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Via le merendine dai distributori delle scuole

Fino a oggi lo spuntino sano è stato promosso perlopiù da iniziative locali. Ma la proposta di legge, che verrà analizzata a ottobre 2016 alla Camera, mira a bandire snack poco salutari dai distributori automatici delle scuole e nei luoghi frequentati da bambini e ragazzi

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di Oscar Puntel


Una proposta di legge chiede di bandire, dai distributori automatici merendine, dolciumi, sacchetti di patatine. Al loro posto: frutta fresca, secca e yogurt.

«Via il junk food, il cibo spazzatura da tutti i luoghi frequentati dai ragazzi, quindi soprattutto dalle scuole: bisogna insegnare ai più giovani a mangiare sano e ad apprezzare i sapori genuini degli alimenti, non quelli artefatti tipici dei prodotti preconfezionati», ci spiega Umberto D’Ottavio, primo firmatario del testo, che in ottobre verrà analizzato in Commissione affari sociali alla Camera.


GLI INGREDIENTI SOTTO ACCUSA

Il punto centrale della proposta di legge è il divieto di somministrare ai minori, attraverso distributori automatici "alimenti e bevande contenenti un elevato apporto totale di acidi grassi saturi, di acidi grassi trans, di zuccheri semplici aggiunti, di sodio, di nitriti e di nitrati utilizzati come additivi, di dolcificanti, di teina, di caffeina, di taurina e di altre sostanze". Quali siano queste “altre sostanze” e quale sia il limite di questo “elevato apporto”, tutto dovrà essere stabilito da uno specifico tavolo di esperti. Il divieto riguarderà tutti i luoghi pubblici, dove si prevede la presenza dei minori.


EDUCAZIONE ALIMENTARE DALLA PRIMA INFANZIA

«È noto», aggiunge Umberto D’Ottavio «che le modificazioni degli stili di vita, come quelle alimentari, si ottengono più facilmente intervenendo nell'infanzia e con l’aiuto di scuola e famiglia. Le istituzioni devono dare un messaggio concreto e coerente con quello che si predica ai convegni sulla sana alimentazione».

La proposta parte dalle centinaia di iniziative locali sviluppate, talvolta dai singoli istituti scolastici, sulle “merendine sane” della ricreazione, con gli enti locali coinvolti nelle forniture gratuite agli alunni. «Si parte da quelle singole esperienze, per uniformare e allargare a tutti il concetto che negli zaini dei nostri ragazzi deve entrare cibo sano, sia che se lo portino da casa, sia che lo acquistino alle macchinette della scuola,  precisa Umberto D’Ottavio.


IL MONDO DELLA DISTRIBUZIONE

«Abbiamo già incontrato i rappresentanti della filiera agricola e sono ben contenti di poter inserire i loro prodotti locali, come succhi di frutta, yogurt e frutta secca e frutta fresca», aggiunge D’Ottavio. «Stiamo invece ancora trattando con le associazione dei distributori, quindi con chi gestisce le “vending machine”: per loro risulta complicato il sistema di conservazione di prodotti molto freschi, però hanno mostrato disponibilità.

L’idea del “vietare qualcosa” è sempre molto forte, ma sono sicuro che un compromesso si troverà. Si tratta di mettere al centro e attuare in modo omogeneo in tutta Italia gli obiettivi del mangiare sano e della lotta all’obesità infantile. Non è più questione di singoli territori o realtà: diventa un progetto di tutti».

25 agosto 2016

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