, imbibita di tisana fredda alla malva.

A 7 anni dall’ortodontista
È utile sottoporre il bambino a una visita dallo specialista per verificare che i denti crescano bene e che non ci siano difetti di masticazione. «Potrebbe essere necessario l’apparecchio », dice l’esperto. «In questo caso bisogna seguire le indicazioni del medico per allontanare il più possibile il rischio che i batteri ristagnino tra apparecchio e denti». Qualche consiglio: i denti devono essere spazzolati uno per uno con uno spazzolino ad hoc, e il bambino deve imparare a usare il filo interdentale per rimuovere i residui di cibo.

Dai 18 anni
Lo spazzolino elettrico aiuta
Due neomaggiorenni su cinque sono poco attenti all’igiene orale. Ma le soluzioni per riportarli sulla “retta via” non mancano. A partire dallo spazzolino elettrico, che rende più facile la pulizia.Unica avvertenza: vanno rispettate le giuste mosse dello spazzolamento. Prima l’arcata superiore, poi quella inferiore sia nella parte esterna sia in quella interna, insistendo in particolare nella zona tra gengiva e dente. Sì anche alla salviettina dentale, imbibita di collutorio, da utilizzare di giorno quando non c’è lo spazzolino a portata di mano. È simile al dito di un guanto, si infila e si passa sui denti, come uno spazzolino. Va bene anche un chewingum senza zucchero. Va passato sui denti aiutandosi con la lingua: è un rimedio per togliere i residui di cibo.

Occhio al piercing
«L’igiene orale è ancora più importante se si ha un piercing sulla lingua», sottolinea il dentista. «Possono crearsi infatti delle piccole lesioni dannose per la salute del cavo orale. Per tenerne lontano il rischio è opportuno allora, almeno una volta al giorno, fare dei risciacqui con un collutorio scelto dal proprio medico», spiega il dottor Ghirlanda.

Sì al controllo annuale
Bisogna andare dal dentista non solo per verificare lo stato di denti e gengive e per la seduta di igiene dentale. «Un attento controllo può evidenziare sulle gengive, oppure nella zona interna delle guancela presenza del papilloma, un virus (Hpv) che si può trasmettere attraverso i rapporti sessuali proprio tra i giovani», chiarisce l’esperto. «Ha l’aspetto di un grappolino d’uva, ma con chicchi così piccoli che difficilmente si avvertono. In questo caso va eliminato subito perché altrimenti, negli anni, può essere la causa di un tumore del cavo orale».

Dopo i 50 anni
Attenzione alle gengive A questa età aumenta il rischio di parodontopatia, più comunemente conosciuta come piorrea: si tratta di una malattia infiammatoria-degenerativa a carico dei tessuti di sostegno dei denti che, nella fase finale, ne causa addirittura la caduta. A provocarla sono i batteri presenti nella placca batterica.

«Per prevenire questa malattia e tenerla sotto controllo, se si è già manifestata, è fondamentale curare molto bene l’igiene dei denti e stare attenti ad alcuni campanelli d’allarme», spiega il dottor Ghirlanda. «È basilare rivolgersi subito al proprio dentista se le gengive sanguinano durante la pulizia con lo spazzolino, se sono arrossate e gonfie e si prova dolore in queste zone». Se diagnosticata in fase iniziale, per curare questa malattia è sufficiente la rimozione accurata periodica della placca da parte del dentista.

Ok all’idropulsore
Può essere utile sostituire il tradizionale spazzolino con quello elettrico con la testina rotante. Il leggero movimento rotatorio massaggia le gengive e garantisce una buona circolazione del sangue. E dopo conviene utilizzare anche l’idropulsore. Bisogna insistere nelle zone dove ci sono capsule o ponti. Il getto di acqua che emette è un aiuto in più per impedire ai batteri di formare la placca in queste zone più rischiose. «Queste regole valgono  oprattutto se si è ricorsi all’implantologia», conclude Graziella De Angelis. «Se la placca batterica non viene asportata quotidianamente, si accumula infatti attorno agli impianti e provoca una reazione infiammatoria che può intaccare il tessuto osseo e compromettere la stabilità dell’impianto».

Il check-up gratis
Per gli adulti un controllo annuale dal dentista previene anche il tumore del cavo orale. È più a rischio chi ha dei precedenti in famiglia, chi fuma oltre 20 sigarette al giorno, chi consuma spesso alcol e ha un’alimentazione povera di frutta e di verdura. Grazie a Cinque minuti per salvare la vita, promossa da Andi, fino al 31 ottobre puoi prenotare un check-up gratuito al numero verde 800-911202, o su oralcancerday.it

Articolo pubblicato sul n.24 di Starbene in edicola dal 02/06/2015 

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