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Pelle, come proteggerla dal freddo

Le ore ridotte di luce, pioggia, smog e basse temperature mettono a dura prova l’epidermide. Ecco le cure giuste per viso, corpo e capelli



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di Paola Oriunno

Diciamo la verità: non si è mai abbastanza pronte per affrontare l’inverno. Le ore ridotte di luce, le lunghe giornate di pioggia, lo smog, il freddo intenso e l’aria secca mettono a dura prova anche le persone più temprate e abituate ai climi rigidi. E sul fronte beauty non va meglio: l’epidermide tende a screpolarsi, il colorito diventa grigio e opaco, i capelli si gonfiano e si fanno ingestibili.

Ecco perché è consigliabile prepararti da ora ad affrontare la stagione più fredda con prodotti e trattamenti mirati: così, puoi preservare la salute e l’aspetto della pelle e dei capelli e non ti farai cogliere di sorpresa quando il termometro scenderà a picco. Scopri cosa puoi fare qui di seguito.

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LE ATTENZIONI PER IL VISO

Preparare la pelle al freddo significa prima di tutto rinforzarla e preservare il film idrolipidico, cioè la barriera superficiale di acqua e grassi, che la protegge dalle aggressioni esterne (smog, freddo, vento, umidità…). Ecco perché devi partire dai gesti più semplici, come una corretta detersione.

Prenditi cura del viso e del collo mattino e sera, dedicandogli il tempo che occorre e i prodotti giusti, non i primi che trovi in bagno. «La pulizia, in particolare, va fatta due volte al giorno ma non deve essere troppo aggressiva. Deve rispettare il pH e il film idrolipidico», sottolinea la dermatologa Rita Giacomello. Non strofinare quando rimuovi le impurità e non usare detergenti a risciacquo con tensioattivi aggressivi che seccano troppo.

«La pulizia ideale per la pelle secca è quella fatta con cosmetici senza risciacquo, come un latte corposo da applicare con le dita (prima massaggiando e poi picchiettando per “scollare” meglio lo sporco dalla pelle) ed eliminare con una velina o un dischetto i cotone. Ma sono indicati anche gli oli, le acque micellari o i saponi-non-saponi.

Da un recente rapporto di Greenpeace è emerso che, negli ultimi decenni, l’aria è diventata più acida a causa dell’inquinamento. «Questo fenomeno distrugge i fosfolipidi presenti sulla pelle e altera il pH della barriera cutanea. Ecco perché negli studi dermatologici si registra un aumento della xerosi, cioè la pelle eccessivamente secca», avverte la dermatologa.

Il primo step per combattere i danni dello smog? Passare il tonico, cioè non trascurare la fase tra la pulizia e l’idratazione. «Questo prodotto, infatti, è assolutamente necessario per ripristinare il pH della pelle sana, che va dal 5,3 al 5,6, per eliminare i residui di trucco e anche le particelle inquinanti che soffocano la cute», spiega la cosmetologa Stefania Degliesposti.

«Il detergente, per avere la sua funzione di pulizia, alza il pH della pelle. Il tonico, invece, essendo un idrolita, cioè una soluzione a base principalmente di acqua, ripristina il pH cutaneo al valore fisiologico di 5,5 e riporta tutto alla normalità.Così, la pelle è più protetta e meno esposta agli agenti tossici».

E sarà anche pronta per l’applicazione di una crema che, a a sua volta, dovrà fare da barriera con cere vegetali, oli e burri naturali, che evitino la dispersione dell’acqua e mantengano la cute idratata.

LE ATTENZIONI PER IL CORPO

È questo il momento di occuparti di quelle zone del corpo che tra poco coprirai con calze, collant e strati di vestiti. Cosa fai per loro? Le nutri, le idrati e fai in modo che non diventino secche, asfittiche e prive di tono nei mesi invernali. Ma si fa presto a dire “ho la pelle secca”.

Le cause di questo problema sono diverse e non c’è un solo rimedio o cosmetico per risolverlo. Potrebbe essere semplicemente disidratata. «In questo caso, il contenuto di acqua è sensibilmente inferiore rispetto ai parametri fisiologici. Nella cute normale e sana è di circa il 15-20%. Quando questo valore scende al di sotto del 10%, la cute diventa secca, tira e si desquama», spiega la dermatologa Giacomello. 

Poi, c’è la pelle secca alipidica, in cui la componente grassa e sebacea è carente. «Una pelle poco nutrita appare disidratata, svuotata, invecchiata precocemente, non riesce più a difendersi da freddo, sole, vento, smog. E non si autoripara quando è sotto stress», precisa l’esperta. Le abitudini alimentari sbagliate, abiti troppo stretti, l’uso di cosmetici non adatti possono provocare un assottigliamento della pelle e una riduzione del tenore di acqua, sia a livello epidermico sia dello strato corneo.

«Nutrire la pelle significa soprattutto darle da mangiare e da bere. Quindi, per mantenerla sana in vista dell’inverno, devi garantirle già da adesso un livello corretto di lipidi e di acqua. La pelle ha bisogno di entrambi. Altrimenti, si secca e diventa fragile, non riesce più a difendersi dagli agenti atmosferici e non si autoripara», spiega la dermatologa.

Per mantenere il nutrimento e l’elasticità cutanee, preferisci creme a base di oli e burri vegetali dalla forte azione nutriente, per esempio con oli di macadamia, di cartamo, di sesamo o di vinaccioli. Per recuperare l’elasticità, invece, fai il pieno di vitamine del complesso B (pane, lievito, uova) e di C, indispensabile
per la sintesi delle fibre elastiche e utilissima come antiossidante».

LE ATTENZIONI PER I CAPELLI

➔ Anche la hair-routine va cambiata quando arriva il l’inverno: servono shampoo, balsami o maschere ricche di ceramidi e principi attivi nutrienti e agenti liscianti che diano spessore e nutrimento alla fibra.

Così, previeni anche l’effetto crespo tipico della stagione più umida e fredda. Ma se per 3-4 mesi vuoi avere capelli perfetti, soprattutto gestibili e disciplinati (sia che tu li abbia lisci, sia ricci) puoi intervenire subito con prodotti a base di cheratina. Il fusto del capello è una struttura “morta” formata da cellule che hanno perso il nucleo e le funzioni vitali.

➔ Queste cellule contengono alte concentrazioni di una proteina fibrosa, molto resistente, la cheratina, simile a quella presente sulla pelle ma molto più dura perché contiene una grandissima quantità di cistina, aminoacido ricco di zolfo. Quando le molecole di cistina si rompono a causa delle tinture o per phon e piastra roventi, le ciocche iventano crespe e ribelli. Per averle setose puoi aggiungere nuova cheratina con i prodotti giusti e anche con un rituale da fare
in salone, come la lisciatura.

«È un trattamento professionale a base di cheratina idrolizzata che penetra facilmente nel capello per ripararlo e che sigilla le cuticole», spiega Sabrina Arvizzigno, hair designer di Arvi’s Framesi Boutique a Milano. «Questa cheratina è senza formaldeide, quindi non è dannosa per cute e capelli e non emana vapori tossici che potrebbero danneggiare la salute di chi esegue o riceve il trattamento. Il “lissage” è consigliato a chi vuole un liscio perfetto e duraturo, senza piastra.

➔ Unico accorgimento: la cheratina dopo un po’ di tempo “scarica”. Quindi, il risultato va mantenuto a casa con shampoo e creme specifiche e poi dopo 3/5 mesi, a seconda del tipo di capello».

Articolo pubblicato sul n.43 di Starbene in edicola dall'11/10/2016

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