Estate, quando la voce va in tilt: perché ti ritrovi afona e come evitarlo

Dal caldo alla disidratazione, dagli sbalzi termici alle serate passate a cantare e chiacchierare: in estate le corde vocali lavorano più del solito. Scopri quali errori commetti senza accorgertene e le strategie per proteggere la tua voce

Estate, quando la voce va in tilt: perché ti ritrovi afona e come evitarlo
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L’estate è la stagione delle vacanze, degli aperitivi all’aperto e della voglia di stare insieme. Si parla di più, si canta ai concerti, si urla durante le partite in spiaggia, si trascorrono ore nei locali con la musica ad alto volume e si passa continuamente dal caldo torrido della strada all’aria condizionata di auto, alberghi, uffici e centri commerciali. In questo continuo saliscendi termico, la voce diventa il primo bersaglio: può incrinarsi, abbassarsi, diventare flebile o scomparire quasi del tutto, lasciandoci improvvisamente afoni dopo una serata di divertimento.

Secondo le stime, fino a una persona su tre sperimenta almeno una volta nella vita un episodio di disfonia, cioè un’alterazione temporanea o persistente della voce. La percentuale supera il 50% tra chi utilizza intensamente la voce per lavoro o per attività artistiche, dai docenti ai performer, dagli animatori ai cantanti. Eppure, solo una minoranza di chi presenta disturbi vocali si rivolge a uno specialista: molti attribuiscono la voce bassa alla stanchezza, al caldo, a un “colpo d’aria”, sottovalutando sintomi che, se ignorati, possono trasformarsi in problemi più seri e più difficili da trattare.

Perché d’estate la voce è più vulnerabile

Quando si pensa ai disturbi della voce, l’immaginario corre subito all’inverno: raffreddori, malanni di stagione, infiammazioni delle vie respiratorie. In realtà, anche i mesi estivi possono mettere a dura prova le corde vocali, seppure per motivi completamente diversi.

«Il vero nemico non è il caldo, sono gli sbalzi termici», spiega il dottor Carlo Robotti, laringologo dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Giuseppe di Milano – Gruppo MultiMedica. «Passare in pochi istanti da oltre 35 gradi esterni ai 20-25 gradi di un ambiente climatizzato sottopone le mucose delle vie respiratorie a un vero stress, rendendole più sensibili e reattive».

A peggiorare la situazione è proprio l’aria condizionata. Oltre ad abbassare la temperatura, infatti, riduce l’umidità dell’ambiente, favorendo la disidratazione delle mucose della gola e della laringe. Quando le corde vocali perdono idratazione, lo strato di muco che ne facilita la vibrazione diventa più scarso e denso: aumenta l’attrito durante la fonazione, la voce si affatica più facilmente e possono comparire secchezza, raucedine e quella fastidiosa sensazione di gola “che tira”.

Se poi il getto dell’aria fredda è diretto sul viso o sul collo e l’esposizione si prolunga per diverse ore – come accade durante i lunghi viaggi in treno, automobile e soprattutto aereo – il rischio di irritazione cresce ulteriormente. «Respirare attraverso una garza leggermente inumidita può offrire un sollievo temporaneo, perché contribuisce ad aumentare l’umidità dell’aria inspirata», suggerisce il dottor Robotti. «Tuttavia si tratta solo di un supporto: la vera protezione nasce da una corretta idratazione generale dell’organismo».

Karaoke, aperitivi e cene fino a tardi: i piaceri che mettono alla prova

L’estate inoltre porta con sé ritmi diversi e, inevitabilmente, cambia anche il modo in cui utilizziamo la voce. Le serate si allungano, si cena più tardi, si trascorrono ore a chiacchierare con gli amici, si partecipa a concerti, feste all’aperto e karaoke. Momenti di convivialità e divertimento che, però, possono trasformarsi in uno stress per le corde vocali.

