Morbillo, il virus fa di nuovo paura: colpisce anche gli adolescenti e i giovani adulti. Le indicazioni del Ministero

Morbillo, il virus fa di nuovo paura: colpisce anche gli adolescenti e i giovani adulti. Le indicazioni del Ministero
Foto: i Stock

Torna l’allarme morbillo. Una malattia tipicamente esantematica che sembrava sconfitta, fa di nuovo paura. Inoltre colpisce anche gli adulti. Dopo una fase di apparente calo registrata nel corso del 2025, i dati epidemiologici del 2026 fotografano una recrudescenza del virus nel nostro Paese. Nei primi cinque mesi dell’anno, il Ministero della Salute ha rilevato 472 casi confermati (con un totale di ben 609 segnalazioni tenendo conto anche dei casi probabili e possibili), segnando un incremento del 78% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un quadro clinico ed epidemiologico che ha spinto il Ministero a diramare una circolare d’emergenza diretta a Regioni e ASL per sollecitare l’adozione immediata di misure di contrasto, il rafforzamento della sorveglianza e l’avvio di campagne straordinarie di immunizzazione.

Morbillo: la mappa del contagio

Il virus non si sta diffondendo in modo omogeneo lungo la Penisola, ma registra focolai particolarmente intensi in alcune aree territoriali del Centro-Sud. A guidare l’incremento dei contagi è la Calabria, che ha visto un’esplosione epidemica passando dai soli 17 casi del 2025 a oltre 265 segnalazioni nei primi cinque mesi del 2026. Dati preoccupanti arrivano anche dalla Campania, dove i casi sono saliti a 100 (rispetto ai 18 dell’anno precedente), dalla Toscana (passata da 6 a 49 casi) e dal Lazio (54 casi).

L’identikit di chi prende il morbillo

Dall’analisi dei dati ministeriali emerge con chiarezza la causa primaria di questo ritorno virale: la mancanza di protezione immunitaria. Tra i soggetti che hanno contratto l’infezione e di cui si conosce lo stato vaccinale, ben il 93,3% è risultato non vaccinato.

A differenza di quanto si possa pensare, il morbillo nel 2026 non è più una patologia ristretta esclusivamente all’infanzia. La fascia d’età maggiormente colpita è infatti quella dei giovani adulti (tra i 15 e i 39 anni) e degli adolescenti. Si tratta di una fetta di popolazione che speso sfugge ai controlli e ai richiami di routine, accumulando negli anni una  suscettibilità immunitaria che permette al virus di circolare liberamente. Particolare preoccupazione desta, inoltre, il contagio tra gli operatori sanitari, una categoria professionale ad alto rischio che, se non adeguatamente immunizzata, può trasformarsi in un involontario vettore di infezione all’interno delle strutture ospedaliere e dei presidi medici.

Il nodo della copertura vaccinale

Il morbillo è uno dei virus più contagiosi al mondo: un singolo individuo infetto può trasmettere la malattia a un numero compreso tra 12 e 18 persone suscettibili. Per interrompere la catena di trasmissione ed eliminare l’infezione a livello comunitario (la cosiddetta “immunità di gregge”), la Comunità Scientifica e l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) stabiliscono la necessità di raggiungere e mantenere una copertura vaccinale pari ad almeno il 95% con due dosi.

In Italia, tuttavia, nessuna Regione italiana riesce attualmente a raggiungere questo obiettivo strategico per la seconda dose. La media nazionale per il richiamo si attesta soltanto all’84,45%, evidenziando un divario critico rispetto alle soglie di sicurezza. In alcune realtà locali, quali la Provincia Autonoma di Bolzano, la Sicilia e la Campania, i tassi di copertura vaccinale scendono persino al di sotto del 75%, creando terreni estremamente fertili per l’insorgenza di focolai epidemici.

Le indicazioni del ministero della Salute

Di fronte ad un quadro epidemiologico in peggioramento, il ministero della Salute ha inviato una circolare esortativa a tutte le Amministrazioni regionali per sollecitare interventi immediati: ovvero

  • avviare campagne mirate per la chiamata attiva di bambini, adolescenti e giovani adulti che non hanno mai completato il ciclo vaccinale a due dosi;
  • verificare rigorosamente lo stato immunitario del personale medico e paramedico nelle strutture sanitarie, promuovendo la vaccinazione di chi risulta privo di anticorpi;
  • rafforzare la diagnosi di laboratorio e la notifica rapida dei casi sospetti per identificare tempestivamente i focolai;
  • contrastare le esitazioni vaccinali ricordando che il morbillo non è una banale febbre esantematica, ma una patologia acuta che può portare a complicanze gravi come polmoniti, sovrainfezioni batteriche, otiti e complicanze neurologiche permanenti (come l’encefalite).

L’appello delle autorità sanitarie è chiaro: per evitare che l’attuale ripresa dei contagi si trasformi in un’epidemia diffusa e prolungata, occorre alzare la guardia e colmare al più presto i gap di copertura vaccinale.

L’infettivologo Massimo Andreoni, professore emerito dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Consiglio superiore di Sanità afferma che “i livelli di copertura vaccinale rappresentano un elemento di particolare attenzione. Siamo fermi a circa l’80% di copertura. Questo dato deve essere considerato un campanello d’allarme e non va sottovalutato”. Poi sottolinea che “gli effetti del virus negli adulti possono essere particolarmente gravi e richiedere il ricovero in ospedale”.