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Sport e medicina rigenerativa

Dalla medicina rigenerativa, nuove terapie per l’usura precoce delle articolazioni causata dalla pratica di alcune tipologie di sport



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«Le procedure chirurgiche attuali per il trattamento delle lesioni articolari, ginocchio e spalla in primis, hanno raggiunto un alto grado di avanzamento tecnologico: se fino a qualche anno fa un certo tipo di lesione comportava la fine di una carriera per uno sportivo, oggi possiamo parlare di un ritorno all’attività nel 90% dei casi anche dopo un danno particolarmente grave» afferma Giancarlo Coari, Presidente del XXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Artroscopia che si terrà a Carrara tra il 21 e il 23 ottobre nonché Past President SIA.

«Progressi scientifici di rilievo clinico si stanno inoltre verificando in una nuova branca di studio, quella della “medicina rigenerativa” che utilizza le terapie biologiche per ricostruire, riparare o promuovere la rigenerazione di tessuti malati o danneggiati».


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Infatti, se il concetto di “medicina rigenerativa” in sé non è nuovo (basti pensare che i primi trapianti di midollo osseo e di organi risalgono a diversi decenni fa), gli innumerevoli progressi operati in biologia cellulare e dello sviluppo, in immunologia ed in altri campi affini, hanno costantemente permesso di esplorare nuove opportunità, utili a migliorare le terapie rigenerative esistenti e svilupparne di nuove.

Un ambito di applicazione importante per la medicina rigenerativa comprende le articolazioni precocemente artrosiche, ovvero quelle infiammazioni che interessano le articolazioni e che risultano spesso legate alla pratica di un’attività sportiva, a traumi pregressi oppure ad interventi in pazienti ancora giovani o attivi.

La pratica di sport faticosi e ad alto impatto infatti espone al rischio di lesioni articolari, comunemente localizzate a livello di caviglie, ginocchia ed anche.

Nello specifico, secondo una recente revisione scientifica operata da un gruppo di scienziati dell’Università del Tennessee su 1294 studi, tra i fattori di rischio per l’insorgenza di artrite al ginocchio e all’anca prima dei 45 anni rientrerebbe la partecipazione a sport di squadra (come il calcio e l’hockey su ghiaccio) per gli uomini, e la ginnastica a corpo libero ed il Kung Fu per le donne.

Proprio a questa peculiare tipologia di pazienti, che presenta problematiche a cui l’artroscopia o la protesi non riescono a rispondere in maniera efficace e soddisfacente, la medicina rigenerativa dedica lo sviluppo di innovativi approcci terapeutici che passano attraverso i nuovi derivati del sangue.

«L’ultima innovazione in questo senso è rappresentata dal plasma arricchito in piastrine o PRP (Platelet Rich Plasma) – spiega Coari – che grazie alle sue proprietà rigenerative e anaboliche ha dimostrato di essere efficace nel modulare i processi infiammatori e indurre i processi rigenerativi, comportandosi come una sorta di ‘bioreattore’».

«Grazie alla sua composizione (piastrine e leucociti in diversi rapporti), il plasma arricchito in piastrine ha tutti i presupposti per aprire una nuova frontiera di ricerca, anche se già oggi può essere considerata una ‘potential biological machine’ che necessita di essere regolata per potenziarne gli effetti e per conoscerne sia limiti applicativi che caratteristiche ottimali».

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