«Uno dei primi fattori da considerare è l’alimentazione», interviene il professor Francesco Mozzanica, direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Giuseppe di Milano – Gruppo MultiMedica. «Durante le vacanze è più facile concedersi pasti abbondanti, cibi speziati, fritti o qualche bicchiere di vino in più. Se a questo si aggiunge l’abitudine di andare a letto poco dopo cena, aumenta il rischio di reflusso gastroesofageo e faringolaringeo. In questi casi una piccola quantità di contenuto gastrico e dei suoi vapori può risalire fino alla gola, irritando la laringe e le corde vocali».

Urlare non fa bene, ma nemmeno bisbigliare a lungo

Ma non è solo ciò che mangiamo a influire sulla salute della voce: conta anche il modo in cui la utilizziamo. Durante un concerto, un aperitivo in un locale affollato o una serata karaoke, il rumore di fondo ci spinge quasi inevitabilmente ad alzare il volume per riuscire a farci sentire. Nei grandi spazi aperti, inoltre, manca la naturale riflessione del suono garantita dalle pareti di un ambiente chiuso: sentiamo meno la nostra voce e, quasi senza accorgercene, finiamo per urlare o cantare con un’intensità ben superiore alle nostre reali possibilità. Questo sovraccarico può provocare affaticamento, raucedine e, nei casi più intensi o ripetuti, anche piccoli traumi delle corde vocali.

Attenzione, però, a non cadere nell’errore opposto. «Anche bisbigliare a lungo, magari perché la voce è già stanca o per non disturbare chi ci sta accanto, può essere dannoso», sottolinea il dottor Robotti. «Il sussurro, infatti, non rappresenta un vero riposo per la laringe: costringe le corde vocali a una posizione innaturale e richiede comunque un notevole impegno muscolare. Se la voce è affaticata, la scelta migliore non è parlare sottovoce, ma ridurre il tempo trascorso a parlare e concedersi qualche ora di autentico riposo vocale».

Ecco chi rischia di più problemi alla voce in estate

La vulnerabilità estiva può riguardare chiunque, ma non tutti partono dallo stesso livello di fragilità. «Le categorie più esposte sono quelle che utilizzano la voce in modo intensivo», chiarisce il dottor Robotti. «Gli insegnanti, ad esempio, sono tra i professionisti più colpiti dai disturbi vocali durante l’anno scolastico: spesso arrivano a giugno con una voce affaticata e raucedine ricorrente. Per loro l’estate può rappresentare un momento prezioso di recupero, ma anche l’occasione per valutare eventuali disturbi persistenti e sottoporsi, se necessario, a un controllo specialistico».

Esistono però anche professioni per cui la stagione estiva coincide con un aumento dell’impegno vocale. Animatori turistici, cantanti, musicisti, performer, presentatori di eventi e operatori dei villaggi vacanze trascorrono spesso molte ore a parlare, cantare o guidare attività davanti a gruppi numerosi, in condizioni non sempre favorevoli. Palchi all’aperto, rumore di fondo, vento, polvere, ambienti secchi e una scarsa possibilità di ascoltare correttamente la propria voce possono portare a un utilizzo eccessivo della muscolatura laringea. Non sorprende quindi che proprio tra queste categorie siano più frequenti episodi di raucedine, calo della voce, infiammazioni e piccoli traumi delle corde vocali.

Cosa succede alla gola quando la voce si abbassa

Quando ci ritroviamo improvvisamente con la voce più bassa, roca o “soffiata”, non è solo una questione di affaticamento. Spesso si tratta di un insieme di alterazioni che coinvolgono la mucosa delle corde vocali. «Nella maggior parte dei casi si osserva un edema, cioè un accumulo di liquidi nei tessuti delle corde vocali, associato a una maggiore vasodilatazione», descrive il dottor Robotti.

«In alcuni casi, soprattutto se c’è stato un piccolo trauma, compaiono anche irregolarità del bordo libero delle corde vocali». Tutte queste modifiche, anche se minime, interferiscono con un meccanismo estremamente preciso: la vibrazione periodica e armonica delle corde vocali. Per produrre la voce, le due corde devono chiudersi, “baciarsi” sulla linea mediana e vibrare all’unisono.

