Menopausa: curare la pelle, cicli ogni 20 giorni, anemia

Menopausa: curare la pelle, cicli ogni 20 giorni, anemia
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Menopausa: curare la pelle, cicli ogni 20 giorni, anemia

Come prendersi cura della pelle (viso e corpo) in menopausa?

Il calo degli estrogeni, conseguenza della menopausa, determina un assottigliamento della pelle che diventa più arida, più sensibile agli agenti atmosferici e quindi più soggetta alle rughe. È bene evitare l’esposizione al sole avendo l’attenzione di mettere una crema ad alta protezione ogni giorno. Questa è una buona pratica da seguire anche in inverno, o nelle giornate nuvolose o di pioggia, perché i raggi solari comunque colpiscono la pelle. Inoltre siccome si va incontro alla sarcopenia, ovvero alla perdita muscolare con conseguente rilassamento cutaneo, è bene evitare dimagrimenti drastici che possano accentuare lo svuotamento della massa muscolare. Alcuni esercizi mirati a rafforzare i muscoli, lì dove sono più a rischio, cioè braccia, addome e gambe, sono utili a prevenire e a contrastare l’effetto della pelle cadente. Un aiuto può venire da integratori a base di proteine che non dovrebbero mancare nella dieta giornaliera.

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A 47 anni, da più di un anno ho cicli ogni 20 giorni: che fare?

La menopausa può cominciare a manifestarsi anche prima dei 50 anni, proprio con l’irregolarità del ciclo. Il corpo si sta adattando alla progressiva carenza di estrogeni che regolano la fertilità e quindi il ciclo mestruale. Se ha un senso di ansia e non vuole assumere farmaci, è utile seguire una vita meno stressante, con pasti regolari e con meno apporto di calorie, riducendo grassi, zuccheri, alcol e caffè. Passeggiate e attività sportiva possono aiutare a rilassare, come pure una vita sociale che possa distrarre dal pensiero del cambiamento nella propria vita.

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Anemia da carenza di ferro, che fare oltre alle medicine?

La donna lotta con la carenza di ferro sin dall’adolescenza a causa della perdita di sangue con le mestruazioni. Con la menopausa, si ha un calo della ferritina che serve al deposito del ferro (è proprio il ferro contenuto nell’emoglobina a legarsi all’ossigeno che deve poi raggiungere organi e tessuti). Un campanello d’allarme della carenza di ferro è dato da stanchezza, spossatezza e frequenti mal di testa. Per prima cosa è utile fare le analisi del sangue con il test dell’emocromo. Di solito si prescrivono degli integratori da assumere per via orale o per via endovenosa. La terapia a base di ferro può provocare qualche disturbo gastrointestinale per questo talvolta viene proposta a intermittenza. Anche la vitamina C può essere utile a favorire l’assorbimento di questo minerale. Fondamentale è la cura dell’alimentazione. Attenzione quindi a diete restrittive. Ci sono poi alcune superstizioni da sfatare. Non è vero che mangiando molti spinaci si fa una scorta di ferro, perché questo quando è contenuto nei vegetali è meno assimilabile. Inoltre non è vero che è presente solo nella carne. Per combattere l’anemia è bene tenere presente alcuni consigli: avere una dieta bilanciata e varia, ricca di tutti i nutrienti, senza dimenticare pesce, uova e legumi; preferire verdure al vapore o crude, perché la cottura in acqua e le alte temperature degradano il ferro, ma anche l’acido folico (contenuto per es. in broccoli e bietole); non abbinare le verdure che contengono ferro (come gli spinaci) con i latticini, ma preferire prezzemolo o limone che ne favoriscono l’assorbimento grazie alla presenza di acido ascorbico.