Se la mucosa è gonfia, irritata o presenta piccole asperità, la vibrazione perde regolarità: una parte dell’aria sfugge, la chiusura non è completa, il suono diventa rauco, sporco. Sono segnali tipici di uno stato infiammatorio o di una microlesione del bordo libero delle corde vocali. Nulla di drammatico, ma un campanello d’allarme da non ignorare, soprattutto se la voce è uno strumento di lavoro.

I consigli base per proteggere la voce in estate

Il primo pilastro della prevenzione estiva è l’idratazione. Bere con regolarità durante tutta la giornata (indicativamente almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, aumentando il quantitativo in caso di caldo intenso, attività fisica o abbondante sudorazione) rappresenta la prima e più semplice strategia per mantenere efficiente il delicato meccanismo della fonazione. Accanto all’acqua, anche le abitudini alimentari tipiche delle vacanze meritano attenzione.

L’estate è spesso sinonimo di cene che si prolungano fino a tardi, aperitivi, pasti più abbondanti e qualche concessione in più rispetto alla routine quotidiana. «Cibi speziati, agrumi, pomodori, cioccolato, menta, caffè, aglio e cipolla possono favorire il reflusso faringolaringeo, anche nella sua forma cosiddetta silente», spiega il dottor Robotti. «Non sempre il reflusso provoca il classico bruciore di stomaco: in alcuni casi i succhi gastrici e i loro vapori possono risalire fino alla gola senza dare sintomi evidenti, ma irritando comunque la mucosa della laringe e interferendo con la normale vibrazione delle corde vocali».

Il risultato può essere una serie di disturbi apparentemente scollegati tra loro: una voce più roca soprattutto al mattino, la sensazione di avere qualcosa bloccato in gola, la necessità frequente di schiarirsi la voce o una tosse secca e persistente. Per ridurre questo rischio, soprattutto nei periodi in cui la voce è già affaticata, è consigliabile evitare pasti troppo abbondanti nelle ore serali, non coricarsi subito dopo cena e limitare gli alimenti che favoriscono il reflusso nei soggetti più predisposti.

Occhio se il disturbo dura oltre due settimane

La regola più importante, però, è quella “dei 15 giorni”: un abbassamento di voce dopo una serata al karaoke, un concerto sulla spiaggia o una notte in un locale rumoroso può essere del tutto normale e risolversi spontaneamente. «Ma se una raucedine, una voce flebile o una sensazione di affaticamento persistono oltre due settimane, non vanno attribuite a un semplice colpo d’aria», indica il professor Mozzanica. «Sono segnali che meritano una valutazione specialistica, con un esame diretto delle corde vocali come la laringostroboscopia. Ignorare questi sintomi e continuare a sforzare la voce può trasformare una semplice infiammazione acuta in una condizione cronica, talvolta bisognosa di terapie più invasive».

Prima regola, metti le corde vocali a riposo

Per i disturbi lievi e transitori, il rimedio più efficace è sorprendentemente semplice: serve riposo vocale. Significa parlare solo pochi minuti ogni ora, a volume moderato, evitando lunghe conversazioni. «Esistono poi integratori che possono aiutare, come quelli a base di bromelina, un antinfiammatorio naturale con effetto cortisone-like, utile per ridurre edema e infiammazione senza gli effetti collaterali dei corticosteroidi», ricorda il dottor Robotti. «Ma anche gli integratori vanno assunti con criterio e sempre dopo un confronto con lo specialista».

Le corde vocali sono strutture piccolissime – circa 18-20 millimetri nell’uomo e 14-16 millimetri nella donna – ma svolgono una funzione straordinaria. Attraverso la voce comunichiamo emozioni, relazioni, pensieri e identità. «Proteggerla durante l’estate non significa rinunciare alle occasioni di socialità, ai concerti o alle serate con gli amici, ma semplicemente imparare ad ascoltare i segnali che arrivano dalla nostra laringe», conclude il dottor Robotti. «Una prevenzione fatta di piccoli gesti quotidiani, attenzione ai propri limiti e tempestività nel chiedere aiuto quando qualcosa non torna».